George Clooney e Julia Roberts sono ancora oggi la coppia più bella di Hollywood e lo dimostrano in questo film

In Ticket to Paradise i due fanno rivivere la magia che c'era ai tempi di Ocean’s Eleven: tutti i segreti di un'alchimia che Hollywood ormai non riesce più a replicare

Diego Scappini

Diego Scappini

Giornalista

Classe 1987, lo sport è il mio habitat naturale ma sono appassionato anche di TV, serie e cinema, soprattutto horror.

George Clooney e Julia Roberts - Ticket to Paradise
Facebook - Ticket to Paradise

Hollywood cambia ritmo di continuo: un attimo prima sembra ossessionata dai supereroi, un attimo dopo si tuffa a capofitto sull’horror d’autore, quindi riscopre le commedie romantiche. In mezzo a questo movimento continuo (che poi è circolare, perchè ciclicamente le "mode" restano le solite) riaffiora qualcosa che ricorda al pubblico perché il cinema vive di volti, di intese, di coppie che funzionano a prescindere dai tempi che cambiano. Ticket to Paradise, uscito nel 2022, fa proprio questo: rimette al centro George Clooney e Julia Roberts e riaccende una scintilla che il pubblico riconosce al volo.

Un’alchimia che resiste ai cambi di Hollywood

La loro intesa ha un sapore particolare, genuina, quasi artigianale. Arriva da anni di collaborazione, da un modo di "vivere il set" che appartiene a un’altra epoca, quando la chimica tra gli attori nasceva live e non da un casting perfetto sulla carta. E questa storia comune pesa eccome: Confessioni di una mente pericolosa, Ocean’s Eleven, Ocean’s Twelve, Money Monster. Quattro film, quattro momenti diversi delle loro carriere, ma ogni volta la stessa naturalezza, come se i due fossero una coppia anche nella vita vera, e non solo sul set.

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I segreti del rapporto che rende unici Clooney e Roberts

In Ticket to Paradise si divertono a giocare con questa energia. Si punzecchiano, si sfidano, si rincorrono come due amici che conoscono alla perfezione i tempi dell’altro. La commedia diventa il terreno perfetto per questo gioco, un luogo dove possono muoversi con una libertà che pochi attori contemporanei possiedono. È un tipo di dinamica che infatti oggi si vede raramente, perché Hollywood tende a costruire coppie funzionali alla storia, mentre qui la storia sembra quasi un pretesto per lasciarli liberi di fare ciò che sanno fare meglio.

Il tempo come alleato

C’è anche un altro aspetto che rende speciali Clooney e Roberts: il modo in cui attraversano il tempo. Lui ha quella leggerezza da uomo che gestisce il proprio carisma senza trasformarlo in posa; lei ha un sorriso unico, uguale a quello che illuminava Pretty Woman nel 1990. Insieme creano un effetto curioso: invece di scimmiottare la versione più giovane di sé, sembrano più a loro agio oggi che venti o trent’anni fa. Una freschezza che non dipende dall’età, ma dal modo consapevole e spensierato in cui la vivono.

Perché Hollywood fatica a trovare eredi

Guardando Ticket to Paradise diventa chiaro perché Hollywood fatichi a trovare eredi credibili. Le nuove generazioni hanno talento, certo, ma manca quel tipo di presenza che nasce da un percorso condiviso, da un’amicizia che resiste ai film, alle mode, ai cambi di rotta dell’industria. Clooney e Roberts non rappresentano solo una coppia cinematografica: incarnano un’idea "old school" del cinema (e di Hollywood) che continua a funzionare anche quando ciò che è "old" non va più di moda, e quando tornano a recitare insieme sembrano ricordare agli altri come si fa.


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