Garlasco in Tv, lo scontrino e le varie versioni dei Sempio sul giorno del delitto. De Rensis deciso: "Problema molto grande"
Ampo spazio dedicato a Garlasco nella puntata di Zona Bianca di giovedì 23 luglio 2026, ci sono contraddizioni da parte di Sempio e dei suoi genitori, che possono rivelarsi gravi

"Zona Bianca" dedica sempre un ampio spazio dedicato al caso Garlasco, con attenzione agli errori fatti nella vecchina indagine ma anche con un occhio a quello che potrebbe accadere a breve, non ha mancato di farlo anche nella puntata di giovedì 23 luglio 2026. Particolare attenzione rivolta alla posizione di Andrea Sempio, ritenuto dalla Procura di Pavia l’assassino di Chiara Poggi.
Garlasco, Zona Bianca puntata 23 luglio 2026: cosa è successo
Giuseppe Brindisi parte analizzando quanto accaduto il 13 agosto 2007, giorno in cui viene uccisa Chiara Poggi nella sua casa a Garlasco. In quella data alle 10.18 viene emesso il tagliando di un parcheggio a Vigevano, questa è però l’unica cosa certa, ci sono infatti versioni differenti su chi l’abbia fatto e come. In occasione dell’ultima puntata di "Zona Bianca" è andata in onda una telefonata tra la mamma di Andrea Sempio e la "Iena" Alessandro De Giuseppe, che contribuisce a sollevare diversi dubbi.
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Entra nel canale WhatsApp"‘Dove sei stato oggi?’, lui mi dice: ‘In un bar’. Allora io gli chiedo: ‘Ma hai uno scontrino?’, lui mi dice: ‘No, no'". Questo è quanto riferito dalla donna in una telefonata di agosto 2022 all’inviato del programma di Italia Uno, circostanza che non era però mai emersa. Lui non ne ha parlato ai Carabinieri nel 2007, quando viene sentito per la prima volta a ridosso del delitto, ma nemmeno l’anno dopo, quando ha fornito come alibi l’ormai noto scontrino del parcheggio. Nessun accenno al bar, nemmeno nell’interrogatorio fatto da indagato nel 2017.
La mamma, invece, aveva riferito di essere uscita per andare a Gambolò in un negozio di elettronico trovato chiuso, per poi essere andata a fare la spesa. Lei avrebbe fatto ritorno a casa intorno alle 9.50, in quel momento lei avrebbe consegnato la macchina al figlio che voleva andare a Vigevano in libreria. La donna gli avrebbe però fatto presente che i negozi sarebbero stati chiusi, ma nonostante questo lui ci sarebbe andato comunque, trovando la serranda abbassata avrebbe fatto un giro in piazza, per poi fare ritorno a Garlasco, prima per salutare la nonna e poi nella sua abitazione per pranzare con i genitori.
Qualche settimana dopo, il 14 settembre 2022, la donna ha però dato un’altra versione a De Giuseppe: "Viene a casa e mi dice: ‘Non ho fame’, io gli ho chiesto come mai e mi ha risposto: ‘Ho bevuto mezzo litro d’acqua. Ho preso un caffè e una bottiglietta d’acqua, quella là mi ha dato la bottiglietta e non mi ha dato il tappo’. E io gli ho detto: ‘Scusa, tu la bevi tutta?’. Lui da tontolone mi dice: ‘Eh sì, ma io l’ho pagata’. Quindi era là veramente, non si poteva inventare una cosa così, quando ancora non si sapeva che Chiara era stata ammazzata, era morta o sarebbe stata ammazzata. Qundi che era là era sicuro".
La contraddizione è stata sottolineata anche nell’informativa che i Carabinieri hanno inviato alla Procura di Pavia, impegnata nella nuova indagine. Anni dopo a "Quarto Grado" lui ha escluso di essere andato al bar.
Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, dice la sua in merito alle diverse versioni date: "Usciamo dalla situazione Sempio, se un indagato, coadiugato da altre due persone, rende dichiarazioni non veritiere, la bugia è più grande. Se dovesse essere provato che la versione dello scontrino non corrisponde alla verità, questo sarebbe un problema, per me molto grande, perché la versione è stata data da tre persone, Sempio, il papà e la mamma. Se è vera, tutti sanno che è vera, se è falsa tutti lo sanno".
