Garlasco in Tv, la mamma di Sempio spiazza: " Stasi colpevole? Non se sono più certa". E De Rensis: “Alberto fuori dal carcere, ci fermiamo lì”
La mamma di Andrea Sempio ha parlato martedì 26 maggio 2026 a La Vita in Diretta manifestando la sua idea su Alberto Stasi, non è mancata la replica di Antonio De Rensis

Nuova giornata e nuovo appuntamento con "Vita in Diretta", in onda anche oggi, martedì 26 maggio 2026, con uno spazio dedicato al caso Garlasco. Ai microfoni del programma ha parlato ancora una volta la mamma di Andrea Sempio, che ci ha tenuto a ribadire l’innocenza del figlio, accusato di essere l’assassino di Chiara Poggi. La donna non si pente di avere inviato lettere pesanti alla mamma di Alberto Stasi, in carcere per l’omicidio, anche se sottolinea di non essere più certa della sua colpevolezza.
Garlasco, Vita in diretta puntata 26 maggio 2026: cosa è successo
Si parte con l’intervista a Daniela Ferrari, la mamma di Andrea Sempio: "Mio figlio non è l’assassino di Chiara Poggi, lo conosco, soprattutto perché la mattina dell’omicidio l’ho visto uscire e l’ho visto rientrare, di sicuro per come è rientrato non era uno che era appena andato a compiere un omicidio. Non possono dimostrarmi che sia stato lui, possono mettere in galera un innocente, ma mio figlio non ha ucciso Chiara Poggi, nessuno me lo potrà dimostrare. Quando la Procura mi ha detto che lui sarebbe l’assassino ho pensato che fossero matti, sono matti, sono matti, sono matti, se vogliono mettere in galera un innocente per dare la revisione a un altro mi sa che qui stanno sbagliando tutto. Mio figlio questa volta è stato tirato dentro per dare la revisione a Stasi, contro mio figlio non c’è niente e non troveranno niente che lo possa collegare all’omicidio di Chiara Poggi".
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Entra nel canale WhatsAppLa giornalista Lucilla Masucci le chiede quindi chi pensa sia l’assassino: "In questo momento non so chi sia l’assassino, fino a qualche tempo fa ero convinta che l’assassino fosse Stasi, vedendo tutto quello che sta uscendo adesso non posso dire con certezza che sia lui, adesso non lo so. Mi auguro che alla fine di questa storia venga fuori la verità, ma che sia definitiva, non che siano scagionate due persone senza che la famiglia Poggi sappia chi gli ha ucciso la figlia. Può essere che non si arrivi a una verità definitiva, che Chiara rimanga senza giustizia, senza un colpevole certo, per la famiglia sarebbe la cosa peggiore, significherebbe che un innocente adesso è accusato, un altro innocente si è fatto anni di galera, la giustizia avrebbe fallito tre volte se non dovesse uscire l’assassino certo".
Arriva il commento di Angela Taccia, legale di Sempio, in merito alla teoria della mamma, secondo cui l’inchiesta di Pavia sia nata per scagionare Alberto Stasi: "Noi ci atteniamo agli atti, non mi permetto di commentare le parole di una mamma che vive una situazione tragica, ci sono coinvolte tre famiglie, ognuna con la propria difficoltà. Non commento le parole di una persona che non è mia cliente, è libera di parlare, ho rapporti con il mio assistito, che è Andrea".
Non può che essere importante l’opinione di Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi: "Mi unisco alla collega, apprezzo il rispetto che hanno per noi, una mamma che soffre può dire quello che pensa, se questo sospetto proviente da un giornalista o un opinionista rispondo. Io guardo le carte, è un’indagine della Procura, scopriremo se hanno torto o ragione, ma nasce perché la Procura ha deciso di fare questo percorso, non al servizio di Alberto Stasi. Noi avvocati ci dobbiamo attenere alle carte, le mamme non vanno giudicate".
