Garlasco in Tv, il legale dei Poggi difende Sempio: "I RIS non escludono Stasi dalla scena". La stoccata a Milo Infante, Matano prende le distanze

Gianluigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi, è intervenuto a Vita in Diretta lunedì 25 maggio 2026, sottolineando di ritenere ancora Alberto Stasi colpevole del delitto di Garlasco

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

E’ iniziata una nuova settimana per "Vita in diretta", in prima linea per gli aggiornamenti sul caso Garlasco, in una giornata come quella di oggi, lunedì 25 maggio 2026, davvero determinante per la difesa di Andrea Sempio. Gli avvocati si sono infatti mossi per depositare cinque consulenze, realizzate per smontare le accuse rivolte dalla Procura di Pavia al loro assistito. A queste si aggiunge una memoria, redatta per spiegare i numerosi soliloqui dell’indagato intercettati in auto, così da contestualizzarli. Da capire se il 38enne decida di essere interrogato nei prossimi giorni.

Garlasco, Vita in diretta puntata 25 maggio 2026: cosa è successo

La Procura di Pavia punta forte sui soliloqui di Andrea Sempio, ritenuti quasi una sorta di confessione, mentre di parere diversa è il suo avocato Angela Taccia: "Se ripuliti bene, il significato è diverso da quanto sostenuto dagli inquirenti, sembrerebbe dica ‘il video mica ce l’ho'", in riferimento a quando lui avrebbe fatto riferimento di essere in possesso di uno dei video intimi realizzati da Chiara Poggi con il fidanzato Alberto Stasi. Particolare rilevanza ha anche l’impronta 42 rilevata sulla scena del delitto, per la difesa non può appartenere a lui, che avrebbe invece un 44, oltre a una pianta del piede più larga rispetto alla suola impressa nel sangue. Non si deve ovviamente dimenticare l’impronta 33, lasciata sul muro della scala che portava alla cantina dove si trovava il corpo della vittima, attribuita dalla Procura a Sempio, mentre per i consulenti del 38enne non sarebbe identificabile. Almeno per ora resta fuori la consulenza personologica, che sarà depositata solo quando quella del RACIS avrà valore probatorio.

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Alberto Matano sottolinea: "Le consulenze della difesa di Sempio sono cinque, ma è su una che mette tutte le fiches, quella antropometrica, volta a sostenere non ci sia corrispondenza tra il piede dell’uomo e l’impronta presente in casa Poggi. "Se la misurazione non è compatibile, il caso è chiuso. E’ stato preso un altro tecnico, De Angelis, per una consulenza sulle suole, la scarpa indicata ha misure diverse da quella dell’indagato", dice con fermezza l’inviata Lucilla Masucci.

In collegamento è presente l’avvocato dei Poggi, Gianluigi Tizzoni, a cui viene chiesto un parere sulle mosse della difesa di Sempio: "Prima di tutto un veloce ringraziamento perché il suo collega Infante dice che io faccio interviste solo con le poltrone comode, qua siamo in piedi, e io vado nelle trasmissioni dove mi sento di poter andare, le interviste le faccio tranquillamente in piedi. Magari non vado dove mi mettono in bocca frasi che non ho mai detto, pensieri che non ho mai avuto, poteri che non ho, tipo quello di bloccare le trasmissioni televisive La ringrazio dell’opportunità". Matano però lo interrompe: "Io la ringrazio, ma non voglio entrare in dinamiche accadute in altri programmi, ho stima del mio collega Milo Infante, quindi è una questione che riguarda voi due, lei ha mosso delle accuse, credo, perché non ho seguito bene, a quel programma, e giustamente Milo Infante si è difeso". Il legale ribatte: "Non ho mosso nessuna accusa, abbiamo tutto documentato. Vengo tirato in ballo dove non vado ne approfitto anch’io". Il conduttore si risente: "Il collega non è qui, è una questione che riguarda voi, avrei evitato di iniziare il collegamento con questa arringa non è questa la sede, quello che avviene in altri programmi, seppure di questa azienda, è giusto che si chiarisca nelle opportune sedi", per poi invitarlo a rispondere alla domanda fatta sul caso.

