Garlasco in TV, Bruzzone incalza sul DNA: "Chi continua a spacciare fandonie", poi l'assist della Lucarelli contro Panicucci
Un’analisi schietta che rimette tutto in discussione e mostra la crisi della narrazione pubblica, con le osservazioni di Bruzzone e Lucarelli.

Continua a parlarsi insistentemente sul caso Garlasco, che è tornato ancora al centro del dibattito, complice un intervento molto netto di Roberta Bruzzone rilanciato poi da Selvaggia Lucarelli, che ha riportato l’attenzione su uno degli elementi più citati e più fraintesi della storia giudiziaria: il DNA sotto le unghie di Chiara.
La posizione della Bruzzone sul caso Garlasco
Nel suo post la Bruzzone non usa giri di parole e va dritta al punto, spiegando che nell’elaborato peritale c’è un passaggio che, secondo lei, dovrebbe chiudere definitivamente la questione legata al cosiddetto DNA subungueale. Scrive infatti che quel DNA "non esiste nemmeno" e chiarisce che i dati parlano di un aplotipo misto e parziale, ottenuto in una singola replica e non consolidato. Una condizione che, precisa, non permette di stabilire se il materiale arrivi davvero da sotto le unghie della vittima né di definirne origine, modo di deposizione o momento in cui sarebbe stato lasciato. Il risultato, sottolinea, non è completo, non è consolidato e non può essere attribuito con sicurezza a una singola fonte. Secondo la criminologa la conclusione è inevitabile: "Quel DNA non dice nulla. Zero. Nada. Ed è ESATTAMENTE il contrario di ciò che per anni qualcuno ha provato a far credere. Ora, interpretare questi esiti, chiari, tecnicamente ineccepibili, scientificamente demolitori, come se avessero mai certificato la presenza del "DNA subungueale di Sempio sotto le unghie di Chiara Poggi" non è solo falsità. È mala fede profonda. È la dimostrazione plastica di chi usa la scienza solo quando torna comoda, e quando non torna comoda la piega come un elastico. La scienza non si addomestica, punto. Gli scienziati non sono al servizio delle narrazioni, punto. E dopo anni di mistificazioni, manipolazioni e racconti tossici… le scuse non basteranno".
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppLe osservazioni di Selvaggia Lucarelli
Anche Selvaggia Lucarelli, riprendendo il post della Bruzzone, si concentra sulla distanza evidente tra ciò che emerge dalla perizia e il modo in cui viene comunicato. Condivide infatti un titolo di giornale che parla di compatibilità forte e moderata tra il DNA Y e le tracce trovate sulle unghie della vittima e commenta dicendo che: "Il vero riassunto di quella perizia è che non c’è alcuna certezza". In un altro passaggio osserva che il documento è chiaro anche per i non esperti, soprattutto quando afferma che non si può nemmeno stabilire se quel DNA fosse realmente sotto le unghie. A questo aggiunge che non esiste uno studio che confronti quei risultati con un campione più ampio di popolazione locale, un dettaglio che rende il quadro ancora più fragile. Mostrando alcuni commenti in cui si sostiene che Rita Cavallaro e Federica Panicucci abbiano parlato del DNA come se appartenesse a Sempio, Lucarelli ironizza dicendo che si sta assistendo al solito show. Poi risponde a chi le scrive sostenendo che se non ci sono prove forti contro Sempio allora bisognerebbe mettere in discussione anche quelle contro Stasi. La sua replica è secca e non lascia margini: "Non si può tentare di fare uscire un presunto innocente inventandosi un altro colpevole" e, aggiunge, ciò che si sta facendo oggi con Sempio somiglia molto a ciò che secondo alcuni sarebbe stato fatto ai danni di Stasi.