Garlasco in Tv, il piede di Sempio e l'incompatibilità con l'impronta, la strada si complica. "Larghezza da non considerare, ecco perché"

A Zona Banca nella puntata di giovedì 6 agosto 2026 si è parlato dell'impronta del piede di Andrea Sempio e di come la difesa intenda smontare la Procura su questo elemento

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

A "Zona Bianca" giovedì 6 agosto 2026 lo spazio dedicato al caso Garlasco è stato come di consueto ampio, puntando ad analizzare diversi aspetti relativi all’attuale indagine che vede accusato Andrea Sempio di essere l’assassino di Chiara Poggi. Questo evidentemente si interseca con quanto accaduto in passato e agli evidenti errori commessi dagli inquirenti, alcuni determinanti per la condanna subita da Alberto Stasi.

Garlasco, Zona Bianca puntata 6 agosto 2026: cosa è successo

Particolare attenzione è stata rivolta all’analisi della scena del crimine, quella della villetta di casa Poggi a Garlasco, dove è stata uccisa Chiara il 13 agosto 2007. Qui sono state trovate 27 impronte lasciate dall’assassino, sparse tra i vari locali, riconducibili a una scarpa con la suola a pallini, ancora al centro del giallo. E’ fondamentale chiedersi se il piede di Andrea Sempio sia davvero compatibile con queste tracce, a rispondere a queste domande sarà l’anatomopatologa Cristina Cattaneo nella nuova verifica che le è stata affidata ai PM, a corredo del lavoro che lei ha già svolto. La professoressa si sta dedicando in modo particolare ad analisi sulla larghezza del piede del 38enne, che lei stessa aveva già preso in considerazione quando lo aveva sottoposto alle misurazioni antropometriche a ottobre 2025. A detta del tema che lo assiste questo sarebbe uno degli elementi determinanti che potrebbero smontare le accuse avanzate.

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Secondo questi dati, oggi la lunghezza del suo piede è tra 26,9 e 27,3 centimetri, la larghezza invece varia da 11,2 a 12 centimetri, ed è proprio su quest’ultimo aspetto che accusa e difesa sono discorsi perché è da qui che si può capire se ci sia compatibilità con quanto trovato nella casa di via Pascoli. Tra le tracce lasciate dall’assassino la numero 6 sarebbe quella ritenuta più attendibile per effettuare il calcolo, questa risulta essere lunga 27,3 centimetri, numero che riporta alla stessa misura del piede di Sempio, anche se questo dato tiene conto dell’orma di una suola, che è quindi maggiore rispetto a un piede scalzo. L’impronta 6 è anche più stretta, con una larghezza pari a 9,5 centimetri, decisamente meno rispetto agli oltre 11 dell’attuale indagato. Legali e consulenti del 38enne evidenziano come queste differenze non siano minime, oltre a fare leva sul numero di scarpa, ritenuto diverso, una taglia 44, non uguale quindi alla Frau 42 che sarebbe stata indossata dal killer di Chiara.

Armando Palmegiani pochi giorni fa era stato decisamente duro, arrivando a sottolineare come "i consulenti della Procura non siano esperti", quindi non in grado di dare valutazioni credibili. I consulenti della difesa hanno fatto un test pratico, facendo provare al 38enne due modelli di Frau, un 42 e un 43, entrambi sono risultati non calzabili perché troppo stretti. Eppure, come si legge nei documenti pavesi, "la lunghezza podalica dell’indagato, pari a circa 27 centimetri corrisponde alla taglia 42 delle scarpe prodotte dall’azienda italiana". Non solo, per i consulenti della Procura l’indagato nel 2007 avrebbe potuto indossare le scarpe dalla suola a pallini, avendo avuto ai tempi una pianta più stretta. Era stato lui infatti a rivelare di avere amato in passato i modelli con la punta affusolata, elemento confermato anche da un vecchio scatto. Del resto, lui nel corso degli anni ha preso peso, anche il suo piede potrebbe essere quindi cambiato.

Su questo aspetto si esprime il professor Galassi, medico forense: "Ho stima della difesa Sempio, ma sul piede son profondamente critico e scettico, un approccio del genere credo che non si sarebbe dovuto adoperare. La larghezza podalica tra tutte le misure del piede è quella più variabile nel passare degli anni, è un parametro quindi che non può essere utilizzato per ragionamenti di inclusione o esclusione in merito a un’impronta lasciata da una scarpa. Se questa fosse stata l’arma segreta che cambia la partita, un’esperta come la professoressa Cattaneo non avrebbe fatto lei stessa questa prova?".

A breve l’anatomopatologa dovrebbe rendere noti gli esiti del suo lavoro, a quel punto la palla passerà a Taccia e Cataliotti, avvocati di Sempio, anche se appare difficile non possa esserci il rinvio a giudizio.


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