Garlasco in Tv, Nuzzi difende le gemelle Cappa: "Uno tsunami di odio". Con chi ce l'ha
A Zona Bianca giovedì 27 agosto 2026 Gianluigi Nuzzi è intervenuto prendendo le parti delle gemelle Cappa, troppo spesso tirate in ballo nei sospetti sul delitto di Garlasco

Il giovedì sera in estate è sinonimo di "Zona Bianca", in onda anche il 27 agosto 2026, con l’ormai consueto spazio dedicato al caso Garlasco. Questa volta il focus del discorso si è concentrato su quanto sta accadendo negli ultimi giorni, con la denuncia di Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi, a Milo Infante, accusato di ricettazione, che fa seguito a un esposto che lei aveva presentato contro Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, l’inviato de "Le Iene" Alessandro De Giuseppe e l’ex Maresciallo Francesco Marchetto.
Garlasco, Zona Bianca puntata 27 agosto 2026: Nuzzi si schiera in difesa delle gemelle Cappa
La denuncia rivolta a Milo Infante da parte di Stefania Cappa con l’accusa di ricettazione non può che fare discutere, non solo il diretto interessato, ma anche chi conosce la sua professionalità e chi ritiene sia un reato che non abbia ragione di esistere. A esprimersi a riguardo è Gianluigi Nuzzi, convinto che il collega non abbia sbagliato, ma pronto allo stesso tempo a non ritenere così campato per aria l’atteggiamento della cugina di Chiara Poggi, oggi avvocato.
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Entra nel canale WhatsApp"Il reato di ricettazione ipotizzato a carico di un giornalista che dà una notizia è qualcosa che non si può né leggere, né sentire, né ripetere, qualsiasi notizia dia. Io sono un monello, io sono stato indagato per ricettazione e poi prosciolto, ma mi hanno tenuto in ballo fino alla Cassazione. Io non lo dico per quello che ho vissuto io, ho passato tutta la vita, dal Vaticano alla ‘ndrangheta, fino a Quarto Grado, dando delle notizie, quindi per me chi dà una notizia ha una medaglia, non perde i galloni. La violazione del segreto istruttorio è un reato, ma è un reato che non dico che tra noi giornalisti meriti una medaglia, per me sì ma non lo psso dire perché è un reato, quindi Milo Infante ha dato una notizia. La ricettazione è una cosa che prevede di dimostrare l’utilità della ricettazione".
Il giornalista prosegue il suo intervento, smentendo una teoria diffusa, quella relativa a chi pensa che le gemelle desiderino non essere nominate, ma soprattutto ritiene comprensibile il loro modo di agire: "Non è vero che la Cappa ha chiesto l’oblio, lei è una donna che ha visto uccisa la cugina, che in questi anni ha presentato un centinaio di querele, o è una donna che si sente al centro di complotti e macchinazioni internazionali o si sente collocata dove non è anche solo leggendo su internet, senza essere mai stata indagata. Io credo che sopravvivere allo tsunami di m.. che questa donna ha dovuto subire non sia facile. A farlo sono persone che spesso sono senza alcuna qualifica, ieri erano esperti di vaccini, l’altro ieri di cucina italiana, oggi sono criminologi ed esperti di scena del crimine. Questi mettono le Cappa, la mamma, il fratello della vittima al centro, trovo tutto questo disgustoso. Sono state triturate massacrate perché, diciamocelo, erano le fi***, davano un certo prurito all’epoca ma ancora oggi. Si arriva a mmaginare che una delle Cappa sventoli l’arma del delitto in bicicletta e la butti in un torrente, questo ha portato i Carabinieri, non Nuzzi, a scrivere dopo che le ha ascoltate. Lei non ha paura di essere coinvolta, ma delle ripercussioni mediatiche".
Il conduttore Brindisi interviene: "Per quale motivo Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi, decide 5 giorni dopo avere scoperto che l’avvocato De Rensis è entrato nel collegio difensivo di Stasi di invitarlo a un convegno? Non va contro a quello che stai dicendo?".
Nuzzi risponde: "Mi fa specie che un avvocato, che è soprattutto la cugina della vittima, arrivi a denunciare un collega. Oggi si parla della chiamata che lei ha fatto a De Rensis, non dei contenuti degli audio che lei ha consegnato. Mi fa sorridere perché c’è un ribaltamento, la Cappa denuncia De Rensis, ma non si parla dei contenuti, dell’attività dell’investigatore, che potrebbe avere scoperto qualcosa o che magari potrebbe permettere a De Rensis di fare una denuncia per calunnia, sarà nel suo diritto-dovere tutelare la sua persona. Mi vengono in mente tutti i rapporti di lavoro che ci sono stati tra il 2019 e il 2022, 2023 e 2024 tra la stessa Cappa e Giarda figlio maggiore che difendeva Stasi, quindi c’erano consuetudini che andavano al di là. Cerchiamo di capire se la denuncia abbia un fondamento o se l’avvocato De Rensis è parte lesa. Io ho avuto con De Rensis rapporti all’insegna del confronto, magari aspro, c’è una denuncia, ci sono degli allegati, ci sono degli audio, io al momento non so quanto possano valere, vediamo. Noi dovremmo indignarci perchè questi fascicoli rimangono troppo lì e la reputazione delle Cappa, di De Rensis , del collega de ‘Le Iene’ rimangono in un purgatorio che fa del male a tutti".
Brindisi prosegue: "Tutto quello che si dice abbiano fatto de Rensis, De Giuseppe e Marchetto alla fine non ha portato praticamente a nulla, Stefania Cappa non è mai stata indagata, non esiste alcun suo riferimento nell’informativa dei Carabinieri. Non capisco con il senno di poi cosa abbia fatto". Nuzzi conclude: "Io non sono Stefania Cappa, penso che ci siano delle emergenze tali che l’hanno portata a presentare la querela e a dire all’interno di avere chiamato De Rensis, lo ha scritto lei. O altrimenti così ha fatto un atto di autolesionismo".
La presa di posizione dell’avvocato Giarda
In seguito alle dichiarazioni di Gianluigi Nuzzi è intervenuto l’avvocato Enrico Giarda, che il giornalista aveva citato in trasmissione, smentendo categoricamente quanto da lui detto ai microfoni di Luigi Grimaldi: "Escludo categoricamente di aver avuto qualsiasi rapporto professionale e men che meno personale con l’avvocato Stefania Cappa. Neppure, come è stato affermato, sono mai stato il legale di Alberto Stasi. In nomina erano mio padre, il professor Giarda, e Giada Bocellari. Quando è mancato mio padre, è stato sostituito da mio fratello Fabio".