Garlasco in Tv, Matano impressionato dalla sofferenza della mamma di Sempio: "Siamo sicuri solo di una cosa". La nuova mossa della difesa
A Vita in Diretta mercoledì 30 settembre 2026 spazio alle novità sul caso Garlasco, tra le omissioni emerse recentemente e il possibile destino di Andrea Sempio

Le indagini sul delitto di Garlasco, che oggi vedono Andrea Sempio accusato dell’omicidio di Chiara Poggi, stanno facendo discutere, a maggior ragione che ora sono arrivate a conclusione. In attesa di capire cosa farà la difesa dell’indagato, la Procura ha rinforzato il suo quadro accusatorio, ma a generare sconcerto è anche quanto emerso in merito alle omissioni relative gli esami effettuati sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, unico condannato, e fino ad ora mai resi noti. "Vita in Diretta" ha così voluto fare il punto della situazione nella puntata di mercoledì 30 settembre 2026.
Garlasco, Vita in Diretta puntata 30 settembre 2026: cosa è successo
Alberto Matano parte dalle sensazioni che sta provando la mamma di Andrea Sempio, certamente preoccupata per la situazione del figlio: "Le sue parole fanno impressione". La donna ha così parlato ai microfoni di "Vita in Diretta difendendo ancora una volta il figlio: "Mio figlio è innocente, non c’entra nulla con la morte di Chiara Poggi, Mio figlio è totalmente estraneo, è l’unica cosa di cui siamo sicuri". I legali del 38enne hanno nel frattempo fatto sapere la posizione del loro assistito, ormai convinto di essere rinviato a giudizio, ma comunque fiducioso di dimostrare la sua estraneità ai fatti.
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Nel frattempo, gli avvocati si sono presentati questa mattina in Procura a Pavia per ritirare il fascicolo comprendente il quadro di accuse nei suoi confronti, a parlare delle sensazioni dell’indagato è il suo avvocato Angela Taccia: "E’ abbastanza curioso di vedere quali siano le indagini espletate negli ultimi mesi, ma si è abbastanza tranquillizzato quando ha letto il comunicato della Procura, a mio parere non ci sono grandi novità". Eppure gli inquirenti sembrano essere davvero certi che sia stato lui a uccidere l’allora 26enne nella sua villetta di Garlasco il 13 agosto 2007. "Lui sostiene che quella sia l’opinione dei consulenti della Procura, noi abbiamo altri consulenti che dicono tutt’altro, dice di non avere commesso l’omicidio, per questo prima o dopo la verità verrà fuori, su questo è fiducioso. E’ un rassegnato fiducioso, si fida del suo team difensivo" – dice ancora la legale.
Ora gli avvocati hanno 18 giorni di tempo a disposizione per fornire alla Procura le loro risposte, avrebbero già individuato due testimoni pronti a dire che il suo piede abbia sempre calzato il 44, troppo grande per essere quindi compatibile con le impronte trovate sul pavimento di casa Poggi. "Abbiamo vari testimoni, anche relativi alla calzata, alle scarpe, che poi depositeremo nei 20 giorni".
A fare il punto della situazione è l’inviato Claudio Giambene, che si trova a Garlasco davanti alla casa dei Sempio: "Ci si gioca tanto su quell’impronta, per la difesa e per i genitori quell’impronta non è sua, lui è cambiato tanto nel corpo, ma ha sempre avuto il 44, lo ha detto anche la mamma nelle intercettazioni. Secondo la Procura quell’impronta potrebbe essere compatibile con il suo piede. Si giocherà anche tanto sull’altra impronta, la 33, la famosa mano destra sul muro delle scale, su quello la difesa potrebbe chiedere l’incidente probatorio. Prima che si arrivi al dibattimento e del rinvio a giudizio vorrebbero dimostrare che non sia di Andrea Sempio o che non sia dell’assassino".
Matano evidenzia invece come la situazione di Stasi sia del tutto diversa, i legali sostengono che le novità arrivate dalla Procura di Pavia sono clamorose e in grado di disintegrare la sentenza di condanna. I magistrati avrebbero rilevato nel secondo rilievo l’assenza di tracce ematiche attribuibili alla vittima sui pedali della sua bicicletta. Il 42enne evita dichiarazioni importanti, si è limitato a poche parole: "Spero che chi ha sbagliato si assuma le proprie responsabilità". Per i pm le controanalisi avrebbero potuto scagionare l’unico condannato già 19 anni fa, anche se l’ex capo dei RIS Luciano Garofano respinge ogni accusa: "Non accetto le insinuazioni, le strumentalizzazioni, da parte di nessuno. Posso escludere, per la fiducia totale nei miei collaboratori che ci sia stato un nascondimento o una minore linearità e trasparenza in quegli atti".
La giornalista Ilenia Petracalvina dice la sua: "Bisognerà capire cosa sia accaduto. Secondo la Procura la prima analisi del 19 settembre 2007 ha dat esito negativo alla presenza di DNA di Chiara Poggi sui pedali della bicicletta, il sangue era già stato scartato quando non viene convalidato il fermo. Il giorno dopo è stata fatta la replica, vengono fatte due analisi con esito negativo, da quanto ricostruito dalla Procura sembra che di questa informazione non venga data notizia al pm. Se l’ipotesi venisse confermata sarebbe gravissima, non si è data un’informazione cruciale che aveva portato al fermo di Alberto Stasi. Noi ne veniamo a conoscenza 20 anni dopo, è imperdonabile".
