George Clooney, l’allarme a Venezia sul giornalismo: “I ricchi controllano l’informazione”. E sulla consegna del Leone d’Oro...
Dal Lido, dove riceverà il Leone d’Oro alla carriera, l’attore denuncia i rischi per l’informazione e lancia l’allarme anche sull’intelligenza artificiale.

È un George Clooney diretto e preoccupato quello che si presenta al Lido di Venezia, dove riceverà il Leone d’Oro alla carriera. Durante la conferenza stampa, l’attore affronta alcuni dei temi più delicati dell’attualità, dal futuro del giornalismo al crescente peso dei grandi patrimoni sull’informazione. Clooney lancia quindi un allarme anche sull’intelligenza artificiale e sulla difficoltà, sempre maggiore, di distinguere ciò che è vero da ciò che è falso. Ma arriva anche un messaggio di fiducia. Tutti i dettagli.
Venezia 2026, George Clooney preoccupato sullo stato del giornalismo
Alla Mostra del Cinema di Venezia, George Clooney ha incontrato la stampa qualche ora prima della consegna del Leone d’Oro alla Carriera, che riceverà questa sera. Nel corso della conferenza, l’attore ha affrontato soprattutto il tema della libertà dell’informazione, mostrando preoccupazione per il crescente controllo dei grandi patrimoni sui principali mezzi di comunicazione. "Lo stato del giornalismo nel mondo è preoccupante. I ricchi del mondo hanno la proprietà del Washington Post, di X e 5, 6 delle principali fonti di informazioni sono detenute dalle persone più ricche del mondo e questo è preoccupante. Ma c’è ancora speranza, io e mia moglie abbiamo grande ammirazione e appoggiamo il giornalismo. Io stesso e mia moglie siamo figli di giornalisti. È un mestiere che è sempre stato sfidato, è preoccupante ma è sempre stato così. Credo che l’informazione troverà però sempre un modo per essere libero."
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppGeorge Clooney e l’amore per Venezia
Clooney ha poi parlato del rapporto speciale che lo lega a Venezia, una città che frequenta da circa trent’anni e nella quale ha anche celebrato il proprio matrimonio. "La mia storia d’amore con Venezia dura da tren’anni, mi sono anche sposato qui ed è stato il momento più bello… sarei nei guai se non lo dicessi. È una città romantica e di speranza, come questo festival", ha raccontato, definendola un luogo capace di unire romanticismo, speranza e ottimismo. In vista della serata di gala, non è mancata una battuta ironica sul modo in cui avrebbe festeggiato il riconoscimento: "Berrò….nei prossimi giorni usciremo a cena, questa è una città dove si prende una barca, si passa un ponte e ci si trova improvvisamente in un ristorante con 4 tavoli, con un gestore che ti accoglie. È una città di grande ottimismo."
George Clooney: "Ricevere il Leone d’Oro alla carriera è fantastico per me"
Il Leone d’Oro rappresenta per Clooney un importante momento della sua lunga carriera e un riconoscimento particolarmente significativo proprio per il rapporto che ha costruito negli anni con la Mostra. "Ricevere questo premio del Leone d’oro alla carriera è una cosa fantastica per me. Ho avuto tanti successi ed insuccessi qui come quando ero con Cathrine Zeta Jones."
George Clooney dice la sua sulla delicata situazione in USA e sulla libertà di espressione
Guardando al futuro degli Stati Uniti, Clooney ha riconosciuto le difficoltà del momento senza però abbandonare il proprio ottimismo. Il paragone con le tensioni del 1968 lo porta a considerare l’attuale situazione come una fase che il Paese potrà superare: "Sono sempre molto ottimista, ma credo che siamo in una situazione poco fortunata, per dirla con un eufesmismo". A suo giudizio, gli Stati Uniti stanno vivendo una fase di "kakistocracy", ma le prossime scadenze elettorali potrebbero segnare un cambio di direzione: "passeremo anche questo".
Sul tema della libertà di espressione, ha preso apertamente le difese di Mark Ruffalo, sottolineando che il diritto di esprimere opinioni deve essere tutelato anche quando risultano sgradite o divergenti dalle proprie. "Sostengo la libertà di parola di Mark Ruffalo…Credo nella libertà di parola anche quando non sono affatto d’accordo. È importante, no? Anzi, è parte integrante del funzionamento di una democrazia."
George Clooney e il rapporto con l’AI
Nel corso dell’incontro si è parlato anche di intelligenza artificiale e dei possibili effetti sul cinema e sull’informazione. Clooney ha sottolineato come la tecnologia possa arrivare a creare contenuti e dichiarazioni completamente inventati, rendendo sempre più complicato riconoscere ciò che è reale. "Sarà sempre più difficile capire la verità, dove è il fake", ha spiegato, evidenziando una difficoltà che potrebbe riguardare da vicino anche il lavoro dei giornalisti.