Garlasco in TV, il duro attacco del genetista Linarello al consulente dei Poggi: "State cercando di reincastrare Stasi"

Tra dati oggettivi, interpretazioni e accuse di strumentalizzazione, la discussione a Mattino Cinque si accende e costringe la conduttrice a intervenire.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

La puntata di stamattina di Mattino Cinque si è trasformata rapidamente in un confronto serrato tra posizioni contrapposte che hanno animato lo studio e reso il dibattito particolarmente teso. Al centro della discussione, le consulenze legate alla famiglia Poggi e il punto di vista del consulente Dario Redaelli, chiamato a spiegare e difendere il lavoro svolto, tra osservazioni tecniche, interpretazioni e critiche arrivate dagli altri ospiti.

Garlasco, il punto di vista di Dario Redaelli e l’intervento della conduttrice

Nel corso della trasmissione, Dario Redaelli, consulente della famiglia Poggi, ha illustrato il proprio parere sulle consulenze rilasciate, soffermandosi su diversi aspetti delle indagini svolte. Il suo intervento si è basato, secondo quanto da lui stesso chiarito, su una partenza da dati oggettivi, dai quali poi sviluppare ricostruzioni più ampie. Un approccio che però non ha convinto del tutto lo studio e che ha immediatamente acceso il confronto.

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Dopo le osservazioni di Redaelli, è intervenuta la conduttrice Federica Panicucci, che ha voluto sottolineare una possibile ambiguità nel metodo utilizzato: "Lei giustamente dice ‘Io mi baso su dati oggettivi’, ma a me sembra che ci siano qui anche molte interpretazioni personali che non si basano del tutto su dati oggettivi forse no?". Una riflessione che ha spinto il consulente a precisare pacatamente che il suo lavoro parte da elementi concreti per poi andare oltre.

Mattino Cinque: il confronto con gli ospiti in studio

La discussione si è ulteriormente accesa quando sono intervenuti gli altri ospiti. Tra questi, il genetista Pasquale Linarello ha espresso una posizione molto critica, mettendo in dubbio l’impostazione stessa del lavoro presentato: "Voi dovrete farei i conti con una bpa di 300 pagine, la mia sensazione è che da quando è venuto fuori che la famosa cannuccia dell’estathe conteneva il dna di Stasi, state facendo un lavoro strumentale per riportare ancora una volta il processo su Stasi, non state cercando la verità, ma state cercando di reincastrare Stasi". Parole pesanti che hanno chiaramente spostato il confronto su un piano più acceso.

L’attacco dell’avvocato Gallo

A rincarare la dose è stato l’avvocato Gallo, intervenuto in collegamento, che ha attaccato in modo diretto e senza mezzi termini: "Quello che ha me sembra strano è perché la difesa della famiglia Poggi sia in linea con la difesa di Sempio, voi non dovete trovare elementi a carico di Stasi, state facendo a mio avviso un lavoro inutile, facendo cose inammissibili nei confronti di un soggetto che è stato condannato. Mi pare che dalla lettura della sua ricostruzione della perizia che vorreste fare, state impostando le cose sul nulla, su nessun elemento oggettivo. Ha riferito che le tracce di sangue non ci sono sotto le scarpe, perché sotto ci sarebbe degli asciugamani indossati dall’aggressore, Lei si rende conto di quello che ha detto? Si è risentito? Si vada a risentire la puntata e veda la ricostruzione che ha fatto, è poggiata sul nulla".

Il tentativo di riportare ordine di Federica Panicucci

A quel punto, con il dibattito ormai molto acceso, Federica Panicucci ha provato a rimettere un po’ d’ordine, ricordando il contesto dell’intervento: "Avvocato Gallo, il dottore Redaelli ha raccontato una sua versione". Una precisazione che però non ha spento le polemiche, come dimostra la replica secca dell’avvocato: "Ma mi sembra un lavoro inutile".


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