Gino Paoli, l’ultimo omaggio (struggente) a Ornella Vanoni nel brano inedito ‘Quando ti rivedrò’: “Lei si era entusiasmata all’idea di registrarlo”

Oggi è uscito l'inedito del cantautore genovese, scritto per l'artista milanese compagna e amica di una vita. A raccontarne la genesi la moglie Paola Penzo. Ecco i dettagli.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

Gino Paoli e Ornella Vanoni
IPA/RaiPlay

Avrebbe dovuto cantarlo insieme a Ornella Vanoni. Invece "Quando ti rivedrò", ultimo brano inedito di Gino Paoli, è uscito oggi 23 settembre in una versione alternativa, non meno profonda e ugualmente toccante. La canzone fa parte della nuova edizione di "Appunti di un lungo viaggio", disponibile dal 25 settembre, e ha una genesi molto particolare raccontata di recente dalla moglie dell’artista scomparso, Paola Penzo. Ecco qui sotto tutti i dettagli.

Gino Paoli, l’ultimo omaggio a Ornella Vanoni in ‘Quando ti rivedrò’

‘Quando ti rivedrò’ è il brano inedito uscito oggi, 23 settembre 2026, a cavallo tra il compleanno di Gino Paoli e quello di Ornella Vanoni. Un pezzo che Paoli aveva pensato per un duetto speciale con la compagna di una vita, rimasto però solo sulla carta, come testimoniano le parole dello stesso cantautore genovese che faranno parte della nuova edizione di "Appunti di un lungo viaggio". "Come nasce una canzone?", aveva detto il cantante, "credo che la domanda che mi è stata rivolta più spesso in quasi 70 anni di carriera sia questa. Così come credo di non aver dato mai la stessa risposta, perché la verità è che una regola non esiste. Almeno per me. Però di una cosa ero certo sin dal principio: volevo che a cantarla con me fosse Ornella. Invece lei ha avuto la pessima idea di andarsene appena prima di registrarla: l’aspettavo a casa mia, a Nervi, di lunedì e invece…Tipico suo, in fondo".

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Nonostante la scomparsa di Vanoni, e poi quella dello stesso Paoli, la canzone è stata recuperata con la partecipazione speciale del trombettista Paolo Fresu, e il lavoro indispensabile della moglie del cantautore, Paola Penzo. È stata proprio lei a spiegarlo a FQ Magazine così: "Un giorno mi ha chiamato il maestro Adriano Pennino e mi ha detto: ‘Senti, questo brano l’ho fatto anche con Gino: ho fatto le musiche, ho fatto il testo, ce l’ho, mi sembra bello, cosa ne dici?’ Era un po’ imbarazzato, quasi meravigliato, e allo stesso tempo entusiasta. Ho chiamato Filippo Sugar, gli ho girato il brano e gli ho cosa ne pensasse e anche lui era della stessa idea. In questa canzone c’è molto di Gino che si commuoveva ed era davvero se stesso, forse ancora di più, quando era davanti a un pubblico che quando era nella vita privata o in studio di registrazione".

La reazione di Ornella Vanoni al brano mai cantato

Ma il racconto non finisce qui. Perché è sempre Penzo a spiegare come fu coinvolta all’epoca la Vanoni: "Ho mandato il brano anche a Ornella Vanoni, le è piaciuto molto, si è entusiasmata all’idea di registrarlo. Purtroppo, tre giorni dopo è venuta a mancare. Così siamo rimasti a pensare, anche insieme a Caterina Caselli, chi potesse in qualche modo sostituire la voce di Ornella: le canzoni di Gino sono così, insostituibili, per una serie di ragioni. Allora Nicolò (suo figlio, ndr) ha pensato che forse l’unica ‘voce’ possibile potesse essere la tromba, e chi meglio di lui? Fresu che oltre a essere un grande artista, era molto legato a Ornella. Lei parlava sempre di lui, della sua famiglia, io so quasi tutto di lui tramite i racconti che negli anni mi ha fatto Ornella".

Il risultato è un brano unico, delicato, testimone di un rapporto che ha attraversato i decenni e non si è mai davvero concluso. "Quando ti rivedrò", canta Paoli all’inizio, "non so come farò a capire se ancora c’è questo filo, che tra di noi non si è fermato mai". E il cuore del pezzo è tutto qui. Tra la nostalgia e l’eterno, per i fan di entrambi gli artisti scomparsi.


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