Garlasco in Tv, Taccia sbotta contro la Procura dopo il comunicato su Sempio: "Lo trovo offensivo". E De Rensis avverte: “No regie oscure"

A Vita in Diretta giovedì 4 giugno 2026 sono intervenuti Antonio De Rensis e Angela Taccia, legali di Stasi e Sempio, che hanno commentato la situazione dei loro assistiti

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Nuovo appuntamento con "Vita in Diretta", in onda anche oggi, giovedì 4 giugno 2026, con uno spazio di approfondimento dedicato alle ultime novità sul caso Garlasco. Alberto Matano parte sottolineando le ultime novità, in riferimento alla mancanza di elementi che possono far pensare che l’ex pm di Pavia Mario Venditti, che aveva indagato in passato Andrea Sempio archiviandolo velocemente, sia stato corrotto per chiudere velocemente la pratica. Ci sono però alcuni lati oscuri da indagare in merito ai rapporti tra li ex avvocati dell’indagato e i Carabinieri in servizio all’epoca.

Garlasco, Vita in Diretta puntata 4 giugno 2026: cosa è successo

"Non abbiamo corrotto nessuno", queste le parole dei genitori di Andrea Sempio, che hanno sempre respinto l’accusa d corruzione rivolta al papà. l’ex procuratore uscirà di scena per la mancanza di prove a suo carico in merito a una presunta tangente ricevuta, ma si aggraverebbe la posizione degli ex avvocati del 38enne e di chi aveva indagato raccogliendo le intercettazioni.

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Impossibile non pensare per a un’intercettazione del 9 febbraio 2017, quando Sempio in auto dice "Cacciando i soldi si sistema". I soldi raccolti dai Sempio con l’aiuto dei parenti sono tra i 55 e 60 mila, almeno 45 mila sarebbero finiti agli avvocati, secondo quanto riferito dalla mamma, che sostiene gli venissero chiesti continuamente, anche due volte a settimana. Gl investigatori hanno preso in esame anche le chiamate tra Sempio e gli investigatori, dove lui dice "mi hanno proposto la roba", per il PM "la roba" la proposta di una corruzione.

Arriva il commento di Angela Taccia presente in studio: "Il piano accusatorio si indebolisce senza alcun dubbio, non è lui a essere indagato a Brescia, ma il padre, noi non seguiamo quel filone. Si capisce che Venditti è stato il pm che ha chiesto l’archiviazione, un altro gip aveva archiviato, se Venditti non è stato corrotto dai Sempio mi sembra che sia lapalissiana la cosa. Si dovrà al massimo capire se ci siano stati dei rapporti opachi o meno, ma i Sempio cosa c’entrano?".

Matano chiede un’opinione a riguardo a De Rensis, che fa da osservatore, in merito all’idea che il castello accusatorio nei confronti di Sempio sia in parte minato: "Se io esprimessi un parere in questo senso non svolgerei la mia funzione in modo corretto, con l’avvocato Taccia e l’avvocato Cataliotti abbiamo sempre avuto un rapporto di grande correttezza, quindi ho finito il mio intervento".

Il conduttore chiede alla legale delle parole del suo assistito in un’intercettazione, convinto che l’indagine contro di lui sia partita per scagionare Stasi: "Non importa se io sono d’accordo, quello è il pensiero di Andrea Sempio, il dubbio l’ha sempre avuto, sin dalla prima indagine del 2016, partita dalle investigazioni difensive della difesa Stasi, lui si è portato dietro questa convinzione. Per trovare il modo per avere una revisione magari si poteva aprire un’indagine contro ignoti, abbiamo notato che per tre volte lui è stato sempre preso di mira lui, non vedo le risultanze probatorie solide, io mi devo basare sulle carte, lascio da parte le mie opinioni. Questo è il pensiero di Sempio".

