George Clooney, il Leone d’Oro alla Carriera a Venezia 2026 chiude una storia iniziata quando era ancora il dottor Ross: il legame speciale col Lido
Dopo quasi trent’anni di red carpet, film e momenti privati, l'attore riceverà a Venezia il riconoscimento che celebra una carriera tra cinema e impegno civile.

Sono passati quasi trent’anni di red carpet, pellicole, statuette e momenti che sono ormai entrati nella memoria collettiva, ma niente sembra essere cambiato. George Clooney torna al Lido, questa volta per ritirare il Leone d’Oro alla Carriera. Venezia non è una tappa qualunque per lui: è la città che ha scandito i passaggi più importanti della sua vita, sia professionale che personale. E quest’anno lo celebra ripercorrendo un percorso lungo una carriera intera, partito dal piccolo schermo con E.R., passato per i ruoli che lo hanno reso una star del cinema mondiale, fino ad arrivare alla regia e a un impegno civile che negli anni è diventato parte integrante della sua immagine pubblica. Un premio che, in un certo senso, chiude un cerchio aperto nel lontano 1998, sancendo un legame lungo più di 20 anni tra l’attore e la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2026. Una storia d’amore che proviamo a raccontare in questo articolo.
George Clooney, la prima volta al Lido nel 1998
La prima volta a Venezia per George Clooney avviene nel 1998. Lui arriva al Lido con Out of Sight – Gli Opposti Si Attraggono di Steven Soderbergh, adattamento del romanzo di Elmore Leonard in cui recita accanto a Jennifer Lopez. Era ancora il "dottor Ross" di E.R., ma fu quello il film della svolta: un insieme perfetto di ironia, suspense e romanticismo in cui mostrava finalmente la stoffa da protagonista cinematografico. La scena nel bagagliaio con Jennifer Lopez sarebbe rimasta nell’immaginario collettivo per decenni.
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Entra nel canale WhatsAppGeorge Clooney e la consacrazione come autore
Nel 2003, George Clooney fa il suo ingresso al Lido con Intolerable Cruelty, la commedia dei fratelli Coen che lo vede al fianco di Catherine Zeta-Jones. Ma è due anni più tardi che arriva la vera consacrazione. Nel 2005, infatti, torna a Venezia questa volta dietro la macchina da presa, presentando Good Night, and Good Luck. Un film che gli vale l’Osella d’Oro per la sceneggiatura, mentre a David Strathairn va la Coppa Volpi come miglior attore protagonista. La pellicola (in bianco e nero) ripercorre lo scontro tra il giornalista Edward R. Murrow e il senatore Joseph McCarthy, in uno dei capitoli più duri della storia americana legati alla caccia alle streghe anticomunista. Non è un caso che proprio in quell’edizione la Biennale Cinema decida di rendergli omaggio, dedicandogli una retrospettiva con quattro pellicole simbolo della sua carriera.
George Clooney, non solo cinema ma anche impegno civile
Il 2007 lo rivede sul Lido per Michael Clayton; l’anno dopo è ancora lì, stavolta con Brad Pitt per Burn After Reading. Nel 2009 tocca a L‘uomo che fissa le capre, presentato mentre in Italia si parlava tanto anche della sua relazione con Elisabetta Canalis. Nel 2013, invece, è lui ad aprire il festival, fuori concorso, con Gravity di Alfonso Cuarón; nel 2017 torna invece in concorso, questa volta dietro la macchina da presa, con Suburbicon. Ma come dicevamo già nel titolo, di Clooney non c’è solo il cinema da raccontare. Nel 2008 viene nominato Messaggero di Pace delle Nazioni Unite, una delle otto persone scelte per promuovere l’ONU e i suoi sforzi di mantenimento della pace.
