Garlasco in TV, il motivo dello scoop ‘congelato’ delle Iene: c’entra una donna e il retroscena sull’autore

Il servizio annunciato, mai trasmesso e rimasto in sospeso de Le Iene: cosa sta succedendo davvero dietro la scelta di aspettare sul caso Garlasco.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Erano passate alcune settimane dal servizio annunciato a Le Iene, dato per imminente e poi improvvisamente scomparso dai palinsesti, e a distanza di quasi un mese, non si hanno ancora notizie. Una situazione che ha alimentato curiosità e sospetti, ma che in realtà affonda le sue ragioni in una scelta molto più semplice e, allo stesso tempo, delicata. Ecco cosa sappiamo.

Il caso Garlasco: un’attesa che fa rumore

Il servizio sul delitto di Chiara Poggi era pronto. Il lavoro giornalistico era stato fatto e le verifiche portate avanti. Poi, però, è arrivato lo stop. Non per paura come molti hanno supposto, ma come anticipa MowMag, per una pausa necessaria. A chiedere di attendere sono stati sia l’ufficio legale Mediaset sia chi sta ancora indagando sul caso. Le Iene hanno scelto di adeguarsi, evitando di forzare una messa in onda che avrebbe potuto interferire con accertamenti in corso.

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Le Iene: il lavoro dietro le quinte

Al centro di questo servizio c’è il lavoro di Alessandro De Giuseppe, che sul caso Garlasco ha investito tempo, verifiche e responsabilità. Nonostante il prevedibili dispiacere, il volto del programma aveva accettato la decisione nel rispetto di Chiara Poggi e di una storia che da diciotto anni attende risposte definitive. È stato lui stesso, insieme alla redazione, a chiarire che non esistono pressioni esterne o timori nascosti. La richiesta è stata chiara e diretta: aspettare prima di mandare tutto in onda.

La testimonianza mai vista prima

Il cuore del servizio riguarda una nuova testimonianza diretta, diversa da quelle emerse in passato. Si tratta di una persona ancora in vita, ritenuta lucida e attendibile, che ha raccontato ciò che ha visto e vissuto. Questa donna avrebbe visto, il giorno dell’omicidio, una persona di Garlasco conosciuta anche da Chiara Poggi in un luogo che non coincide con quanto dichiarato all’epoca e con la ricostruzione finora nota agli inquirenti. Questo non significa che Le Iene abbiano trovato il colpevole né che il servizio contenga una verità definitiva. L’informazione raccolta potrebbe però aiutare a fare chiarezza, soprattutto su chi ha detto il vero, chi ha mentito e chi ha fornito versioni in contrasto tra loro. Proprio per questo si è scelto di non andare in onda subito. Esporre pubblicamente un elemento ancora al vaglio avrebbe potuto travolgere persone e indagini prima di aver completato tutte le verifiche necessarie.

A rendere inevitabile questa prudenza c’è anche un precedente giudiziario che riguarda proprio il caso Garlasco. Nel 2022, il tribunale di Milano ha condannato per diffamazione aggravata l’autore Riccardo Vincenzo Festinese e Alessandro De Giuseppe per un servizio andato in onda su Le Iene, legato all’intervista ad Alberto Stasi. Secondo i giudici, erano state rilanciate dichiarazioni poi ritrattate e considerate inattendibili, con una condanna al pagamento di una multa e di un risarcimento. Un episodio che ha lasciato il segno, costringendo a maggior attenzione.


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