Garlasco in tv: la criminologa smonta la pista delle sevizie e lo sfogo durissimo di Don Gregorio Vitali

Nuove dichiarazioni in televisione alimentano il dibattito sul caso Garlasco: tra perizie tecniche e prese di posizione personali, si infiammano le teorie.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Il delitto di Garlasco continua a far discutere a distanza di quasi due decenni, con nuovi elementi che riaprono il confronto sulle dinamiche dell’omicidio di Chiara Poggi. Nelle ultime ore sono arrivate due voci significative: quella della criminologa Flaminia Bolzan, che ha analizzato nel dettaglio le ferite riscontrate sul corpo della vittima, e quella di don Gregorio Vitali, chiamato in causa da alcune ricostruzioni legate a piste parallele dell’inchiesta.

Filorosso: l’analisi della criminologa sulla nuova pista sul caso Garlasco

Ospite della trasmissione Filorosso su Rai 2, Bolzan ha preso posizione su uno degli aspetti più controversi: i tagli rilevati sulle palpebre della giovane. Ha escluso con decisione la teoria secondo cui si sarebbe trattato di sevizie, affermando: "Non credo alla tortura. Sicuramente è un mezzo lesivo diverso rispetto alle altre, è molto più superficiale, ma non credo siano sevizie". Secondo la sua valutazione, quelle ferite, pur essendo differenti da quelle che hanno provocato la morte, potrebbero essere state inflitte dalla stessa persona, forse con un’arma differente.

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Il confronto della Bolzan con le altre ipotesi

La posizione di Bolzan si scontra con altre ricostruzioni che avevano alimentato il sospetto di un atto di crudeltà volontaria. In passato, l’ex funzionario di polizia Gianluca Spina aveva ipotizzato una tortura, mentre il medico legale Luisa Regimenti aveva parlato di "un’esecuzione brutale", sottolineando la precisione dei due tagli come indizio di un segreto che la vittima avrebbe potuto rivelare. Tuttavia, anche l’ex comandante dei Ris di Parma, Luciano Garofano, aveva escluso la pista della sevizia, spiegando che la lesione poteva essere compatibile con un unico strumento, come un martello utilizzato di taglio.

L’intervento di Don Gregorio Vitali

Parallelamente, il settimanale Giallo ha raccolto le prime parole di don Gregorio Vitali dopo la riapertura delle indagini. Il sacerdote ha voluto respingere ogni associazione tra il suo nome e scandali o abusi sessuali, affermando che l’intera vicenda è stata fonte di grande sofferenza personale. Secondo alcune teorie infatti, l’omicidio di Chiara sarebbe potuto essere il risultato di un’esecuzione criminale, derivante dal fatto che la ragazza avrebbe scoperto alcune verità scomode sul Santuario della Madonna della Bozzola, legato appunto al Don Gregorio. In risposta, Vitali ha citato i Salmi: "Dio fammi giustizia, difendi la mia causa contro la gente spietata", e ha aggiunto: "Invoco su chi parla di me la giustizia divina".

La pista del sicario

Tra le ipotesi alternative, l’avvocato Massimo Lovati, che difende Andrea Sempio, ha rilanciato l’idea di un omicidio su commissione, sostenendo che Alberto Stasi, condannato in via definitiva nel 2015, sarebbe innocente e che la sua versione dei fatti sarebbe stata frutto di minacce. Secondo questa ricostruzione, Chiara Poggi sarebbe stata eliminata da un professionista incaricato di mettere a tacere una testimone scomoda.


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