Garlasco in Tv, Matano: "Interviste diventano boomerang". E Cataliotti sbotta: "Si cerca l'assassino ideale"

Nella puntata di Vita in Diretta di venerdì 29 maggio 2026 si è parlato della scelta della Procura di sottoporre Andrea Sempio a consulenza psichiatrica, l'avvocato Taccia è tranquilla

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Ultimo appuntamento della settimana con "Vita in Diretta", in onda oggi, venerdì 29 maggio 2026, con nuovi aggiornamenti sul caso Garlasco. Particolare attenzione sarà rivolta alla novità emersa ieri dalla Procura, che ha richiesto di sottoporre Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, a una consulenza psichiatrica, cogliendo praticamente tutti di sorpresa.

Garlasco, Vita in Diretta puntata 29 maggio 2026: cosa è successo

Alberto Matano sottolinea quale sia l’intenzione della Procura con la richiesta della consulenza psichiatrica: "Si punta a fare piena luce sullo stato psichico e mentale di Andrea Sempio all’epoca dei fatti, quindi quasi vent’anni fa. Si cercherà di indagare la sua capacità di intendere e di volere, la sua capacità di stare in giudizio e la sua pericolosità sociale al giorno d’oggi. La Procura vuole cristallizzare un movente sessuale dietro l’omicidio".

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Liborio Cataliotti, uno di due avvocati di Andrea Sempio, si è espresso a riguardo: "Non si cerca il colpevole, ma l’assassino ideale" Lo psichiatra Roberto Catanesi potrebbe quindi convocare Andrea Sempio per un colloquio, sarà lui a valutare se presentarsi.

Importante è la testimonianza dell’avvocato Angela Taccia, a cui Matano chiede cosa possa cambiare ora per la difesa: "A noi cambia solo una cosa, si allungheranno i tempi, avremmo preferito accertare elementi fondamentali per andare già a capire davvero chi sia, come dice l’avvocato Cataliotti, il reale assassino di Chiara Poggi, non serve capire il profilo dell’assassino ideale. Abbiamo lavorato giorno e notte per depositare le cinque consulenze entro i termini, ci aspettavamo di confrontarci su queste cose concrete, a mio parere, una volta accertate, se dovessero essere a discarico di Andrea Sempio, chiuderebbero il processo. Si sarebbe così evitata una dilazione dei tempi e di sofferenza, non solo per la famiglia Sempio, ma anche per la famiglia Poggi".

L’inviata Lucilla Masucci interpella l’avvocato anche su un altro aspetto evidenziato dalla Procura, la necessità di fare una verifica sulle consulenze presentate: "Non penso sia una cosa offensiva, non abbiamo tempo di fare polemiche sterili. Mi sembra che per capire la validità delle nostre consulenze quale miglior modo se non confrontarci in contraddittorio? Mi sembra lapalissiano, prima si devono trovare le prove, poi capire eventualmente lo stato di salute di Andrea Sempio se me lo collocano sulla scena del crimine, altrimenti cosa siamo qua a fare?".

Lo psichiatra ora si troverà ad analizzare tutto quanto è stato sequestrato in casa di Andrea Sempio, quindi quindici quaderni, dieci agende e quattro bloc notes, Matano evidenzia: "Quello che fa impressione è che lo psichiatra dovrà accertare la capacità di Sempio diciannove anni fa, quando tutto è accaduto. Lo si farà sulla base di diversi elementi, le chat, le conversazioni, tutto quello che è a disposizione della Procura".

Il giornalista chiede poi alla psichiatra e psicoterapeuta Sarah Viola come sia possibile ricostruire la personalità dell’indagato a distanza di diciannove anni: "Come psichiatra noi siamo sempre chiamati quando facciamo da consulenti nel penale a rispondere di capacità di intendere e di volere risalenti nel tempo. Noi arriviamo sempre anni dopo, certamente diciannove anni sono un po’ tanti, ma lo facciamo sempre a cose più che compiute. Non si deve tracciare un profilo di personalità o un esame psicologico dell’indagato, ma rispondere a una domanda precisa, in quel momento l’indagato era capace di intendere e di volere? Sapeva cosa stava facendo? Lo si fa attraverso test che esaminano la struttura di personalità dell’indagato, quindi come è stato da quando è nato a oggi, con test proiettivi, che ci dicono come elabora le emozioni e come entra in relazione con gli altri. Si ricostruisce l’anamnesi, ovvero la storia clinica personale e familiare del soggetto raccogliendo tutti gli elementi in mano, quindi diari, soliloqui, il materiale abbondante. Una cosa va detta, è il momento del percorso giudiziale che è atipico, noi siamo chiamati a rispondere sulla capacità di intendere e di volere senza sapere se il soggetto sia stato davvero sulla scena del crimine, quindi se sia imputato e non solo indagato. I test di struttura dicono come sei fatto tu, si può aggiustare il risultato comparandolo con la storia clinica o con il test predittivo. Faccio un esempio banale, e non è il caso di Sempio, se in un test di struttura trovo elementi per fare diagnosi di schizofrenia so che è un paziente psicotico, ma mi muovo a partire da questo".

