Garlasco in Tv, Sempio e l'intercettazione sui video intimi che può cambiare tutto. Bocellari: "Condotte illecite". Poi gli scontri in diretta

Ampio spazio dedicato a Garlasco nella prima puntata stagionale di Zona Bianca, in onda mercoledì 17 giugno 2026, spunta un'intercettazione di Sempio, oggi vista diversamente

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Prima puntata della nuova stagione di "Zona Bianca", in onda mercoledì 17 giugno 2026, con Giuseppe Brindisi che parte leggendo un testo significativo, la lettera che Enzo Tortora aveva scritto dal carcere alla compagna Francesca Scopelliti, che gli era stata accanto in tutto il suo calvario giudiziario, quando a più riprese aveva provato a professare la sua innocenza. Non si tratta di una scelta casuale, il 17 giugno 1983, 43 anni fa, Enzo Tortora veniva arrestato, il giornalista parla senza mezzi termini di quello che è stato "l’inizio del calvario di un uomo innocente".

Ancora oggi si parla di quello come una delle fasi più nere nella storia della giustizia italiana, il giornalista ci tiene però a ricordare anche le parole pronunciate quando è tornato a condurre "Portobello", da uomo libero: "Io sono qui, anche per parlare per conto di quelli che non hanno voce. E qui resterò. Anche per loro. Credo che dobbiamo ricominciare". Parlare di Garlasco è quindi per lui determinante, essendo sempre stato convinto che anche Alberto Stasi sia stato vittima di un errore giudiziario.

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Garlasco, Zona Bianca puntata 17 giugno 2026: il faccia a faccia tra Giuseppe Brindisi e Antonio De Rensis

Si parte con un’intervista ad Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, ormai da qualche anno. Il giornalista vuole innanzitutto sapere come stia il suo cliente e se quello che gli è accaduto lo abbia portato a cambiare nel corso del tempo: "Ricordo sempre la prima volta in cui l’ho visto, è stato anche abbastanza freddo con me in carcere. Mi guardava, mi scrutava, poi il rapporto è cambiato nel tempo, sempre con l’apporto di Giada (Bocellari, la collega che lo assiste, ndr), che lo conosce in maniera assolutamente profonda. E’ un ragazzo, un uomo, che vive con un equilibrio su cui ha lavorato molto, moltissimo, tra il riassaporare piano piano una vita normale e la speranza di arrivare all’obiettivo per cui stiamo lavorando tutti con grande impegno".

Non si può non parlare della decisione di concedergli l’affidamento in prova, arrivata dopo avere osservato un percorso carcerario modello, Brindisi chiede quanto possa pesare il parere della Procura Generale, che dovrà poi decidere sulla revisione del processo. "Sono due percorsi diversi, non ci deve essere alcuna illusione, non c’entra nulla il parere della Procura, che è stato importante, lo abbiamo accolto con grande soddisfazione, ma è stato importante innanzitutto quello che ha fatto Alberto, quello che hanno detto gli operatori del carcere, tutte le persone che hanno interagito con lui durante la detenzione e quello che hanno affermato i giudici del Tribunale di Sorveglianza".

Brindisi non dimentica quanto detta da molti negli ultimi giorni, arrivati a minimizzare, precisando che il beneficio viene concesso praticamente a tutti, non solo a Stasi, questo il pensiero del legale: "Se fosse concesso a tutti perché sarebbe necessario il parere della Procura Generale, ma soprattutto perché si dovrebbe andare davanti ai giudici del Tribunale di Sorveglianza? E’ un beneficio concesso a chi lo merita, non è un automatismo".

