Garlasco in Tv, Milo Infante dà la scoop che fa commuovere De Rensis: "Mesi con tanto dispiacere". Perché l'ora della morte può salvare Stasi

Ampio spazio dedicato al caso Garlasco durante Verità Nascoste martedì 8 settembre 2026, è intervenuto Antonio De Rensis sulla sua situazione personale e quella del suo cliente

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Secondo appuntamento per "Verità Nascoste", il nuovo programma Mediaset di Milo Infante, in onda martedì 8 settembre 2026, come di consueto con uno spazio dedicato al caso Garlasco. Presenti, tra gli altri, Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi, Liborio Cataliotti, legale di Andrea Sempio, e Valter Biscotti, legale del Colonnello Gennaro Cassese, che all’epoca si era occupato delle indagini.

Garlasco, Verità Nascoste puntata 8 settembre 2026: la testimonianza di Antonio De Rensis dopo le accuse

Milo Infante parte con un faccia a faccia alla presenza di Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, e Umberto Brindani, direttore di "Gente", dove vuole dare una buona notizia all’avvocato, facendo riferimento a una fonte di "Verità Nascoste": "Il famoso esposto, quello presentato alla Procura Generale di Milano, in cui si ipotizzava, ora possiamo usare il passato e il condizionale possibile, un complotto contro la Procura di Pavia e con gli investigatori, ora è passato alla Procura ordinaria, è salito di un piano. Questo, lei lo sa, vuol dire tradotto che tutte le ipotesi di complotto o di macchinazione contro la Procura di Pavia sono cadute, altrimenti sarebbe andato alla Procura di Brescia per competenza. Ora a procedere è la Procura diretta da Marcello Viola per quei reati che dovesse valutare".

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Arriva la risposta dell’avvocato: "E’ una notizia che apprendo da lei, io non ho compiuto alcun reato, anzi, come avete sentito quando questa giornalista mi ha chiamato, io le ho detto di andare da dei testimoni, di andarsene se avessero già parlato con l’autorità giudiziaria perché non possono rivelare niente, se non lo hanno fatto ascolta quello che devono dire. Questo è stato il mio reato, a fronte di questo ci sono stati tanti mesi in cui ho avuto tanto dispiacere", e a quel punto De Rensis si lascia andare e si commuove in diretta.

Milo Infante sottolinea come quanto accaduto abbia colpito l’avvocato nella sua vita privata, con ripercussioni a livello personale, lui ribatte: "Questo periodo passato mi ha fatto capire tante cose e verificare le persone, questo lo considero un regalo. Qualcuno che non ci doveva essere per fortuna non c’è, e quelli che ci dovevano essere per fortuna ci sono, ancora più forti di prima. Non ho temuto, sapevo quello che avevo fatto, non ho mai pensato al carcere, ma ho passato notti faticose, non lo nascondo, questo ha fa fatto rafforzare i miei intendimenti, il rapporto con la mia collega, che stimo tantissimo e con cui abbiamo grande sintonia, anche questa vicenda è servita. Io dico sempre che con un evento doloroso devi prendere tutti gli aspetti positivi, adesso vedremo cosa accadrà, ma sono abbastanza consapevole di cosa ho fatto, ho sempre rispettato la legge. Ad Alessandro de Giuseppe va il mio abbraccio, è un grande galantuomo, rivendico un’amicizia fraterna, mai l’uno con l’altro ha chiesto qualcosa che non si potesse credere".

Arriva il commento di Brindani: "Sono stati avvelenati i pozzi, soprattutto negli ultimi mesi, l’avvocato visto dall’esterno è stato fatto oggetto di un’aggressione senza precedenti. Si è arrivati a un’accusa sul piano mediatico a un avvocato che difende il suo assistito, accusandolo di ogni nefandezza, persino di un complotto per orientare le indagini. Chiunque abbia un minimo di buon senso sa che, prima di tutto, non si possono orientare le indagini del dottor Napoleone, si sarebbe andati contro un muro. E’ ridicolo, l’ipotesi di una regia per orientare le indagini è ridicola. Capisco che l’avvocato abbia sofferto, sono entrate anche questioni di carattere personale, è stata attaccata con il gossip anche la sua collega, con insinuazioni prive di fondamento. Se c’è stata una regia è stata dall’altra parte".

Il conduttore avanza un’ipotesi: "Possiamo dire che da questa sera non sentiremo più parlare di un complotto contro la Procura di Pavia o i Carabinieri?". Il legale risponde: "Chi con grande tenacia, con un piano diabolico ha cercato di portare avanti questa tesi forse continuerà, ma a me interessa poco".

