Garlasco in TV, le parole di Federica Sciarelli sul caso Poggi fanno discutere: "Non è sano pensare solo ad omicidi"
La conduttrice di Chi l'ha visto? racconta il suo rapporto con il pubblico interessato al suo lavoro, e il peso di un impegno che l'affianca anche fuori onda.

Il caso Garlasco è tornato al centro delle cronache dopo anni, e come spesso accade, l’attenzione del pubblico si è riaccesa in fretta. Un delitto che ha segnato la memoria collettiva e che continua a far discutere. In mezzo a questo rinnovato interesse, Federica Sciarelli, volto storico di Chi l’ha visto? su Rai 3, ha condiviso alcune riflessioni che raccontano molto non solo del suo rapporto con la cronaca, ma anche del legame che si è creato con chi la segue da casa.
L’opinione di Federica Sciarelli sul caso Garlasco
Sciarelli ha spiegato, intervistata da 7, il settimanale del Corriere della Sera, come la vicinanza delle persone sia ormai parte della sua vita quotidiana. Parlando in particolare dell’omicidio di Chiara Poggi, che desta tanto interesse nel pubblico da finire per importunarla, spiega: "Persino quando porto giù il cane mi chiedono cosa ne penso. È importante, ma non è sano pensare solo agli omicidi". Un modo semplice e diretto per far capire quanto il pubblico la identifichi con la trasmissione e con i casi di cronaca che da anni porta alla luce. Insomma, sembra che effettivamente il caso Garlasco sia un argomento estremamente richiesto dal pubblico, tanto da chiedere aggiornamenti a riguardo alla stessa conduttrice, quando la incontrano per strada.
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Entra nel canale WhatsAppVent’anni al timone: oltre le telecamere
Ripercorrendo i vent’anni di conduzione, la giornalista ha raccontato di aver spesso sentito sulle proprie spalle il peso delle storie che ha seguito. "Mi arrabbiavo quando sentivo dire: se scompaio non mi cercate. Io assorbo il dolore dei famigliari e lo trasformo in ostinazione". La sua forza sembra nascere proprio da questo, dal farsi carico della sofferenza di chi cerca verità e risposte.
Il lavoro però non si ferma mai al solo studio televisivo. Parlando di vicende come quella legata a Villa Pamphili, Sciarelli ha ricordato: "La madre di Anastasia era convinta che la figlia vivesse con un americano ricco, invece erano in strada. Siamo riusciti ad aiutare i genitori a venire in Italia. Ma poi abbiamo scoperto la tragica fine di Anastasia e Andromeda". Parole che fanno capire come il programma non sia solo un format televisivo, ma un impegno che continua senza sosta, anche d’estate: "Se uno scompare in estate non deve essere disgraziato due volte".
Un ruolo nato quasi per caso
Da inviata politica a punto di riferimento per la cronaca nera, Sciarelli ha ammesso che all’inizio non immaginava una carriera così lunga nel programma. "Accettai pensando di restarci un anno o due. Poi ho capito che potevo aiutare di più. È bello prendere lo stipendio per dare una mano agli altri". Oggi in redazione la chiamano "il capitano", segno di una leadership conquistata sul campo e riconosciuta da chi lavora al suo fianco. Le parole di Federica Sciarelli mostrano il lato umano di un mestiere complesso, dimostrando anche la risonanza importante nella vita di tante persone, per casi come quello di Garlasco.