Il giornalista parla anche di chi ha definito troppo "amichevole" l’interrogatorio di Stasi di un anno fa, sottolineando invece la profonda differenza con quello fattogli pochi giorni dopo il delitto da parte della pm Muscio, che gli aveva urlato contro chiedendogli di giustificare la presenza del sangue dei pedali sulla bicicletta, cosa che si era poi rivelata non vera. "Potrei dire tante cose di questo interrogatorio, ne ho fatti qualche centinaio, un pubblico ministero forte parla a bassa voce, chi conosce il Procuratore Napoleone conosce la sua tendenza a parlare a bassa voce con tutti, con i suoi collaboratori, con i Carabinieri, con i suoi sostituti, con gli avvocati, come ha fatto quando ha sentito Alberto. Parlare a bassa voce non vuol dire non essere forte e determinato. Alberto ha detto di non conoscere Sempio perché è una persona intellettualmente onesta con tutti, con la giustizia, ma anche con gli esseri uman. Ha sempre ottemperato a ogni invito dell’Autorità Giudiziaria, si è sempre fatto interrogare, ha dato il DNA quando glielo hanno chiesto in piena estate e quando si è trovato davanti il Procuratore Napoleone ha detto quella che è per lui la verità. In situazioni di grande difficoltà a volte può succedere di ricordare in maniera un po’ annebbiata o che i ricordi si modifichino nel tempo, Alberto ha dimostrato grande coerenza e grande rispetto per l’Autorità Giudiziaria, anche quel giorno".

Brindisi vuole sapere dall’avvocato cosa lo abbia spinto a decidere di assistere Stasi, visto che all’epoca la sua vicenda era giuridicamente chiusa: "Quando sono arrivato ho trovato molta determinazione, tanta serietà da parte della mia collega, tanto dolore, loro hanno fatto un percorso di sofferenza insieme, ma questa è una vicenda piena di dolore. Le carte mi hanno fatto capire che valesse la pena combattere al loro fianco, per me è un onore, ho seguito le parole che mi ha insegnato mio zio, che è stato mio padre, morto per salvare la vita a un bambino. Lui mi ha insegnato questo: "Nella vita le cose non sono bianche o nere, sono giuste o sbagliate".

Brindisi vuole infine capire dal suo interlocutore cosa pensi del desiderio espresso dalla mamma di Alberto di andare sulla tomba di Chiara Poggi con lui: "Non posso entrare nella sfera intima della signora Elisabetta e di Alberto, posso dire quello che sogno io. Io spero che un giorno Alberto possa andare a trovare Chiara al cimitero come uomo libero, ora lo è quasi, ha intrapreso questo percorso, come uomo rispettoso delle regole, questo lo è già, ma soprattutto come uomo innocente, questo è quello per cui noi combatteremo fino all’ultima goccia di sudore".

L’interrogatorio "muto" di Andrea Sempio

Spazio alle immagini dell’interrogatorio di Andrea Sempio dello scorso 6 maggio, dove il Procuratore Civardi gli ha illustrato tutto il quadro accusatorio, dove lui si è però avvalso della facoltà di non rispondere. Non manca un collegamento con l’ospedale di Vigevano, dove si trova ricoverata la mamma dell’indagato in seguito a un’overdose di farmaci. L’inviata fa il punto della situazione: "Daniela Ferrari resta in Rianimazione, ma non è in pericolo di vita. Da quanto risulta, sarebbe stata soccorsa in mattinata a casa dagli operatori del 118, che l’hanno trasportata d’urgenza in ospedale, dove le è stata fatta una lavanda gastrica. Si stanno facendo una serie di accertamenti, si saprà se l’assunzione sia stata volontaria o meno".

Brindisi chiede al collega Stefano Zurlo che effetto abbia avuto osservando Sempio mentre veniva informato da Civardi delle accuse nei suoi confronti: "Straniante, suggestivo, possiamo dire che Sempio ci risulta un po’ antipatico a prima vista uno dice ‘non hai niente da nascondere, perché non parli?’. Lui è stato consigliato dagli avvocati di non rispondere finché non deciderà di parlare. Non ho grandi ricordi di declamazioni lunghissime con questa successione di accuse, c’è una componente psicologica, sei davanti a una telecamera, la partita è tutta da giocare".