Il 25 agosto 2022 la mamma di Sempio si era confidata con De Giuseppe, ammettendo di avere fatto uno sbaglio: "Ho fatto l’errore più grande della mia vita, negli anni ’86 e ’87 ho lavorato per due anni come vigilatrice penitenziaria presso il carcere di massima sicurezza di Voghera, quando ancora la Polizia Penitenziaria non esisteva, la femminile è nata dopo. Avevo a che fare con le detenute tutti i giorni, un potevo conoscevo qualcosa. Ho detto a mio figlio: ‘Visto che hanno ucciso la sorella del tuo amico, verranno magari i Carabinieri e a interrogarvi e a chiedervi qualcosa. Io gli ho detto: ‘Dove sei stato oggi?’ Lui mi ha detto: ‘In un bar’, ma mi ha detto di non avere uno scontrino. Il giorno dopo mio marito ha trovato lo scontrino del parcheggio, quindi io, cretina, perché quello è un errore che ho fatto io, gli ho detto: ‘Tienilo, non si sa mai'",
Importante è l’osservazione del giornalista Umberto Brindani: "Lo scontrino secondo me è centrale, non si tratta di decidere solo chi l’ha fatto, ma di capire se quello scontrino presentato all’epoca come un alibi sia falso. Se lo fosse, è molto grave ed è un indizio di colpevolezza. A me colpisce come la mamma abbia parlato per due volte a De Giuseppe del bar, la contraddizione è quando a ‘Quarto Grado’ gli chiedono se lui sia andato al bar e lui dice di no".
Giuseppe Brindisi si pone un interrogativo: "Conservare uno scontrino può essere davvero un errore? Del bar non c’è traccia nemmeno nell’interrogatorio del 2017, fatto da Sempio da indagato. Trovata chiusa la libreria, se lui è davvero andato al bar, anche senza scontrino, perché non dirlo subito? Sarebbe stato un alibi formidabile, magari c’erano dei testimoni con cui parlare".
Non solo, il conduttore evidenzia un’altra contraddizione della donna: "Nella prima telefonata a De Giuseppe dice: ‘E’ venuto a casa e ha mangiato’, nella seconda: ‘Non ha mangiato perché ha bevuto mezzo litro d’acqua’ Evidentemente per lui è una quantità d’acqua importante, tanto da spingerlo a non mangiare"
Anche Brindani dice la sua: "Dopo queste frasi capisco perché la mamma di Sempio dica che conservare lo scontrino è stato l’errore più grande della sua vita. Ma capisco anche il suo primo avvocato, Lovati, che ha continuato a sostenere che lo scontrino non avesse nessun valore, come dice l’attuale collegio difensivo. Questo perché ci sono contraddizioni, bar o non bar, l’intercettazione di Sempio che dice al papà: ‘Ne abbiamo cannata una. Io ho detto che l’abbiamo trovato prima, tu che lo abbiamo trovato dopo’. Poi c’è l’intercettazione dove il papà dice alla mamma: ‘Lo scontrino lo hai fatto tu’. E un’intercettazione dove il papà dice: ‘Mio figlio era a piedi’. Insomma, dov’era?".
Il movente indicato dalla Procura
Importante è ovviamente anche il movente del delitto, indicato dalla Procura. Secondo chi indaga, la sessualità sarebbe violenta e repressa, è questo che l’avrebbe spinto a uccidere Chiara Poggi, dopo essere stato rifiutato da lei in seguito a un approccio sessuale. Del tutto opposta è invece la versione data da una sua ex fidanzata, minorenne all’inizio della loro relazione, che sostiene di non avere mai visto in lui alcun atteggiamento violento.
De Rensis commenta: "Come cambiano i giudizi", in riferimento a come il giornalista Piero Colaprico parli di un modo di vivere il sesso da parte di Sempio "complicata", anche se questo non fa di lui un assassino. Brindisi capisce il suo ragionamento: "Sta parlando di Stasi e Sempio? E di quello che si è detto di Stasi fino a ieri? O fino anche a oggi?", il legale sottolinea: "E’ un uomo perspicace, credo che esista la coerenza, quando uno fa il narratore in televisione e poi non ricorda i particolari. Per le valutazioni, sono sotto gli occhi di tutti, Alberto ha subito giudizi gravissimi basati su bufale, prendo il termine che ha usato un sostituto procuratore generale (Cedrangolo, ndr)".
Il conduttore prende la palla la balzo per concludere il ragionamento: "Stasi è stato accusato di parafilia, pedopornografia, di voyerismo, praticamente sul nulla. La pedopornografia per Stasi per sentenza della Cassazione non è mai esistita, nonostante qualcuno abbia fatto libri con cose che riguardano la pedopornografia di Stasi, ma non è mai esistita".