Garlasco in Tv, Cataliotti spiega perché Sempio ha detto no allo psichiatra: "Nessuna fuga". Qual è il vero obiettivo della difesa
Liborio Cataliotti, legale di Andrea Sempio, è intervenuto a Morning News lunedì 7 settembre 2026, sgormbrando i dubbi di chi crede che il suo assistito si sottragga agli accertamenti

Il 28 settembre, giorno in cui la Procura di Pavia chiuderà le indagini per il delitto di Garlasco è sempre più vicino, sarà in quel momento che sapremo se Andrea Sempio, accusato dell’omicidio di Chiara Poggi, sarà rinviato a giudizio. In attesa di allora, la difesa ha comunicato di avere rifiutato l’incontro con il professor Roberto Catanesi, lo psichiatra scelto dai magistrati che sta effettuando una consulenza psichiatrica su di lui. Questo è stato il tema della puntata di "Morning News" di lunedì 7 settembre 2026, alla presenza di Liborio Cataliotti, legale dell’indagato.
Garlasco, Morning News puntata 7 settembre 2026: cosa è successo
Lo psichiatra della Procura ha il compito di redigere una relazione personologica sulla capacità di intendere e di volere e sull’eventuale pericolosità di Andrea Sempio, non potendo incontrarlo personalmente eseguirà il lavoro sulla base di scritti, soliloqui e interviste. I magistrati non si sono limitati a questo, hanno infatti predisposto altre due consulenze volte a rafforzare il quadro accusatorio, dagli accertamenti sulle misure del piede di Sempio e la sua compatibilità con l’impronta presente sulla scena del crimine fino al DNA sulle unghie della vittima.
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Entra nel canale WhatsAppInterviene a "Morning News" uno dei legali dell’indagato, Liborio Cataliotti, a cui Dario Maltese chiede se non pensi che il rifiuto al faccia a faccia con il professore possa essere interpretato come una fuga: "No, anzi, è l’esatto contrario. L’accertamento richiesto dalla Procura della Repubblica ha un duplice oggetto, verificare se Sempio fosse capace di intendere e di volere al momento dei fatti, e verificare se oggi possa partecipare coscientemente al processo. Pensi che questo tipo di richiesta più del triplo delle volte viene chiesto in Italia dalla difesa degli imputati, da un accertamento di incapacità di intendere e di volere totale o scemata o incapacità di partecipare al processo discendono a norma di Codice conseguenze favorevoli all’imputato. In quel caso l’imputato non può essere processato o, in caso di incapacità di intendere e volere scemata, si vede riconosciuto lo sconto di pena. Se ha invece incapacità ha partecipare al processo ha diritto di vederselo sospeso. Quando si dice che noi ci sottraiamo a questo accertamento e quindi scappiamo è l’esatto contrario, ci sottraiamo perchè vogliamo portare in giudizio le sue prove. Non cerchiamo sconti di pena, né evitare il processo, non vogliamo un proscioglimento per una presunta, supposta, non documentata incapacità di intendere e volere, vogliamo affrontare le prove del processo. Noi siamo sicuri che dimostrino l’estraneità ai fatti del nostro assistito".
A questo punto Maltese chiede al legale quali siano le aspettative sulla consulenza psichiatrica, che sarà comunque eseguita: "Ci aspettiamo che dica che sia impossibile una verifica di questo tipo perché a differenza del tratto della personalità fatto dai RACIS, la cui utilizzazione nel processo penale è vietata, questo è volto a ravvisare patologie psicologiche in capo al soggetto. Se non c’è un contributo della persona è evidentemente impossibile che venga tratteggiata una patologia, è come fare una diagnosi sulla base di dati documentali. I documenti in possesso dello psichiatra, tra l’altro, non risalgono in massima parte al 2007, quindi all’epoca dei fatti, ma successiva. Ci aspettiamo che la perizia non venga svolta o che dia riscontro di non poter dare un parere favorevole. Il professor Catanesi non scrive di ritenere opportuno non incontrare Andrea Sempio, ma di ritenerlo necessario per espletare il mandato, come avevo detto quando gli era stato affidato il mandato. Ci aspettiamo quindi un esito nullo".
