Garlasco in Tv, Garofano respinge le accuse: "Valori negativi ininfluenti". Bruzzone tuona: "DNA non è prova regina"
A Vita in Diretta venerdì 2 ottobre 2026 spazio alle ultime novità legate al caso Garlasco, con Luciano Garofano stanco delle critiche subite. Bruzzone ribadisce colpevolezza di Stasi

Il caso Garlasco è ora al centro dell’attenzione di addetti ai lavori e opinione pubblica dopo la chiusura delle indagini a carico di Andrea Sempio, accusato del delitto di Chiara Poggi, avvenuta pochi giorni fa. Nell’occhio del ciclone è anche l’operato dei RIS, accusati dalla Procura di Pavia di non avere diffuso due controanalisi da cui sarebbe emersa l’assenza del DNA della vittima sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, per ora l’unico condannato. "Vita in Diretta" ha così deciso di parlarne nella puntata di venerdì 2 ottobre 2026.
Garlasco, Vita in Diretta puntata 2 ottobre 2026: la difesa del Generale Garofano
Alberto Matano sottolinea subito come l’operato dei RIS sia oggetto di forte attenzione, la Procura di Pavia ha avanzato il sospetto che il DNA rinvenuto sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi ritenuto appartenente a Chiara Poggi in un secondo riscontro fosse nullo. Il conduttore evidenzia una novità che sta emergendo ora: "Ci potrebbe essere stato uno scambio di provette tra i reperti dei pedali e quello trovato sul cucchiaino usato dalla vittima per la colazione, il valore della prima prova è infatti lo stesso, 2,78 nanogrammi/microlitro. Se ci fosse stato davvero uno scambio sarebbe qualcosa di davvero grave".
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppI magistrati sono convinti che i RIS abbiano commesso diversi errori, a partire dall’analisi fatta sui pedali il 19 settembre, secondo cui su quegli accessori era presente il DNA della vittima, le due ripetizioni fatte il giorno successivo avevano però dato esito negativo, ma le parti non ne sarebbero state informate. Luciano Garofano, che all’epoca era alla guida dei RIS, ha spiegato la sua versione sull’accaduto: "Nell’indagine del 2007 non sono stati trovati i dati grezzi di un’analisi negativa, poi consegnata a novembre alla Procura di Pavia. Non credo ci siano stati errori e gli orrori da parte nostra che vengono definiti dalla difesa di Alberto Stasi". Ci sarebbe poi un altro errore, legato a una coincidenza che per i PM risulta essere difficile da ignorare, il campione dei pedali e quello del cucchiaino usato dalla ragazza a colazione hanno lo stesso identico valore, entrambi sono stati analizzati lo stesso giorno, da lì nasce l’ipotesi di uno scambio accidentale di provette. Garofano però resta fermo nel difendere quanto fatto all’epoca: "Abbiamo fatto tutto quanto era nelle nostre conoscenze, al meglio della nostra serietà e scrupolosità, il DNA di Chiara sui pedali c’è, è stato dimostrato".
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Gianluigi Tizzoni, legale dei Poggi, che evidenzia l’esistenza di due estrazioni marcatamente positive, per questo non si può parlare dell’assenza del materiale genetico. I legali di Alberto Stasi avanzano però un’ipotesi alternativa, qualcuno si sarebbe accorto dell’errore senza correggerlo. L’ex capo dei RIS resta fermo nella sua posizione: "Ma quale interesse avevamo al RIS di Parma di allora a cercare di ‘truccare’ le indagini per favorire che cosa?". Ora la parola passa ai giudici, che dovranno accertare cosa sia successo, questo potrebbe influire anche sul destino di Stasi.