Venezia entra nella vita privata di George Clooney nel 2014
C’è un capitolo della storia tra Clooney e Venezia che va oltre il cinema. L’attore ha sposato Amal Alamuddin proprio a Venezia nel 2014, e la città ha avuto un ruolo importante anche nella sua vita privata. Per l’occasione, La Serenissima diventa anche cornice di un momento intimo e personale. La coppia ha scelto la città lagunare come luogo ideale per il loro sì, trasformando Venezia nel centro del jet-set mondiale per un intero fine settimana. Gli sposi e i loro celebri ospiti, hanno attraversato il Canal Grande a bordo di eleganti taxi d’acqua in legno, regalando immagini da film ai fotografi e ai tantissimi curiosi accorsi da tutto il mondo.
La cerimonia ufficiale si è svolta il 27 settembre nell’esclusivo resort a sette stelle Aman Canal Grande, all’interno del rinascimentale Palazzo Papadopoli. I festeggiamenti sono poi proseguiti per tre giorni tra cene di gala, brindisi e tappe storiche, in una città blindatissima. L’evento si è concluso ufficialmente il lunedì successivo con il matrimonio civile presso Palazzo Cavalli-Franchetti, sede del municipio.
Le passerelle con gli amici a Venezia
Con la sua ironia, il divo ha trasformato alcune passerelle in momenti divertenti: tra le più memorabili, senza dubbio c’è quella del 2024 per il film Wolfs, al fianco dell’amico Brad Pitt. Qui Clooney improvvisa balletti a favore di camera, saluti dai red carpet ai fan, lunghissime firme di autografi e selfie con i fotografi. Poi, nel 2025, l’attore è di nuovo al Lido con Jay Kelly, accanto ad Adam Sandler e Billy Crudup.
George Clooney, il Leone d’Oro alla Carriera è il sigillo di una ‘storia d’amore’
Come abbiamo anticipato nel paragrafo introduttivo, Clooney riceverà il Premio alla Carriera all’83esima edizione del Festival di Venezia. Il direttore Barbera ha motivato la scelta con parole precise: "Nella sua triplice veste di attore, regista e produttore, George Clooney è un artista completo e carismatico, appassionato e originale, avendo saputo trasformare una vocazione profonda in una delle parabole più luminose del cinema contemporaneo. Un avvio di carriera vissuta senza scorciatoie, grazie a piccole parti in telefilm e B-movie sino al grande successo ottenuto come protagonista della serie ER, hanno plasmato un attore capace di abitare lo schermo con una naturalezza disarmante, conferendogli il dono di far sembrare i suoi personaggi non solo credibili ma desiderabili, vicini e umani, grazie anche ad un fascino innegabile. Ma quello di Clooney è un carisma costruito sulla credibilità, non sull’immagine, perché il suo lato seduttivo non è mai stato solo estetico. Perfetta combinazione di glamour da star di altri tempi, grande professionalismo e sensibilità moderna, l’attore ha attraversato i generi con versatilità preziosa: i film di guerra con Three Kings e Syriana, il thriller con Michael Clayton, la commedia sofisticata con Ocean’s Eleven e Fratello dove sei?, la fantascienza con Gravity e Solaris, la commedia agrodolce con Paradiso amaro, Tra le nuvole e Jay Kelly. In ciascuno di questi film ha modulato il suo registro senza mai tradire se stesso: ironico e malinconico, affascinante e riflessivo, brillante e capace di profondità inaspettate. Così come nei nove film realizzati quando ha deciso di passare dietro la macchina da presa, che rivelano un’idea esigente e generosa di cinema. Confessioni di una mente pericolosa, Good Night and Good Luck, Le idi di marzo, Suburbicon, sono esempi di film ricercati, ambiziosi, fuori dalle regole e dalle convenzioni del cinema hollywoodiano, nei quali si riflette l’altra sua vocazione, quella per l’impegno sociale e umanitario che contribuisce a farne una figura di assoluto rilievo nell’universo dello spettacolo contemporaneo."
Lui, nell’accettare il premio, ha risposto con la leggerezza che lo contraddistingue: "Ho vissuto tantissimi momenti straordinari a Venezia. La Mostra è senza dubbio il mio festival preferito, e ricevere il Leone d’Oro è un onore immenso. Probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così."