La difesa ha però fatto fare una consulenza psicologica alla dottoressa Valentina Marsella, che è stato deciso di non depositare, il legale spiega il motivo di questa mossa: "Riteniamo che non sia utilizzabile quella dei RACIS fatta dalla Procura, se dovesse essere ritenuta utilizzabile quella depositeremo la nostra, ma fino a quel momento non esiste motivo sensato per cui ci si debba confrontare su un tema vietato dal Codice. Se il giudice la pensasse diversamente noi abbiamo pronto tutto".
Il deposito della consulenza dello psichiatra potrebbe avvenire comunque già nei prossimi giorni, a breve dovrebbero arrivare anche quelle della dottoressa Cattaneo sulla traccia di scarpa e quella del dottor Previderè sul DNA trovato sulle unghie di Chiara Poggi.
Inevitabile sapere da Cataliotti se possa pensare a eventuali conseguenze per il rifiuto all’incontro con il medico, tenuto conto anche della decisione di avvalersi della facoltà di non rispondere a maggio e della mancata presenza all’interrogatorio un anno prima: "Sono cose diverse sul piano processuale. Nel 2025 aveva rifiutato un accertamento antropometrico, io non ero ancora il difensore, gli venne imposto forzatamente. A maggio ha rifiutato di rispendere alle domande del pubblico ministero perché gli sono state rivolte prima della ostensione del fascicolo, quindi prima che noi potessimo avere il fascicolo processuale dell’indagine preliminare, studiarlo e preparare le risposte anche attingendo alla memoria. Ho spiegato ampiamente la scelta di oggi, non cerchiamo sconti di pena, sospensioni del processo, proscioglimento per incapacità di intendere e di volere, puntiamo all’assoluzione, vogliamo quindi confrontarci con il processo e non scappare dallo stesso, l’esatto contrario di quello che alcuni dicono".
Cataliotti minimizza però anche le particolari teorie del suo assistito sulle donne e le frasi dette nei soliloqui: "Si crea il rischio di interpretarle in modo diverso rispetto a chi ha proferito quelle frasi, invito alla prudenza, quanto contestualizzeremo spiegheremo. La Procura ha interpretato le cose male, c’è una captazione del 12 maggio 2025 in cui Sempio chiaramente sta solo riproducendo la versione difensiva di Alberto Stasi in uno degli interrogatori a cui si era sottoposto. Qualcuno da lì ha estrapolato una frase: ‘Il sangue era secco quando sono passato io’ e l’ha ricondotta a lui, come se fosse una confessione, contestualizzando il discorso e sentendolo dall’inizio alla fine si capisce in modo incontrovertibile che non intendesse il suo passato, ma riproducesse virtualmente l’interrogatorio di Stasi".
Maltese chiede all’avvocato la sua opinione in merito all’interesse anomalo mostrato dal suo cliente nei confronti di Alberto Stasi, dimostrato da alcuni scritti e ricerche sul web già dal 2013: "Io trovo buffo pensare che possa insospettire che un amico, forse il migliore amico, del fratello della vittima si interessasse al processo per l’omicidio. Me la cavo con una battuta, oggi all’indagine di Sempio si dedicano siti, podcast, trasmissioni Tv 20 mila italiani al giorno, sono tutti maniaci o ossessionati? Sono interessati a una vicenda di cronaca, Sempio sentiva la vicenda vicina. Si parlava dell’interesse, della ricerca sul DNA fatta tramite computer da Sempio, quella riguardava un altro processo, quello relativo a Yara Gambirasio, incuriosito dalle notizie di stampa ha fatto una ricerca concomitante a livello cronologico sul tema. C’è qualcosa di strano? Io mi sono dato già la risposta, è normalissimo, altrimenti anch’io che ho due flgli in età adolescenziale appassionati di film sui serial killer dovrei esserne preoccupato, ricavare da questo il ritratto di un killer o di un serial killer mi sembra un azzardo, per non dire di peggio".
Si chiude con quello che, a detta dell’avvocato, potrà accadere il 28 settembre: "Non so, quando si è convinti dell’innocenza del proprio cliente supporre che possano sopravvenire prove o indizi a carico è impossibile, non credo possa arrivare nulla, aspetto fremente che la Procura esprima le sue richieste. Immagino una richiesta di rinvio a giudizio per andare in udienza preliminare e fare le valutazioni nel contraddittorio, ma con un giudice super partes".