Questa l’opinione di Tizzoni: "La parte antropometrica è fondamentale, anche noi abbiamo dato da tempo incarico a un nostro nuovo consulente di cui svelerò il nome, tra l’altro un ex appartenente alla Polizia Scientifica, siamo anche noi convinti che quell’impronta antropometrica non sia minimamente riconducibile ad Andrea Sempio, ma rimanga riconducibile a Stasi. Questo è l’aspetto fondamentale, per togliere Stasi dalla scena del crimine i RIS di Cagliari avrebbero dovuto escluderlo, invece non lo escludono, semmai tendono a dire che quella misura possa essere compatibile con altri soggetti, nella specie in questo caso Sempio, ma con il 42 in Italia ci sono milioni di persone. Il tema vero era la scarpa Frau, a mio avviso i RIS di Cagliari non la mettono in discussione, si cimenta solo nell’interpretazione di una lettera della vocale U, ma mi sembra logico che se una scarpa si chiama Fra e manca una lettera non chiara perché non allineata e sembra una U di Frau si tratti. Mentre il signor Sempio non ci risulta abbia mai indossato e avuto scarpe Frau, Stasi ne aveva consegnata una invernale marca Frau numero 43, la Procura Generale pochi giorni prima della sentenza del 2014 aveva individuato un negozio di Spotorno dove la famiglia Stasi era cliente e che aveva a disposizione e a magazzino delle scarpe Frau. Poi andando a vedere il momento di inserimento a magazzino era risultato compatibile con un acquisto da parte di Stasi. Le scarpe Frau caratterizzano Stasi e non Sempio, il 42 caratterizza Stasi e milioni di italiani, sarebbe stato dirimente se il RIS di Cagliari avesse parlato di numero 40, numero 45 o 39, allora Stasi avrebbe potuto uscire di scena, ma questo non è avvenuto".

Matano chiede alla collega Ilenia Petracalvina un parere in merito alle intercettazioni in cu Sempio definisce corrotti i magistrati: "Non sappiamo se lui sapesse di essere intercettato, gli avvocati dicono di sì, chiaramente queste dichiarazioni sulla Procura sono pesanti. Per quanto riguarda l’impronta nella nuova informativa non si può risalire né alla scarpa 42, né alla marca 42, ma la rendono compatibile a Sempio. Su queste consulenze si giocherà il processo".

Matano fa riferimento poi alla denuncia della famiglia Poggi, che sostiene che "il caso sia diventato un circo mediatico alimentato da interessi economici". Lui commenta: "Noi pensiamo sempre ai genitori di Chiara Poggi, da quando sono state riaperte le indagini non hanno più avuto pace, nonostante siano convinti che il colpevole sia in carcere e sia Alberto Stasi".

Il conduttore chiede all’avvocato di spiegare il punto di vista dei suoi clienti: "I Poggi non sono ostili agli inquirenti, Marco si è sottoposto a un interrogatorio si è limitato a confutare aspetti per lui oggettivi. I Poggi hanno messo a disposizione la casa, a loro hanno chiesto la documentazione e l’hanno data, c’è questo atteggiamento di sentirsi buttati al pubblico ludibrio da parte di youtuber, soggetti che non hanno neanche una competenza generica sugli argomenti, non parliamo di criminologi, medici legali, avvocati, giuristi, ma gente che fino al giorno prima si occupava di altro. Loro senza nessun filtro o confrontarsi con qualcuno o le sentenze intrattengono le persone per ore. Va benissimo, è lecito, ma questo va fatto rispettando la memoria di Chiara, dei suoi genitori, ma senza diffamare. E’ molto difficile andare contro questi soggetti, c’è chi vive all’estero, si ripara dietro uno pseudonimo, ma soprattutto non c’è un editore che deve fare da garante. Se qualche giornalista della Rai commette un reato di diffamazione, alla lunga la Rai ne deve rispondere, idem un quotidiano. Qui, invece, abbiamo a che fare con un limbo strano, dove nessuno risponde, la gente passa ore e ore davanti a un cellulare o insultare, questo è un fenomeno grave da arginare, noi stiamo portando avanti iniziative, aspettiamo fiduciosi che la Procura di Milano risponda positivamente alle nostre denunce".


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