Il 'Dottor' Gerry Scotti si commuove per la laurea honoris causa. Le parole toccanti agli studenti (e la rivincita 40 anni dopo)

L’Università degli Studi dell’Insubria gli ha conferito la laurea honors causa in Scienze e tecniche della comunicazione. Gerry Scotti diventa dottore dopo il traguardo mancato da giovane

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Per milioni di italiani è uno dei volti più familiari della televisione, capace di attraversare epoche, format e generazioni senza perdere credibilità e popolarità. Il 15 giugno 2026, però, Gerry Scotti ha vissuto una giornata diversa da tutte le altre. Nell’Aula Magna del Rettorato di Varese, l’Università degli Studi dell’Insubria gli ha conferito la laurea magistrale honoris causa in Scienze e tecniche della comunicazione, un riconoscimento che celebra una carriera costruita tra radio, televisione e linguaggi della comunicazione.

Alla cerimonia hanno preso parte la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e la rettrice Maria Pierro. Presenti anche la direttrice del Dipartimento di Scienze umane e dell’innovazione per il territorio, Paola Biavaschi, e il professor Giulio Facchetti, chiamato a tenere la laudatio accademica prima della lectio magistralis del conduttore.

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Accolto da un lungo applauso, il timoniere de La Ruota della Fortuna non ha nascosto l’emozione. Del resto, per lui questo titolo possiede un significato che va oltre il valore simbolico di una laurea honoris causa: rappresenta infatti l’approdo di un percorso personale rimasto incompiuto per decenni e spesso ricordato dallo stesso presentatore come uno dei principali rimpianti della sua vita privata.

Gerry Scotti riceva la laurea honoris causa: il suo messaggio agli studenti

L’ateneo ha deciso di attribuire il titolo a Gerry Scotti per la sua capacità di "combinare tradizione e innovazione, cultura popolare e linguaggi mediatici complessi", mettendo in dialogo tradizione e innovazione, cultura popolare e comunicazione contemporanea. Nelle motivazioni ufficiali viene sottolineato anche il rapporto costruito negli anni con il pubblico, fondato su autenticità, empatia e chiarezza espressiva.

Durante il suo intervento, il conduttore ha ripercorso le tappe principali della propria esperienza professionale, dagli esordi nel mondo della radio e della pubblicità fino all’approdo in televisione. Proprio quei primi anni, ha spiegato, sono stati per lui una sorta di università parallela, una palestra nella quale ha imparato i meccanismi della comunicazione molto prima di entrare negli studi televisivi.

Visibilmente commosso, Scotti ha dichiarato: "L’importanza del momento, la sacralità e il rispetto che questa istituzione prevede fanno sì che io sia emozionato come per quella laurea che non ho preso quarant’anni fa. L’emozione, però, è la stessa".

Il presentatore ha inoltre riflettuto sui cambiamenti che hanno trasformato il mondo dell’informazione e dell’intrattenimento negli ultimi decenni: "Sono cambiate tante cose, da come sono fatti i giornali a come facciamo televisione. È davvero come prendere uno dalla preistoria e portarlo in un’epoca molto più evoluta".

Quando gli è stato chiesto quale sia il segreto della sua capacità di parlare a pubblici di età diverse, la risposta è arrivata con la consueta semplicità che lo contraddistingue:

"Ci vuole fortuna, probabilmente. Ma soprattutto non sentirsi mai paghi, mai arrivati, mai dottori o professori. Bisogna stare sempre dall’altra parte, essere sempre studenti"

Gli studi universitari interrotti e quella laurea rimasta nel cassetto

La giornata vissuta a Varese assume un significato ancora più profondo se si guarda alla storia personale di Gerry Scotti. Nato nel 1956 come Virginio Scotti e cresciuto a Milano, dopo il liceo classico avrebbe voluto iscriversi ad Architettura. Circostanze familiari e aspettative dei genitori lo portarono invece verso la facoltà di Giurisprudenza. "Quando dovevo iscrivermi è stato mio padre che mi ha accompagnato con la macchina fino davanti al Politecnico – ha raccontato Scotti qualche tempo fa in una intervista – C’era il massimo del subbuglio. Gente stravaccata in terra, ragazzi che suonavano le chitarre e fumavano spinelli. Striscioni sopra i muri". Unaa che colpì il padre, che gli disse: "Non puoi farmi questo", spingendolo a optare per la facoltà di di scelto Giurisprudenza.

L’esperienza universitaria, tuttavia, non arrivò alla conclusione. Mentre la passione per la radio cresceva sempre di più, il futuro conduttore iniziò a costruire la propria carriera nel mondo della comunicazione. Alla fine scelse di seguire quella strada, interrompendo gli studi quando mancavano soltanto due esami al traguardo.

Negli anni Scotti ha raccontato più volte come quella laurea mai conseguita fosse rimasta un piccolo cruccio personale. Per questo motivo il conferimento dell’onorificenza da parte dell’Università dell’Insubria assume il valore di una sorta di cerchio che si chiude.


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