Garlasco in Tv, odio e minacce social contro Stasi, Bocellari: "Irricevibili e irripetibili". E svela il desiderio di Alberto

A Verità Nascoste martedì 15 settembre 2026 è intervenuta Giada Bocellari, avvocato di Alberto Stasi, che ha spiegato le mosse della difesa e il sogno del suo cliente

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Il delitto di Garlasco e le nuove indagini riaperte da più di un anno e mezzo che vedono Andrea Sempio accusato dell’omicidio di Chiara Poggi continuano a essere al centro dell’attenzione, a poch giorni dalla fine dell’attuale inchiesta, prevista per il 28 settembre. Milo Infante ha scelto così di parlarne nella nuova puntata di "Verità Nascoste", in onda martedì 15 settembre, con la presenza in studio di Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi, condannato in via definitiva ma pronto a chiedere la revisione.

Garlasco, Verità Nascoste puntata 15 settembre 2026: l’intervista di Milo Infante a Giada Bocellari

La figura di Alberto Stasi è finita al centro dell’attenzione sin da poco dopo il delitto di Chiara Poggi, che era la sua fidanzata, trovata da lui senza vita in casa il 13 agosto 2007. Il trascorrere del tempo non ha però contribuito a far cambiare l’opinione di alcuni su di lui, ancora adesso, nonostante l’inchiesta in corso, c’è chi lo ritiene colpevole e usa sui social parole decisamente pesanti. Sono decine le querele in corso per diffamazione nei suoi confronti, come riferito da suoi legali. Ce n’è davvero per tutti i tipi, dalle offese agli insulti, ma in alcuni casi c’è chi è andato oltre arrivando a minacciarlo di morte. Alcune di queste cause verranno discusse in sede civile, altre a livello penale, tra queste c’è una querela cumulativa che raggruppa decine di profili social che sembrano agire in maniera coordinata tra loro.

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Presente in studio l’avvocato Giada Bocellari, che segue il 42enne da tempo e per gran parte del suo percorso giudiziari. Milo Infante le chiede subito conto di queste querele, con un occhio particolare a quegli utenti che si sarebbero messi d’accordo tra di loro per agire contro di lui. "Io non ho social, ci sono centinaia di segnalazioni che arrivano ogni giorno da tantissimi cittadini indignati. Loro non lo sono tanto per la critica in sé, c’è una sentenza definitiva, esprimere un’opinione anche sulla sua eventuale responsabilità non è un problema, questo nasce per i toni e gli insulti pesanti. Si è così deciso di procedere, se ne sta occupando una bravissima collega, l’avvocato Aldrovandi, io non sono aggiornatissima, ma so che ha proceduto a presentare varie querele. In alcuni casi si è scelta la strada civilistica, nei casi più gravi le querele, sono inaccettabili. La collega ha fatto un’analisi incrociata su questi profili, sono stati attenzionati quelli che reiteratamente hanno insultato Alberto Stasi e la mamma, alcuni sono irricevibili e irripetibili anche nei confronti della mamma. Ci sono delle connessioni, alcuni sono identici, non mi intendo d fake e troll, sarà necessario identificarli e procedere. La querela non deve essere comunque un’intimidazione".

Non può che essere importante capire come Stasi stia vivendo questa nuova fase: "Lui ha lo sguardo al suo futuro personale, pensa ai suoi progetti, al di là della revisione, ovviamente è interessato, anche se ha anche paura. Lui ha progetti concreti, di cui non credo di essere autorizzata a parlare, lui ha sempre ripetuto che questa sua vicenda tragica debba produrre qualcosa di buono. Non è un riferimento a un guadagno, ma di impegno. Lui ha sempre detto di voler vivere in pace, tranquillo, credo voglia farsi una famiglia, di sicuro l’oblio. Il clima mediatico è cambiato, gli fa piacere non essere additato come prima, ma la pressione è fuori controllo, quindi è tornato a mettere spesso il cappellino".

Ieri il 42enne ha rilasciato delle brevi dichiarazioni a "Mattino Cinque", ma non sembra intenzionato a parlare ulteriormente, Non esistono comunque divieti a riguardo, come ci tiene a precisare la legale, resta questa l’impostazione, condivisa con entrambi gli avvocati.

Impossibile non fare riferimento però anche alla famiglia Poggi, che continua a essere certa della sua colpevolezza: "La loro posizione è cambiata dopo il fermo, un poteva essere opportuno in quel momento, la situazione è rimasta la stessa nemmeno dopo le assoluzioni. Io preferisco andare in punta di piedi su questo, penso che nessuno di noi, se non chi ha subito quello che hanno subito loro, possa capire. Il mio non è un rispetto di facciata, è un rispetto profondo per il loro dolore",

Infante chiede poi all’avvocato quanto Chiara sia presente nei pensieri di Alberto e della mamma: "Chiara in casa Stasi è ovunque, non ci sono solo rose, ma vasetti con mazzi di fiori. Lo trovo coerente conoscendo la mamma di Alberto, non ha mai provato rancore verso la famiglia Poggi, ho sempre sentito parlare di Chiara solo benissimo da lei, l’esito processuale di suo figlio non l’ha spostata di un millimetro. Chiaramente ha sofferto per alcune posizioni, non le comprende".


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