Garlasco in Tv, la rabbia di De Rensis: "Indagine nata malata". I 70 errori e l'ipotesi sul "gioco crudele e sadico"
La puntata di Zona Bianca del 30 dicembre 2025 è stata dedicata per gran parte all'omicidio di Chiara Poggi, con un focus ad hoc agli errori nella vecchia indagine

"Zona Bianca", il programma condotto da Giuseppe Brindisi in onda su Retequattro, dedica sempre uno spazio al delitto di Garlasco, con un occhio particolare all’andamento della nuova indagine e agli errori che sono stati fatti in passato. Non poteva quindi mancare uno spazio ad hoc nella puntata di martedì 30 dicembre 2025, una di quelle previste in questo ciclo inserito in palinsesto durante le festività.
Garlasco a Zona Bianca, cosa è successo nella puntata di ieri (30 dicembre)
Il focus viene riservato proprio ai numerosi errori emersi, circa 70, ma non è escluso possano uscirne altri. Brindisi interroga subito l’avvocato De Rensis, provando a fare un po’ "l’avvocato del diavolo", sottolineando che nessuno di questi sbagli ha però contribuito alla condanna di Alberto Stasi, il suo assistito: "Non condivido questo, ringrazio la redazione di ‘Gente’ per avere evidenziato tutti questi errori, ma suggerisco di tenere una pagina vuota, chissà che non avremo un altro errore con il telefono. Non ho notizie, ma chissà che la BPA non ci racconti che la cornetta possa essere stata staccata quando è avvenuto il delitto. Se alcune cose fossero emerse nell’immediatezza forse la dottoressa Muscio (la pm che aveva interrogato Stasi, ndr) avrebbe fatto un’altra ricostruzione investigativa. Ci si dimentica di dire che questa indagine è nata malata perché alcuni errori/orrori sono stati scoperti solo anni dopo".
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Entra nel canale WhatsAppImportante è la presa di posizione a riguardo dell’ex magistrato Simonetta Matone: "L’errore più grave è stato scoprire che Alberto Stasi aveva una finestra temporale di 23 minuti libera, e su quella costruire il processo. Si è fatto l’esatto contrario di quello che andava fatto, ovvero trovare una serie di elementi per arrivare all’identificazione del responsabile". La Matone, da donna di legge quale è sempre stata, ci tiene poi a porre un interrogativo che non può che fare riflettere: "Tutti parlano della sentenza passata in giudicato, anch’io da ex magistrato dico che il colpevole è Alberto Stasi. Se la Cattaneo dovesse spostare di 30-40 minuti l’ora della morte cosa diciamo? Continuiamo a sentire che è colpevole?". Non manca la stoccata di De Rensis: "Diranno quello che hanno detto finora di Previderè (aveva analizzato il DNA, ndr) e altri esperti, che è la numero uno in Italia, ma non ha capito niente".
La Matone non riesce a concepire che ci siano persone che ritengono inutile l’indagine in corso visti i dubbi emersi finora, per questo dice una frase che sa tanto di provocazione: "Mi auguro che Alberto Stasi sia colpevole, prego vivamente che lo sia, mi è moralmente inaccettabile che sia da più di 3 mila giorni in carcere senza avere fatto niente. Nei palazzi romani si portava avanti un proverbio, che io ho scolpito su di lui, ovvero ‘Poca prova, poca pena’, lo dicevano tanti addetti ai lavori".
Più assassini sulla scena del delitto? L’ipotesi della criminologa e del medico legale
Anche in questa occasione, come in altre puntate di "Zona Bianca" interviene la criminologa Simona Ruffini, che sottolinea ancora come sia sbagliato arroccarsi alla sentenza passata in giudicato, visto che anche questa non è scevra da errori. "Ci sono l’errore della visione a tunnel, ovvero sposare sin dall’inizio un’indagine investigativa e non spostarsi più da quello. Da questo deriva il bias della conferma, ovvero cercare solo elementi che portano conferma alla propria ipotesi. A questo si aggiunge la dissonanza cognitiva, ogni volta che ci si trova davanti a un elemento che smentisce le nostre convinzioni pur di non ammettere di essersi sbagliati si distorce la realtà. E questo è quello che è successo solo all’inizio". Non manca la frecciata di Brindisi, che la definisce "questa criminologa" in riferimento alla definizione che aveva dato di lei sui social Selvaggia Lucarelli, come se le sue teorie fossero poco importanti.
La Ruffini mette in evidenza come ci siano diversi elementi che potrebbero avallare la presenza di più persone presenti nella villetta di Garlasco quella mattina: "Più persone potrebbero essersi accanite sulla vittima, forse con armi diverse. Il corpo gettato dalle scale potrebbe essere una scelta legata a un gioco crudele e sadico".
A credere che siano ancora diversi i dubbi da chiarire è anche il medico legale Vittorio Fineschi, non ci sono infatti certezze sull’ora della morte, né sulla dinamica, oltre a non avere mai trovato l’arma del delitto. "Dal punto di vista medico-legale – ha detto – lo scenario è ancora tutto da riscrivere". E nelle prossime settimane potrebbero essere diversi gli elementi che potrebbero scardinare ulteriormente la situazione.
