George Clooney conquista il Leone d'oro alla carriera ma la reazione spiazza: "Vuol dire solo una cosa…”

La star hollywoodiana commenta con la sua solita ironia il prestigioso riconoscimento in arrivo dalla Mostra del Cinema di Venezia

Anna Montesano

Anna Montesano

Web Editor

Web editor appassionata di cinema e TV, dopo la laurea in Lettere Moderne mi specializzo in Editoria e Giornalismo e trasformo la passione per la scrittura in un lavoro.

George Clooney, arriva il Leone d'oro alla carriera ma la reazione è scioccante
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Ricevere un premio alla carriera fa sempre un certo effetto, e George Clooney ci ha scherzato su, sottolineando come un riconoscimento del genere, in fondo, significhi anche che gli anni stanno passando. Eppure, il Leone d’Oro che ritirerà durante l’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre, è semplicemente il coronamento perfetto per un percorso che ha segnato il cinema degli ultimi decenni.

George Clooney, la reazione al Leone d’oro alla carriera

Davanti alla notizia, il divo americano 65enne non ha nascosto la sua gratitudine, definendo il premio un onore immenso e ricordando come Venezia, dove ha vissuto momenti straordinari, sia in assoluto il suo festival del cuore. Tuttavia, ha lanciato una battuta ironica e anche un filo provocatoria sul premio ricevuto, dicendo: "Probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così".

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La decisione del Cda della Biennale è arrivata su proposta del direttore artistico Alberto Barbera, intenzionato a celebrare Clooney non solo come volto dello schermo, ma come autore a tutto tondo: interprete, regista e produttore.

Dalla lunga gavetta al successo: una carriera ricchissima per George Clooney

D’altronde, il suo successo non è nato dal nulla. Prima del boom planetario con il ruolo del dottor Ross nella serie ER – Medici in prima linea, Clooney ha affrontato una lunga gavetta fatta di piccoli ruoli televisivi e pellicole minori. Proprio questo percorso lo ha però aiutato a sviluppare la spontaneità ormai ben nota davanti alla telecamera che oggi lo contraddistingue, affiancata a un fascino classico che è diventata una delle sue cifre sul set (e fuori).

Negli anni, l’attore ha saputo spaziare tra i generi più diversi con una disinvoltura rara, passando dal thriller impegnato di Syriana alla fantascienza di Gravity, fino alle commedie brillanti come Ocean’s Eleven e ai film d’autore. A convincere la giuria veneziana, però, è stato anche il lavoro svolto dietro la macchina da presa. Titoli firmati da lui, come Good Night, and Good Luck e Le idi di marzo, dimostrano infatti una regia solida e, soprattutto, una costante attenzione ai temi sociali e umanitari.


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