L’istanza di revisione per Alberto Stasi e la consulenza psichiatrica per Andrea Sempio

Il dibattito a "Verità Nascoste" sul caso Garlasco parte un accenno alla revisione che Alberto Stasi vorrebbe ottenere, Milo Infante prova a lanciare un’ipotesi: "Secondo me saranno tempi lunghi, difficile che prima di novembre, ipotizzo, si possa arrivare alla decisione se presentare o meno un’istanza. La distanza non sta solo nell’esaminare le nuove prove, ma anche nel capire quali lo siano, devi andare quindi a rileggere tutte le vecchie carte, anno dopo anno, sentenza dopo sentenza per andare a dire: ‘Questo è già stato fatto, questo è un elemento di effettiva novità".

A riguardo non può che essere importante l’opinione di Antonio De Rensis: "E’ esatto quello che ha detto, devi partire dalla conoscenza del giudicato, che è stato lungo e articolato, poi verificare se si tratti di prove nuove o rivisitazioni, è sicuramente uno studio molto complesso. Adesso credo che la chiusura delle indagini sia un momento, da lì a distanza di qualche giorno o settimana si capirà, ma noi abbiamo il nostro percorso".

Il conduttore interpella quindi il legale per sapere se davvero, come si dice, la difesa abbia presentato proprie consulenze alla Procura: "Ho letto anch’io, ho letto dei pedali, ma è questo è negli atti, c’è scritto dell’assenza di sangue, noi non dobbiamo dimostrarlo, lo ha detto il processo. Noi non abbiamo mai dichiarato di avere depositato qualcosa, né dove, qualcuno si è concentrato sul nostro operato, ricordo che un giudice della Repubblica italiana, che si chiama dottoressa Garlaschelli, ha detto che siamo parti interessate". Su questo però dissente Valter Biscotti. "Chiaramente no, mi deve provare la norma sul Codice di Procedura Penale che cita l’esistenza della parte interessata nel procedimento penale. Non so se abbiano depositato consulenze contro Sempio, ma non è possibile, non possono essere parti nel giudizio abbreviato che si terrà nei confronti di Sempio. Mi correggo, nell’udienza preliminare, loro non possono in nessun modo partecipare, non c’è nessuna norma che lo consente, non scherziamo, lo insegnano all’università al quarto anno di giurisprudenza".

Arriva inevitabilmente il commento di De Rensis: "Parlo da studente del liceo, capisco che il collega sia l’astro nascente della comunicazione giudiziaria, ma vorrei che mentre esercita questa funzione fosse più garbato. Il giudice Garlaschelli nel provvedimento, ma evidentemente il collega non lo sa, ci ha definiti ‘parti interessate’, se qualche giurista ha rimostranze deve suonare il campanello dal giudice. Noi non abbiamo mai comunicato di avere depositato qualcosa, faremo tutto ciò che ci compete e che riteniamo giusto nell’interesse di Alberto Stasi per la sua revisione. In merito alle nostre posizioni future nei giudicati nel territorio nazionale, per fortuna non li deciderà il collega, ma i magistrati". Biscotti continua: "Ci sono le norme che regolano l’udienza preliminare", De Rensis lo interrompe: "Chi ha parlato di udienza preliminare?", a quel punto Biscotti si corregge: "Se non partecipa all’udienza preliminare allora va benissimo, ma non può fare altro".

La difesa di Stasi sta comunque lavorando alla revisione, Infante vuole sapere se possa passare dalla colpevolezza di Sempio o meno: "Io e l’avvocato Bocellari abbiamo identificato un percorso, quando la depositeremo non sarà interpretabile, sarà chiara, ma devo essere blindato. Facciamo finire le indagini, poi pur nel rispetto del Procuratore Generale di Milano agiremo". Biscotti interviene nuovamente chiedendo se l’istanza possa essere depositata anche in caso di no dalla Procura Generale, De Rensis: "No, io e l’avvocato Bocellari andiamo alle Maldive. Ma certo che la presentiamo lo stesso, ma che domanda fa?", Biscotti: "E dove andate?", De Rensis non si trattiene: "Ma dove andiamo è un problema nostro, si rende conto di come si rivolge a dei colleghi? Le sembra normale rivolgersi così? Dove andiamo lo decidiamo noi, sono abbastanza anziano che lei è stato programmato per provocare, ma io non mi faccio provocare da lei", ma Biscotti ovviamente nega.

