Gerry Scotti, dal vitalizio alla possibile pensione: "10mila euro al mese in beneficenza. Per me sarebbe il momento migliore per lasciare"

Gerry Scotti si racconta senza filtri a pochi giorni dai 70 anni: dal successo de La Ruota della Fortuna al futuro in tv, passando per politica, pensione e Berlusconi.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

A pochi giorni dal traguardo dei 70 anni, che festeggerà il prossimo 7 agosto, Gerry Scotti ha scelto di guardarsi indietro e, allo stesso tempo, di riflettere su quello che potrebbe riservargli il futuro. In una lunga intervista al Messaggero, il popolare conduttore ha affrontato numerosi argomenti, parlando del momento straordinario che sta vivendo in televisione, del sorprendente successo di La Ruota della Fortuna, del rapporto con Pier Silvio Berlusconi e anche di temi più personali, come l’eventualità di un ritiro dalle scene e la sua breve esperienza in politica.

Gerry Scotti e il successo oltre ogni aspettativa

Negli ultimi mesi Gerry Scotti è tornato al centro dell’attenzione grazie ai risultati ottenuti da La Ruota della Fortuna, che ha conquistato ascolti ben superiori alle previsioni iniziali. Lo stesso conduttore ha ammesso di essere rimasto sorpreso dall’accoglienza del pubblico, spiegando: "Il format funziona da una vita e Mediaset mi ha messo a disposizione grandi mezzi. Però, e non è falsa modestia, il risultato è stato incredibile: speravamo in un 16 per cento, massimo 18-20 per cento, non il 25 e più. L’estate scorsa non pensavamo che la Rai ci prendesse così sottogamba con Techetechetè, tra l’altro una delle cose più belle mai fatte dalla Rai".

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Il confronto con Stefano De Martino e il ruolo di Pier Silvio Berlusconi

Inevitabile anche un passaggio sul confronto televisivo con Affari Tuoi e con Stefano De Martino, protagonista dell’altra grande sfida dell’access prime time. Scotti non ha lesinato complimenti nei confronti del collega, senza però rinunciare a una battuta che riflette perfettamente il suo stile: "Stefano è bravissimo, ma lo zio Gerry è lo zio Gerry…". Subito dopo ha aggiunto: "Detto questo, io e lui abbiamo intercettato milioni di italiani, non solo anziani, che vogliono giocare. La tv generalista è tutt’altro che morta. E mi fa molto piacere non essermi tirato indietro quando Pier Silvio Berlusconi mi ha proposto questa fascia oraria".

Il futuro di Striscia La Notizia secondo Scotti

Non è mancato neppure un pensiero per Antonio Ricci e per Striscia la Notizia, programma che per decenni ha rappresentato un punto fermo della rete. Scotti ha dichiarato: "Innanzitutto voglio ringraziare Antonio per i 38 anni di splendida tv che ha fatto e per le opportunità che mi ha dato. Era e resta un gigante. Per il resto, noi pensavamo di fare quattro-cinque mesi, visto che Striscia dopo l’estate tornava fra settembre e ottobre, ma i numeri hanno deciso diversamente. I numeri, non io. In azienda mi ascoltano, ma poi decide Pier Silvio".

Il futuro, il contratto e l’idea del ritiro

Dopo una carriera lunghissima, il tema del ritiro è inevitabilmente arrivato sul tavolo. Scotti non ha escluso questa possibilità, lasciando però intendere che la decisione spetterà soltanto a lui: "In questo decennio potrei pensarci. Certo, per lasciare so bene che questo sarebbe il momento ideale. Non so se me lo lasceranno fare. Comunque sia, deciderò io se farlo". Ha poi parlato anche del contratto in scadenza con Mediaset, mostrando serenità nei confronti del proprio futuro professionale: "A Mediaset sono sempre stati bravissimi con me. Ho un grande rapporto con Pier Silvio, quindi penso che non mi obbligherà a decidere".

La politica e il vitalizio devoluto in beneficenza

Nella parte finale dell’intervista il conduttore ha affrontato anche il capitolo della politica, ricordando senza nostalgia l’esperienza vissuta da deputato tra il 1987 e il 1992: "Per me fu una brutta esperienza. Pensavo di poter fare qualcosa come presidente della Commissione condizione giovanile, me l’avevano promessa. Mai avuta. Per loro ero solo un disc jockey", ha raccontato. Ha inoltre spiegato di percepire ancora il vitalizio maturato durante quell’esperienza, precisando però di destinarlo interamente alla beneficenza: "Sì, lo prendo ancora. Dopo aver chiesto a tre premier – l’ultimo Matteo Renzi – di fare una norma per poter rinunciare a quei soldi, mi sono arreso: prendo quei diecimila euro e poi li dò in beneficenza". Infine, parlando delle sue idee politiche, ha ricordato di aver votato in passato Silvio Berlusconi "per affetto" e non per convinzione ideologica, mentre su Roberto Vannacci ha espresso una posizione netta: "Dovendo attirare attenzione, mi sembra sempre troppo sopra le righe. Detto questo, io e lui siamo molto lontani".


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