Giada Bocellari dice la sua: "Faccio un discorso generale, non trovo giusto commentare l’atteggiamento di Sempio, lo hanno fatto troppe volte anche con Stasi. Dico la mia sulla strategia della Procura, quando è stato convocato le indagini non erano chiuse, il Codice ci dice che in questa fase l’indagato non è a conoscenza degli atti, gli hanno dato un vantaggio, prima di chiedere se volesse avvalersi gli hanno indicato gli elementi a suo carico, dandogli la possibilità di difendersi su alcuni aspetti, sollecitando una sua reazione. L’indagato può infatti rispondere solo ad alcune cose".

Zurlo ribadisce la sua teoria: "In questo interrogatorio vedo davvero l’effetto psicologico, sentirsi leggere quelle cose per ore fa effetto,, magari si apre uno spiraglio", Bocellari però dissente: "Insomma, se sei innocente..".

Brindisi prova a fare un’ipotesi su quanto potrebbe accadere nel prossimo futuro: "Ci si chiede dove sia finita la bicicletta, ma non potrebbe essere una carta coperta? La richiesta della consulenza psichiatrica non può essere una strategia?".

Bocellari dà la sua opinione: "Non so niente di preciso, ma ho delle idee abbastanza chiare sulla strategia della Procura di Pavia. Il comunicato di Napoleone arriva il giorno dopo la scadenza dei 20 giorni che la difesa aveva per decidere come difendersi, lui avrebbe comunque potuto chiedere di essere interrogato a carte scoperte, e non l’ha fatto. Hanno depositato 5-6 consulenze in maniera particolare, Stasi non ne aveva depositata nessuna, ma il giorno dopo arriva il comunicato con la nomina del consulente, evidentemente era già stato contattato. Nessuna Procura si diletta a verificare se un cittadino abbia una patologia psichiatrica, il presupposto è che secondo la Procura il responsabile è Andrea Sempio, nonostante le consulenze depositate dalla difesa, ma su queste vuole verificare l’affidabilità sotto il profilo del rigore scientifico".

Il movente del delitto e gli indizi a carico di Sempio

Si torna poi a parlare nel dibattito del movente del delitto di Garlasco, secondo la Procura di Pavia sarebbe di natura sessuale, scaturito dopo la visione da parte di Andrea Sempio di uno dei video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi, arrivando a sviluppare un’ossessione per lei. In realtà, questo tema appariva centrale già nei giorni successivi all’omicidio, come appare evidente in un’intercettazione tra la mamma della vittima e il Comandante Cassese, che discutevano della possibilità che ad averli visti fosse anche Marco Poggi.

La difesa Stasi non vuole lasciare niente al caso, sta quindi facendo un riascolto delle intercettazioni di Sempio del 2017 per avere una visione più chiara; Bocellari conferma: "Non riguarda solo le intercettazioni, vedremo gli esiti quando sarà il momento di depositare, ma non in sede di revisione, questa parte non riguarda la posizione di Alberto Stasi, ma solo quella di Andrea Sempio. Alberto era il fidanzato di Chiara Poggi, non era una persona estranea, per questo siamo interessati anche a quel procedimento". L’avvocato non si addentra sulla motivazione, ci pensa Umberto Brindani a darla: "Stasi può diventare parte civile, non è difficile", anche se lei nega per ora questa idea.

Brindisi fa un’osservazione: "E’ importante capire chi fosse a conoscenza dei video intimi, dalle intercettazioni ripulite potrebbero emergere dati e scene che Sempio potrebbe aver visto. Se le sue descrizioni nelle intercettazioni corrispondessero a scene realmente in quei video sarebbe un matching abbastanza problematico da spiegare". Nelle ultime ore ne è stata infatti diffusa una, dove lui sembra parlare di una scena ben precisa, resta da capire se sia presente nel filmato.