Su questo si esprime Liborio Cataliotti: "A me farebbe piacere se venisse presentata l’istanza di revisione per Alberto Stasi. Rimango convinto che quel giudizio, quello di revisione, sia razionalmente, naturalmente, pregiudiziale rispetto all’eventuale, non auspicato giudizio nei confronti di Andrea Sempio. Noi non tiferemo né a favore, né contro, Ci può essere un’ipotesi di revisione che sconfessa l’impianto accusatorio che ha portato alla condanna di Stasi, quelle che vengono indicate come sette prove, poi ci sono prove o indizi a carico di Sempio".

Cataliotti dice la sua anche sul no all’incontro con lo psichiatra: "ll ritratto della psiche di un uomo può essere fatto in corso di indagine da tecnici, addetti alla psiche, dal RACIS, come è stato svolto, ma non è utilizzabile in un eventuale processo. Tutt’altro è il quesito del professor Catanesi, la capacità di intendere e di volere deve sussistere per essere condannata a una pena, senza non può esserci condanna. Inusuale che la richiesta venga fatta dalla Procura o in un incidente probatorio, temo che sia uno strumento per avvalorare una tesi, quella del movente, altrimenti peccherebbe sul piano razionale" Infante prova a spiegare meglio: "Se non porti avanti la teoria delle turbe, della ferocia, della cattiveria, poi arrivi al movente e un po’ viene a mancare".

L’impronta di scarpa e l’orario della morte di Chiara Poggi

Gli aspetti su cui la Procura si sta concentrando per definire il quadro accusatorio contro Sempio sono diversi, tra questi l’impronta di scarpa rinvenuta in casa, attribuita all’assassino. A parlarne è Oscar Ghizzoni, consulente di Stasi: "Sulla scena del crimine di Garlasco abbiamo impronte riconducibili prevalentemente a scarpe che vanno dal 43 al 44. All’epoca era stato usato un metodo di misurazione diverso dal fare sperimentazioni usando sangue fresco, facendo la media di tutte le misurazioni il 42 risultava più piccolo. Il piede libero in appoggio è sempre più largo almeno di mezzo centimetro rispetto alla scarpa che si può indossare (e lo spiega facendo un esempio con il suo piede e una scarpa, ndr). Le misure del piede di Sempio sono compatibili con un 43-44 di quel modello di scarpa Frau".

Spazio a un elemento che può essere cruciale nella revisione, quello relativo allo spostamento dell’ora della morte di Chiara Poggi, spiegato da Vittorio Fineschi, medico legale diventato consulente della difesa Stasi. "La consulenza del 2009 presa in considerazione dalla dottoressa Cattaneo descrive il contenuto gastrico, la sovrapponibilità del contenuto gastrico con la colazione fatta. E’ sovrapponibile perché vengono trovati amido, saccarosio e dei frammenti vegetali, la professoressa Cattaneo li ha presi in mano per dare un range. Lei parte dalla temperatura rettale, scende sulle ipostasi e mette insieme questi dati, quello è sicuramente il contenuto della colazioe".

E’ importante quindi capire quanto la vittima abbia fatto colazione: "Noi riteniamo spesso il contenuto gastrico un dato insidioso perché ognuno di noi ha tempi di digestione diversi. Sono influenzati non solo dalla singola persona, ma anche da come quella persona si comporta dopo un pasto, basti pensare allo stress, all’attività fisica e al tipo di pasto, ognuno di noi ha alimenti che digerisce meglio, altri meno. La professoressa Cattaneo ha trovato il contenuto, lo ha stimato e dice con una buona probabilità che siano passate circa 2-3 dalla colazione".La mamma della 26enne e alcune vicine di casa hanno parlato della sua tendenza a fare colazione intorno alle 9 del mattino, questo colloca quindi la morte più avanti rispetto a quella considerata finora, inevitabilmente questo toglierebbe Stasi dalla scena del crimine.

A spostare in avanti l’orario del decesso è anche l’analisi delle macchie di sangue: "Dopo i colpi subiti si deve capire se Chiara Poggi abbia avuto un tempo di sopravvivenza, questo è un dato fondamentale. Le gore di sangue che si raccolgono in fondo alle scale ci possono dire che quel sanguinamento e quella coagulazione hanno avuto un tempo, questo ci sta portando a spostare l’orario non solo verso le 10, ma a un tempo di sopravvivenza di altri 10-20 minuti. L’omicidio si colloca quindi in tarda mattinata".

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