Garlasco in Tv, i 21 indizi della Procura contro Sempio: "Rinvio a giudizio quasi certo". La previsione di Milo Infante sul DNA
A Verità Nascoste - Il Diario spazio giovedì 27 agosto 2026 spazio al caso Garlasco e a quello che la Procura ha raccolto contro Sempio, ritenuto l'omicida di Chiara Poggi

"Verità Nascoste – Il Diario", il nuovo programma Mediaset di Milo Infante torna a occuparsi del caso Garlasco, con la consueta attenzione all’andamento dell’attuale indagine, che vede accusato dell’omicidio di Chiara Poggi Andrea Sempio. A breve il 38enne conoscerà il suo destino, entro il 28 settembre, infatti, la Procura di Pavia dovrà decidere se rinviarlo o meno a giudizio.
Garlasco, Verità Nascoste – Il Diario puntata 27 agosto 2026: cosa è successo
Si parre con un collegamento con la Procura di Milano per fare il punto della situazione in merito ai 21 indizi che compongono il quadro accusatorio che il pm Napoleone ha individuato contro Andrea Sempio. "Sono ventuno gli indizi ricondotti dalla Procura di Pavia ad Andrea Sempio, la richiesta di rinvio a giudizio appare quasi certa, i magistrati sono infatti convinti che lui sia l’unico responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi. Sono giorni complicati per lui, abbiamo sentito l’avvocato Taccia, che ci ha confermato che lunedì lui perderà il suo lavoro nel negozio di telefonia, è stato formalmente licenziato insieme ad altri suoi colleghi. Si aspettava di essere richiamato dalla nuova gestione, ma così non è stato, da quanto è emerso il nuovo proprietario ha chiamato altre persone, per il momento lui risulterà disoccupato dal nuovo mese".
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Entra nel canale WhatsAppIn collegamento è presente Marina Baldi, genetista del team Sempio, Milo Infante vuole subito sapere da lei quale sia, a suo dire, l’errore più clamoroso commesso dalla Procura: "A nostro parere l’insieme degli indizi ha dato un’opinione a tunnel, sono stati tutti visti in modo tale da avere la versione della colpevolezza di Andrea confermata. Secondo noi nessuno di questi è significativo, speriamo di riuscire a dimostrarlo con facilità se ci dovesse essere un processo".
Infante la incalza, sottolineando come lo scontro sulla prova scientifica che potrebbe esserci in dibattimento sia l’aspetto che fa più paura, visto che smontare una testimonianza potrebbe essere più facile, magari per un ricordo confuso: "Per me il profilo del DNA trovato sotto le unghie è parziale, non consolidato, ma i numeri corrispondono in parte a quelli di Andrea Sempio nella sua linea paterna, è come avere un numero di telefono con alcuni numeri uguali. Si deve distinguere però un dato scientifico e la sua utilizzabilità in dibattimento, qui i dati tecnici devono avere alcuni requisiti, questi non ci sono. Se non ci fossero queste criticità le discussioni non ci sarebbero".
Il giornalista evidenzia un dettaglio, i numeri presenti non corrispondono a quelli di Alberto Stasi, mentre in passato questo non era stato escluso: "Lui non è stato condannato per il DNA – rimarca la Baldi –. Non c’è stato un contatto diretto". Il conduttore obietta, c’è stata una colluttazione secondo la dottoressa Cattaneo. Su questo interviene anche Antonio De Rensis, che immagina che la genetista non avrebbe mai indicato di non poter escludere il suo assistito tra i possibili appartenenti al DNA: "Certo, io l’ho detto tante volte, lui è stato forse azzardato, ma ha evitato di valutare sul piano biostatistico quei dati perché riteneva non fossero utilizzabili in dibattimento. Tanto è vero che il quesito usato dalla Albani è stato specifico su questo".
Infante non si trattiene, sottolineando come questo dimostri quanto sia stato sfortunato Stasi, ma a questo la Baldi obietta: "Non le dico come è sfortunato Andrea Sempio". Il conduttore va avanti: "Sono entrambi sfortunati. Una costante che va sempre contro Stasi". Il riferimento è ai tantissimi errori commessi in passato, dall’alibi cancellato allo spostamento dell’orario della morte, dalle mancate verifiche sulla bicicletta (una testimone sosteneva fosse diversa dalla sua) al movente mai del tutto rintracciato. Nonostante ci fossero elementi che sembravano non quadrare, si è fatto il possibile per sostenere la sua colpevolezza.
A quel punto il legale interviene rimarcando la differenza tra i due: "Uno però ha fatto undici anni di galera", Baldi continua: "Stasi è condannato, c’è una sentenza, lui non è neanche condannato e lo stanno considerando colpevole". Il legale ci tiene a fare una precisazione: "Nell’incidente probatorio sul DNA la dottoressa Albani, perito della Procura, non ha mai parlato di DNA degradato, questo è un fatto".
