Garlasco in Tv, scoop del Tg1: “Quattro nuove consulenze contro Sempio”. La svolta della Procura (in anticipo) e la sua reazione

La Procura non si ferma, come rivelato dal Tg1 starebbero per essere depositati quattro lavori che renderebbero ancora più pesante la posizione di Andrea Sempio

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Il mese di agosto tende a essere associato alle vacanze e al riposo, ma le intenzioni della Procura di Pavia, impegnata nell’inchiesta sul delitto di Garlasco, sembrano essere di ben altro avviso. Gli inquirenti, infatti, stanno operando in maniera instancabile, per questo a breve dovrebbero essere rese note altre quattro consulenze che potrebbero aggravare la posizione di Andrea Sempio, ritenuto l’assassino di Chiara Poggi.

Garlasco, la rivelazione del Tg1: la nuova mossa della Procura contro Sempio

La Procura di Pavia non ha dubbi: a uccidere Chiara Poggi il 13 agosto 2007 nella sua villetta di Garlasco è stato Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. Gran parte del quadro accusatorio è già stato spiegato nell’informativa diffusa qualche settimana fa, a cui ha poi risposto la difesa con una serie di consulenze volte a dimostrare l’innocenza dell’indagato.

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Questo però non ha certamente intimorito la Procura, pronta a un’altra mossa determinante, anche se inaspettata. Come rivelato dal Tg1, infatti, stanno per essere depositate quattro nuove consulenze contro il 38enne, con cui si vorrà dimostrare in maniera ancora più inequivocabile quello che sarebbe avvenuto in via Pascoli quella mattina. Il conto alla rovescia è già partito, secondo alcune indiscrezioni, infatti, tutto dovrebbe essere concluso già entro la fine di questo mese di agosto.

Queste confermerebbero gli esiti degli accertamenti già eseguiti, così da respingere le contestazioni della difesa. Gli inquirenti puntano in questo modo a ridurre la possibilità d eventuali contestazioni, così da accelerare la strada che può portare al rinvio a giudizio, mossa che appare ormai quasi scontata.

La prima consulenza è quella effettuata dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, a cui era stato chiesto un supplemento di lavoro per confermare la compatibilità tra il piede di Sempio e l’impronta di scarpa trovata sulla scena del crimine. Gli inquirenti ritengono possa appartenere all’indagato, nonostante sia andato incontro a notevoli cambiamenti fisici, soprattutto a livello di peso, nei quasi vent’anni trascorsi dall’omicidio. La seconda riguarda le impronte delle scarpe, a cui hanno lavorato i consulenti Iuliano e Caprioli, i due si sono concentrati sull’ormai nota presenza dell’impronta a pallini, visto che c’erano state alcune verifiche che avevano messo in discussione l’attribuzione alla scarpa Frau numero 42, di cui si era iniziato a parlare già nel 2007. Quell’elemento si era rivelato decisivo per la condanna di Alberto Stasi, nonostante lui avesse negato di avere scarpe estive di quella marca.

A questo si aggiunge una novità dell’ultimo periodo, la consulenza psichiatrica affidata al professor Roberto Catanesi, che ha il compito di valutare la sua personalità e la sua eventuale pericolosità sociale, a cui deve però arrivare senza poter parlare con il diretto interessato. La difesa ha però depositato una sua valutazione, così da contestare il quadro del sospettato stilato dagli esperti del RACIS.

Si chiude poi con un elemento che è ritenuto cruciale dagli inquirenti, il DNA presente sulle unghie di Chiara Poggi, che il professor Previderè, consulente della Procura, ritiene inequivocabilmente riconducibile alla linea paterna di Sempio. Quest’ultimo ha sempre sostenuto la sua innocenza e continua a ribadirla.

Il tempo però stringe, entro il 28 settembre la Procura dovrà chiudere formalmente le indagini preliminari, da lì si arriverà in maniera quasi certa al rinvio a giudizio. Questo potrebbe spianare la strada alla Procura Generale di Milano, che potrebbe chiedere in autonomia la revisione per Alberto Stasi, dopo avere valutato la mole di documenti portata dal Procuratore Capo Fabio Napoleone, che si sta occupando dell’inchiesta. Se la domanda dovesse essere accolta, l’allora fidanzato di Chiara Poggi potrebbe essere ritenuto innocente, come lui ha sempre professato di essere (ha ottenuto da qualche settimana l’affidamento in prova ai servizi sociali).


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