Matano ne chiede conto anche a De Rensis, sottolineando che una diminuzione dell’impianto accusatorio nei confronti di Sempio possa ridurre le possibilità di avere la revisione: "Cosa ci sarebbe di più facile per la difesa Stasi di andare in Tv e cavalcare alcuni elementi in modo non corretto? Gli avvocati devono stare nel confine del proprio mandato, noi non siamo pm aggiuntivi, io non apprezzo quando qualcuno evoca oscure regie, così io dico, indipendentemente da Andrea, che da indagato può pensare quello che vuole, noi ci limitiamo agli aspetti favorevoli ad Alberto. Nella dinamica dell’omicidio non c’è scritto che è stato Sempio, può averla compiuta chiunque, ma allontana Alberto dalla condanna. Ci sono altri elementi che sono emersi, la BPA, Cattaneo, esiste un piano in cui si può ragionevolmente affermare che sia possibile arrivare a proporre una revisione senza che questa debba essere un’accusa ulteruore. L’accusa la porta avanti la Procura, noi dobbiamo portare fuori Alberto dal carcere, non portare in carcere altre persone. Nelle occasioni pubbliche noi rappresentiamo la categoria, abbiamo il dovere di esporci nella maniera giusta, non è importante quante volte si va pubblicamente, ma come".

Il conduttore ricorda la lamentela di Stasi in merito al processo mediatico ai suoi danni, cosa che sta accadendo già ora ai danni di Sempio, pur senza che ci sia una causa in corso, per questo Matano sottolinea: "Dobbiamo tutti fare una riflessione su quello che è accaduto e su quello che si sta ripetendo, è un dato innegabile". De Rensis replica: "Non voglio fare il gioco della bilancia, sarebbe sbagliato, anche se si sbaglia dell’1% è un errore, certamente nel 2007 Alberto non ha goduto di alcun favore mediatico. Quando è stato fermato ho sentito un telefonare prestigioso dire: ‘Non ha manifestato emozione’, lo sguardo freddo e compassato’, non ripetiamo l’errore. Per questo l’avvocato Bocellari e il sottoscritto non giocano a fare i pm aggiuntivi, questo è il motivo".

Matano ritiene sia importante chiedersi chi ci fosse davvero nella villetta di via Pascoli a Garlasco il 13 agosto 2007, Pavia non ha dubbi, c’è l’impronta 33, il DNA sulle unghie di Chiara Poggi, la suola della scarpa, tutte attribuite a Sempio, anche se la sua difesa smonta tutto. Taccia commenta: "Quando ho visto il comunicato della Procura mi sono chiesta che senso avesse farlo in questo momento, non ne capisco il motivo, se non dare in pasto all’opinione il prossimo passo della Procura, che non protegge l’indagato. Oltretutto, la riga in cui c’è scritto ‘valutare il rigore scientifico delle consulenze della difesa, è stato offensivo, non è che la Procura ha luminari e noi scalzacani. Non sono loro a dover valutare, ma un giudice terzo e imparziale, non mi è sembrato carinissimo, però per carità… Prima bisognerebbe collocare Sempio con le prove, non cercare di collocare la mente dell’indagato pensando che sia l’assassino ideale perché ha questa personalità, non si è mai vista una cosa del genere, è pericoloso per chiunque, non solo in questo caso".

Interviene Aldrovandi in merito alle tracce sul dispenser e sulla cannuccia dell’Estathé: "Leggendo l’informativa dei Carabinieri Stasi viene estromesso dalla scena del crimine, non a caso il Procuratore Napoleone ha parlato con la Procuratrice Nanni per valutare una revisione per lui. Vedremo per Sempio, ci sono 21 indizi, non sono prove, ma anche Stasi è stato condannato sulla base di un processo indiziario, questo va ricordato, non c’è stata nessuna prova intesa sul piano giuridico".

L’inviata Lucilla Masucci, che si trova davanti casa Sempio, spiega come la famiglia abbia preso la notizia su Venditti: "Come un pezzettino di verità, vi ricordate del bigliettino del papà 20.30 euro, dice che non sapeva nemmeno chi fosse il GIp, parla di costi per le marche da bollo, dice di non avere mai pensato di corrompere qualcuno e di non averne bisogno perché il figlio è innocente Sono spettatori, come i Poggi e la mamma di Alberto Stasi, ci sono vittime collaterali che aspettano la verità da 19 anni".


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