Matano interpella poi Garofano, che è in collegamento, facendo riferimento a quanto pubblicato dalla maggior parte dei quotidiani, che hanno parlato di uno scambio di provette, vuole quindi sapere dal generale se questo sia plausibile: "Credo proprio di no, mi sembra che questo sia in linea con la campagna di delegittimazione che vorrebbe identificarci come persone incapaci, disoneste, che omettono, è veramente qualcosa di vergognoso. Io posso escluderlo, non ho memoria di quanto fatto ogni secondo e minuto in quegli anni, ma quelle quantità di DNA hanno una risposta, sono state determinate con due metodiche negative, una che guardava solo al DNA umano, l’altra guardava al DNA totale, compreso quello batterico. Quindi quelle due quantità, che sembrerebbero identiche, una potrebbe riferirsi solo al DNA totale, quindi quello di Chiara Poggi perché, ribadisco, quello c’è. Le due repliche negative non inficiano il risultato positivo, mentre quello determinato sul cucchiaino probabilmente era una somma di DNA umano e DNA dovuto ai microorganismi. A tutto c’è una spiegazione, ma mi sembra che tutto venga messo in discussione quando i nostri risultati hanno avuto il vaglio prima dal pm, poi dal giudice per le indagini preliminari e da cinque processi che hanno portato alla condanna di Alberto Stasi. Quelle corse negative devono essere considerate ininfluenti rispetto al valore del DNA trovato sui pedali perché erano piatte, essendo piatte non evidenziavano alcun segnale relativo al DNA, quindi probabilmente sono da ricondursi o a un cattivo pipettamento o a un problema del sequenziatore, quindi qualcosa che non è una controprova, come è stata definita".
Matano prova comunque a incalzarlo, chiedendogli se ci sia stata una mancata comunicazione in merito all’esito negativo, ma lui nega: "Non posso avere i particolari di quello che abbiamo fatto, ma c’è un verbale, quello del 24 settembre 2007, dove i consulenti di parte prendono visione di tutti i risultati, fa fede la comunicazione formale. Poi nessuno di noi sa se siano stati mostrati o no, presumo verosimilmente sia stato mostrato tutto perché non avevamo alcun interesse a nascondere. Ma ripeto, se anche quelle corse negative non sono state mostrate erano ininfluenti, non hanno il valore demolitorio che oggi la difesa Stasi vorrebbe far passare".
La giornalista Giancarla Rondinelli non è però del tutto concorde: "Quello di cui stiamo discutendo è nero su bianco, nelle carte della Procura, ci sono tante anomalie, lui fa riferimento al verbale del 24 settembre, ma le analisi con esito negativo sono del 20 e quella con esito positivo del 19. Il Generale settimana scorsa è stato sentito in Procura con i suoi uomini, le trascrizioni che noi abbiamo parlano di alcune anomalie, anche il colonnello Poli parla di anomali rispetto a un dato positivo e a un doppio dato negativo. Tra di voi c’era evidentemente qualche perplessità, perché non è arrivato tutto questo? Perché nessuno si è posto un problema rispetto a quella che ancora oggi è stata considerata la prova regina contro Stasi". Arriva la replica di Garofano: "Potete fare tutte le ipotesi che volete, credo che se ci fosse stato un risultato che inficiava o metteva in discussione noi ne avremmo parlato. Quelle corse negative non inficiano il risultato positivo, questo viene riconosciuto anche dal consulente della Procura. Mi sembra che questa strumentalizzazione sia fatta da una ridda di ipotesi non provate, tutto sembra sbagliato e messo in discussione, fatele, probabilmente il Colonnello Marino me lo ha detto ma non lo posso ricordare. Non ricordo che ci fosse un risultato negativo che potesse mettere in discussione il positivo".
Il conduttore preferisce però essere prudente: "Stiamo raccontando qualcosa che, se confermato, sarebbe clamoroso". Interviene Roberta Bruzzone: "Quando c’è una corsa a risultato zero vuol dire che la macchina non ha funzionato, altrimenti avrebbe dato un altro profilo, quel dato non ha nessun rilievo. C’è già un positivo, alto, ampiamente qualitativo, stracciarsi le vesti per questo mi sembra una roba.. La prova regina contro Stasi non è il DNA sui pedali, ma la perizia Testi, che è diventata innominabile, quella dimostra che questo signore quando dice di avere trovato il corpo mente, quella è la spina dorsale della sentenza di condanna, non piace a nessuno, quindi non se ne parla più, ma è lì, gigantesca, un macigno che nessuno è riuscito a scalfire".
Rondinelli prova a fare un’ipotesi su quanto potrebbe accadere a breve: "Ci sono ipotesi su cui la Procura sta lavorando, si parla di un nuovo fascicolo, vediamo su quale tipo di reato". Spazio a una novità importante, nel team di Sempio è entrata una nuova consulente, Katia Sartori, che si occuperà in maniera specifica dell’impronta 33.
