Garlasco in Tv, l’ultima chiamata di Stasi e la bordata di De Rensis sul DNA
A Far West nella puntata di venerdì 28 novembre 2025 era presente il legale di Alberto Stasi, questa è stata l'occasione per fare una rivelazione su un gesto del suo assistito che può cambiare la visione dei fatti che alcuni hanno ancora

In Tv si continua ormai costantemente a parlare dell’andamento delle nuove indagini sul delitto di Garlasco, a maggior ragione dopo le indiscrezioni che sono state diffuse in merito alla perizia effettuata da Denise Albani sul DNA trovato sulle unghie di Chiara Poggi. Questo non poteva che essere oggetto di discussione nella puntata di "Far West" in onda venerdì 28 novembre 2025, dove è intervenuto Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, attualmente in carcere per omicidio (era il fidanzato di Chiara Poggi, oltre a essere stato colui che ha ritrovato il cadavere) pur essendosi già dichiarato innocente.
La perita ritiene infatti che quel materiale appartenga alla linea paterna di Andrea Sempio, amico del fratello della vittima ma unico tra i suoi familiari a essere entrato nella casa dove è avvenuto l’omicidio, cosa che non può che lasciare pochi dubbi sulla sua attribuzione. L’avvocato di quello che è oggi l’unico condannato è sempre piuttosto cauto nelle sue osservazioni, questa volta si è però spinto oltre, con parole che non lasciano spazio a interpretazioni.
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Entra nel canale WhatsAppGarlasco e il DNA di Sempio: l’opinione di De Rensis
Pur non avendo alcun assistito coinvolto nella nuova indagine per il delitto di Garlasco, Antonio De Rensis non può che essere spettatore interessato, attento a quello che sta facendo la Procura, convinta che Andrea Sempio sia effettivamente coinvolto nell’omicidio. L’avvocato ha sempre creduto nell’innocenza del suo cliente, manifestata sin da quando sono emersi i primi sospetti su di lui, anche se questo non gli ha impedito di subire la condanna, che sta ancora scontando.
Una svolta importante è arrivata nelle ultime ore grazie al lavoro della genetista Denise Albani, che ha rivelato una compatibilità tra quello presente sulle unghie della vittima e quello dell’indagato. Almeno su questo il legale preferisce essere cauto, nonostante possa essere un punto che potrà giocare a suo favore non appena saranno concluse le indagini. "Noi crediamo che la linea paterna possa essere comprovata, poi ovviamente bisognerà capire come è finito lì questo DNA. Quando si parla di telecomandi, telefoni, starnuti sul pavimento, bisogna ricordare sempre che parliamo sempre di due dita di due mani diverse" – ha detto il legale nella puntata di ieri, venerdì 28 novembre 2025 a "Far West".
Salvo Sottile ha fatto presente l’intento della difesa di Sempio, impegnata a dimostrare che quel materiale genetico possa essere addebitato al contatto con un oggetto che sia Andrea sia Chiara possano avere toccato. Non a caso, il tema difensivo ha fatto una riunione con il proprio assistito invitandolo a fare mente locale su quello che lui avrebbe toccato quando frequentava assiduamente la casa. A detta di De Rensis, però, sono in arrivo novità importanti, che potrebbero rendere più chiaro cosa è accaduto il 13 agosto 2007 nell’ormai nota villetta di via Pascoli: "Io confido molto in queste indagini, le osserviamo con prudenza e rispetto. Rispettiamo le argomentazioni delle altre parti, poi vediamo cosa accade e soprattutto se vi saranno altri elementi dall’indagine tradizionale".
Una novità che può riscrivere il delitto
L’avvocato non può evitare di fare notare come ora si cerchi di trovare giustificazioni, anche poco plausibili sul DNA presente sulle unghie di Chiara, mentre non si è fatto lo stesso quando nel mirino degli inquirenti c’era Alberto Stasi. Sospettare del fidanzato può spesso essere la pista più "comoda", difficilmente, a suo dire, ci sarebbe stato lo stesso metro di giudizio se il materiale genetico fosse stato attribuito a lui.
"Cosa si sarebbe detto 18 anni fa mentre veniva esaminata telefonata al 118, il colore degli occhi di Alberto, se si fossero trovati questi dati, cosa avremmo sentito da parte di qualcuno. Le argomentazioni che sentiamo oggi ci sarebbero state? Credo di no – ha detto ancora il legale -. Credo che si sarebbe messa una bella pietra tombale e tutti a casa, p purtroppo tutti quanti in carcere".
Questa è l’occasione anche per mettere in evidenza un dettaglio relativo alle ultime ore di vita di Chiara Poggi e al rapporto con il fidanzato. Sostenere che ci sia stata una lite la sera precedente che ha poi fatto da movente all’omicidio appare quantomeno azzardato se osserviamo quello che è accaduto tra loro: " Noi abbiamo dato fatto inconfutabile, il pomeriggio Alberto manda un messaggio a Chiara in cui le dice: ‘Amore, porta delle riviste sennò ti annoi, ti voglio bene’. Quindi immagino che la povera Chiara sia arrivata da Alberto mentre stava studiando, poi sono andati a prendere la pizza e a casa, si saranno evidentemente dati un bacino o una stretta di mano, come normale tra due fidanzati". Il riferimento, nemmeno troppo velato, è a come avrebbe potuto essere più naturale trovare il DNA del ragazzo piuttosto che quello di uno che lei non conosceva (secondo la versione di Sempio) e che non era in quella casa da almeno dieci giorni.
A breve ne sapremo certamente di più, il 18 dicembre scade l’incidente probatorio attualmente in corso, il rinvio a giudizio dell’indagato appare quasi certo, ma altri colpi di scena non sono esclusi.