La mamma di Sempio ha voluto rivolgersi anche alla mamma di Alberto Stasi, per cui aveva avuto in passato parole durissime: "Oltre alle due lettere ho scritto ad Alberto anche due messaggi con scritto ‘Buon Natale’, anche quello. Le lettere sono state scritte nel 2018 e 2019, quando mio figlio aveva fatto una denuncia querela per quello che gli era stato fatto, ovvero rubargli il DNA di nascosto, sbatterlo in televisione con l’accusa di essere un omicida senza che ne sapesse niente, quindi cosa dovevo fare? Ho pensato di dire a Stasi quello che pensavo di lui, c’era tantissima rabbia e quello che in quel momento pensavo di lui e di sua mamma. Se lui fosse stato una persona con gli attributi mi avrebbe risposto e mi avrebbe detto: ‘So che tuo figlio è un assassino, io sono innocente, continuerò’. Perché non l’ha tirata fuori e la tira fuori adesso? Non sono pentita assolutamente per quello che ho detto alla mamma di Alberto Stasi, lei dice di avere guardato suo figlio negli occhi e vedere un innocente, benissimo, io sono certa che mio figlio non abbia ucciso Chiara Poggi. Quando ho scritto quelle lettere ero convinta di quello che stavo dicendo, non mi pento di averle scritte, ma adesso da come ho visto quello che è successo a mio figlio non sono più tanto certa che lui sia colpevole. Ma non chiedo scusa, se dovesse venire fuori che Stasi sia completamente innocente non avrei problemi a scusarmi delle lettere, a oggi no. Mi faccio un’altra domanda, per quello che sta passando mio figlio e la mia famiglia, qualcuno chiederà scusa a noi? Posso solo dire alla mamma di andare avanti se è convinta dell’innocenza di suo figlio, da mamma so cosa significa avere un figlio accusato e innocente".
Arriva la replica di De Rensis: "Alberto è discreto, rispetta le regole, lo ha dimostrato nel suo percorso processuale, chiedere una risposta alle lettere è troppo. La lettera ha fatto male, oggi dice di non mettere la mano sul fuoco sulla colpevolezza di Alberto, questo fa fare delle riflessioni".
Spazio anche alle cinque consulenze depositate dalla difesa Sempio per togliere il cliente dalla scena del crimine e respingere le accuse della Procura. Questa l’opinione di Taccia: "Per analizzare al meglio ogni singola consulenza serve chiedere a ogni consulente. Diciamo che quello che in base a quanto accertato da noi Andrea Sempio non era sulla scena del crimine, è una tesi di parte, come lo è quella della Procura, ma basti pensare che una delle consulenze a mio avviso centrali sia quella tecnico calzaturiera, se il piede dell’indagato è più largo di 2-3 centimetri di quello trovato è incompatibile. I nostri consulenti sono partiti dai dati prelevati dalla professoressa Cattaneo, le misurazioni non si possono inventare". La replica di De Rensis: "Noi non faremo i pm aggiuntivi nei confronti di Andrea, a noi interessa far uscire Alberto dal carcere, non mandare in galera qualcun altro. Alberto non ha comprato nessuna Frau in Liguria, sono stati rivoltati tutti i libri contabili del negozio, la famiglia Stasi non le ha mai prese. A noi interessa in merito alla dinamica che l’aggressione collida con quello che ha mandato in carcere Alberto, ci fermiamo lì, se l’aggressione è durata 15-20 minuti lui non c’entra niente, oltre agli altri elementi". Taccia ribatte: "Umanamente e professionalmente non mi occupo di Alberto Stasi, posso solo dire che da quanto abbiamo accertato Andrea Sempio non c’è sulla scena del crimine, eventualmente si andrà avanti, vedremo cosa succederà nelle sedi opportune, l’onere della prova non è a carico nostro, noi abbiamo il dovere di dimostrare che Andrea non ci fosse e non ci poteva essere. Ci sono dati oggettivi, l’aggressione è durata pochi minuti, mi dispiace che sia stato divulgato che la professoressa Cattaneo avesse cambiato l’orario della morte, non è vero, non ci sono i dati non presi all’epoca, quindi l’orario resta dalle 7 alle 12.30, può essere vero tutto e niente".
L’avvocato rimanda al mittente anche l’idea che il movente del delitto fosse sessuale, lui avrebbe cercato un approccio dopo avere maturato un’ossessione nei confronti di Chiara Poggi dopo avere visto un video intimo della ragazza con il fidanzato: "Dalla Procura abbiamo avuto riscontro che non ci sia alcun dato oggettivo sul movente sessuale. non vedo elementi oggettivi che lo fondano, ma solo suggestivi". La legale minimizza anche un gesto fatto dal suo cliente, arrivato a girare un video sotto le gonne di una collega: "Erano dinamiche scherzose, che non possono rappresentare un elemento rilevante".
Alberto Matano ci tiene a sottolineare un aspetto: "Rivendico questo spazio come neutro, sul caso Garlasco ormai ci sono le tifoserie, che attraversano l’opinione pubblica, giornalisti, criminologi, avvocati e quello che ne consegue, vorrei che questo resti terreno neutro, in cui ci si confronta come avete visto oggi. Ci sono rappresentanti di parti opposte, che hanno dimostrato di poter dialogare senza alzare i toni", De Rensis ribatte: "Lei ci aiuta molto bene a farlo".
