Garlasco in TV, caos alla vigilia dell'incidente probatorio: la testimonianza bloccata, la perizia e il giallo del movente

A ridosso dell’udienza sull’incidente probatorio, il caso Garlasco continua a lasciare dubbi tra nuove analisi scientifiche e ipotesi investigative coperte dal riserbo.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Mancano pochi giorni a un nuovo appuntamento giudiziario sul delitto di Chiara Poggi, forse uno dei più importanti. Il 18 dicembre è alle porte, e rappresenta comunque un passaggio delicato, utile a capire se l’indagine su Andrea Sempio stia imboccando una strada più definita o se tutto rischi di restare sospeso tra ipotesi e dubbi irrisolti.

Garlasco: la perizia genetica al centro dell’udienza

Il cuore dell’udienza sarà la perizia depositata dalla genetista super partes Denise Albani sul Dna maschile rinvenuto sulle unghie di Chiara Poggi. Un elemento che ha riacceso l’attenzione sull’inchiesta e che mostrerebbe una compatibilità con la linea paterna della famiglia di Andrea Sempio, oggi indagato per omicidio in concorso. Si tratta però di un dato che, da solo, non basta a costruire una prova piena. Infatti la difesa punterà sul fatto che quel materiale genetico non consente certezze assolute. Il Dna sarebbe riconducibile a più persone e non è possibile stabilire se sia stato depositato attraverso un contatto diretto o mediato, né quando ciò sia avvenuto. Resta poi un nodo fondamentale, quello della posizione del reperto rispetto alle unghie della vittima. Senza sapere se il Dna fosse sopra o sotto, diventa impossibile capire se Chiara abbia tentato di difendersi, e questo rende la valutazione della perizia ancora più complessa.

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Cosa può accadere dopo il 18 dicembre

L’udienza servirà soprattutto a un confronto tecnico. I periti illustreranno metodi e risultati, mentre le parti porranno domande e chiederanno chiarimenti. Da questo passaggio potranno aprirsi scenari diversi. Se la Procura dovesse ritenere che la traccia genetica non regga e che manchino riscontri investigativi solidi, potrebbe valutare una richiesta di archiviazione. In caso contrario, se il quadro indiziario complessivo venisse considerato coerente, nei mesi successivi potrebbe arrivare una richiesta di rinvio a giudizio. Non è escluso, inoltre, che l’incidente probatorio venga esteso ad altri reperti, come l’impronta 33 individuata nella villetta di via Pascoli e attribuita a Sempio.

Il movente come il vero punto oscuro

Accanto agli aspetti scientifici, resta centrale il tema del movente. La Procura di Pavia sostiene di averne individuato uno, ma i dettagli sono coperti dal segreto investigativo. Secondo gli inquirenti, il rapporto tra Andrea Sempio e Chiara Poggi non sarebbe stato limitato a una conoscenza occasionale, come sostenuto dall’indagato, che ha sempre parlato di incontri legati esclusivamente all’amicizia con il fratello minore della vittima. È proprio su questo terreno che si gioca una parte importante dell’inchiesta, perché chiarire la natura di quel legame potrebbe dare un senso diverso a molti elementi raccolti negli anni.

Testimonianze che potrebbero ribaltare tutto

Nel caso ha trovato spazio anche la vicenda della testimonianza che avrebbe dovuto essere raccontata a Le Iene e che è stata bloccata su richiesta degli inquirenti. Si tratterebbe di una donna ritenuta attendibile, in grado di fornire informazioni rilevanti su una persona vista in un luogo diverso rispetto a quanto dichiarato all’epoca. Un dettaglio che potrebbe mettere in crisi un alibi, ma che, almeno per ora, resta fuori dal dibattito giudiziario ufficiale.


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