Matano chiede a Taccia cosa pensa possa essere l’obiettivo della Procura: "Per noi l’unica casa chiara è la conferma di quanto abbiamo sempre detto, la relazione del RACIS non aveva valore probatorio, adesso vogliono sfoderare un’altra arma, che può avere valore, la verifica psicologica e quella psichiatrica. Il punto è la tempistica, quando ho letto ‘al fine di accertare la pericolosità sociale’, perdonatemi ma dopo diciannove anni? Non rischia una misura cautelare, ma una misura di sicurezza. Il pensiero corre a quello, ma voglio vedere quale GIP la concede, poi su un atto di parte. Ho pensato, ma abbiamo lavorato per le consulenze e andiamo ad accertare questo elemento? Allora gli indizi di colpevolezza non sono così forti, altrimenti andavamo in contraddittorio. Non ci è comunque stato notificato ancora niente, poi vedremo il da farsi".

"Un comunicato così potente della Procura significa che la notifica arriverà", lei dice: "Vedremo, valuteremo".

Questa è l’occasione anche per mandare in onda una vecchia intervista al 38enne, dove faceva sapere meglio il suo punto di vista: "Sono una persona fortemente introspettiva, avrò magari stranezze, parlo da solo in macchina, metto in filo dei pensieri, poi non ci si aspetta di trovarsele inTv. Una parte di vergogna c’è, magari non è una mia idea, ci stavo giocando sopra, se c’è un audio completo in cui spiego una cosa sono sicuro che uscirà solo la parte che mi va a danneggiare. Non parlo di complotto contro di me, parlo a livello mediatico, non delle indagini, c’èla volontà di alimentare gli scandali, le cose peggiori, il mostro, la volontà di andare in quella direzione, finché non esce qualcosa di tecnico preciso contro di me l’unic cosa è creare la nuvola attorno a me. Non lo definirei un complotto, ma la volontà di portare avanti la narrazione del mostro. Ragazze? Ultimamente poco e riservato, per non coinvolgere altre persone. Mi hanno detto che parlare di ragazze aiuterebbe a togliere un’aurea strana attorno a te, ma io ho rifiutato. Mi fa piacere vedere amici che si espongono, ma ho paura di cosa gli possa succedere, conosco la valanga d’odio che arriva dopo, la serenità di queste persone conta di più di quello che possono dire su di me. In amore sono più sfigato, con un sacco di occasioni perse, pensi e rifletti e il treno scappa. Non sono innamorato, è una parte di vita sospesa".

Matano commenta: "Fa impressione pensare che un’intervista come questa diventi oggetto della consulenza psichiatrica, non ha mai parlato con chi indaga, ma ha fatto qualche intervista, potrebbe essere un boomerang".

Taccia dice ancora la sua: "Le interviste non sono un passo falso, noi giravamo a lui le richieste che ricevevamo, lui ha voluto parlare con i media, avrebbe parlato anche con gli inquirenti, siamo stati noi a bloccarlo come strategia difensiva. Oltretutto a me fa piacere rivedere, si vede la sua genuinità. Sano o pazzo sta a loro dimostrare che abbia ucciso Chiara Poggi e che è entrato in quella casa, il resto non mi interessa. Lui dice di essere un po’ sfigato e imbranato, secondo voi uno così va a bussare alla porta di Chiara Poggi, fa un approccio, violento o meno, e poi l’ammazza? Non mi pare. Questa ovviamente è una mia opinione, cercherò di tenerla per me, ma visto che ormai tutti esprimono opinioni".


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