Importante è il punto di vista di Armando Palmegiani, consulente di Sempio: "Dobbiamo essere cauti, avere intercettazioni dove Sempio probabilmente descrive i video mi fa essere prudente. Noi li abbiamo ascoltati, in parte ripuliti, ma siamo ancora cauti". Bocellari ci tiene a ribadire alcuni aspetti importanti: "Nell’informativa attuale c’è scritto che nel 2017 ci sono state condotte illecite, ci sono posizioni di soggetti gravissime, la corruzione in atti giudiziari per me è uno dei reati più gravi del Codice Penale, va bene essere garantiste, ma non chiudere gli occhi sulle cose gravissime scritte".

Altrettanto centrale è la questione dell’impronta 33, attribuita dalla Procura ad Andrea Sempio, convinta che risalga al giorno del delitto, quando lui si sarebbe appoggiato per osservare il corpo della 26enne. I magistrati la ritengono fondamentale per la presenza di tre cluster che secondo tre esperimenti diversi sono la firma dell’indagato.

Palmegiani però si oppone: "No. ci sono quattro punti vicini, possono essere identificabili in comparazione, ma ne dobbiamo avere una serie e non corrispondono a Sempio". Bocellari ribatte: "Volevo rispondere con il suo parere pro veritate che ci aveva inviato, dobbiamo stabilire se sia rilevante o no rispetto alla scena del crimine, nel suo parere passato si parlava di persona che si era appoggiata alla parete arrivando a perdere equilibrio. La mano era imbrattata di sporcizia, rendendo compatibile l’ipotesi che avesse in mano un oggetto non pulito, non è stata solo toccata la parete, ma ha esercitato una pressione. In riferimento alla traccia 45, quella ematica presente sotto, dice che la sua forma permette di indicare con certezza che il braccio che l’ha rilasciata era posto a una posizione più alta della stessa. Concludeva che entrambe fossero state rilasciate da un braccio che era nella stessa posizione". Palmegiani risponde ma nega: "Va letta tutta e compresa, io parlo di primo e secondo gradino, non gradino zero come dice la Procura". Bocellari non ci sta: "Questo è un omicidio, bisogna essere onesti intellettualmente".

Gli scontri con Tiziana Maiolo

Nel corso della lunga diretta non sono mancati gli scontri tra gli avvocati di Stasi e Tiziana Maiolo, giornalista con un passato in politica.

La donna ha voluto esprimere sostegno nei confronti della mamma di Sempio dopo quanto le è accaduto. "Permettimi però di dare la mia solidarietà alla signora Ferrari, perché sono dieci anni che soffre una situazione pazzesca anche dal punto di vista mediatico". Il primo a risponderle è stato Giuseppe Brindisi: "Se lo dici a De Rensis e alla mamma di Alberto Stasi… le mamme soffrono allo stesso modo. La nostra solidarietà va assolutamente alla signora Daniela". A quel punto lei ha cambiato parzialmente il suo ragionamento: "Ovviamente a tutte le famiglie, a partire dalla famiglia Poggi, prima prima di tutto". Non poteva quindi non dire la sua a riguardo proprio De Rensis: "Passando poi per Nicola Stasi che non c’è più. Si ricorda, no? Il papà di Alberto". "Ovviamente", ha concluso Maiolo.

Gli animi sono apparsi accesi anche nella discussione sugli ormai noti video intimi, Maiolo è arrivata addirittura a chiedere se potesse vederli per capire meglio, per poi parlare del sorrisino che Stasi avrebbe fatto a Marco Poggi dopo avergli chiesto della loro esistenza. Questo modo di raccontare la questione non è stato minimamente gradito dai due legali (De Rensis ha definito questa teoria come "una narrazione tossica", ma è stata Bocellari quella che si è infuriata di più. "Bisogna conoscere gli atti per fare i processi in televisione", ha detto l’avvocato, Maiolo ha comuque replicato dicendo: "Gli atti li conosco benissimo!". Di fronte a questa affermazione l’avvocatessa si è irritata ancora di più: "Allora mi parli della storia di questi video intimi! e di quando Chiara Poggi li aveva protetti". Di fronte a questo la giornalista non ha potuto che chiudere la questione.


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