Garlasco in Tv, la replica dei consulenti di Sempio alla Procura: "Indizi non dimostrano la sua presenza in casa"

Marina Baldi e Armando Palmegiani, consulenti di Andrea Sempio, hanno risposto ai microfoni del Tg1 alla Procura di Pavia che lo accusa del delitto di Garlasco

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

La Procura di Pavia lavora a ritmo incessante per arrivare a definire al meglio ll quadro accusatorio contro Andrea Sempio, ritenuto l’assassino di Chiara Poggi, uccisa nella sua casa di Garlasco il 13 agosto 2007. Proprio per questo come rivelato dal Tg1, gli inquirenti sembrano essere pronti a un colpo decisivo, il deposito di quattro consulenze che dovrebbero rendere più solidi gli indizi raccolti così da arrivare a breve al rinvio a giudizio, passo ormai scontato.

A distanza di qualche ora dalla diffusione dell’indiscrezione è arrivata però la risposta di due dei componenti del team difensivo del 38enne, che non sembrano essere troppo preoccupati.

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Garlasco, Marina Baldi e Armando Palmegiani al Tg1 replicano alla Procura

Sono ben quattro le consulenze in arrivo dalla Procura di Pavia per arrivare a dimostrare la presenza di Andrea Sempio sulla scena del crimine in cui è stata uccisa Chiara Poggi. Si va dalla consulenza psichiatrica a cui lui ha rifiutato di sottoporsi direttamente al lavoro della professoressa Cattaneo sul suo piede, ma senza dimenticare quelle relative al DNA presente sulle unghie della vittima e quella sull’impronta a pallini trovata in casa.

Secondo quanto rivelato dal Tg1, tutti i lavori effettuati confermerebbero gli esiti degli accertamenti già svolti, così da rendere quasi una formalità la richiesta di rinvio a giudizio, che potrebbe arrivare prima della chiusura ufficiale delle indagini, prevista per il 28 settembre. Il diretto interessato comunque continua a dichiarare la sua innocenza, convinto di poterla dimostrare anche in un eventuale dibattimento.

Garlasco, la teoria della difesa di Sempio su DNA e impronta del piede

A prendere la parola ora è la genetista Marina Baldi, consulente di Sempio, che ai microfoni del notiziario ha spiegato come ritenga facilmente smontabile l’accusa della Procura. "Che quel dna, per quei marcatori presenti, sia riconducibile alla linea maschile di Sempio l’ho detto dall’inizio, da prima di essere nominata consulente, e lo riconfermo – sono le sue parole, volte anche a rispondere a chi sostiene abbia cambiato idea ora che fa parte del team dell’indagato -. Si tratta però di un profilo parziale, oltre tutto credo di aver dimostrato con una sufficiente precisione scientifica che quella traccia potrebbe essere lì per contaminazione".

La difesa continua infatti a sostenere che non ci sia stato alcun contatto tra la vittima e Sempio, legato magari a un tentativo estremo della ragazza di difendersi nel corso della colluttazione, come avanzato dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo. Il materiale genetico dell’indagato si troverebbe sulle unghie semplicemente perché Chiara avrebbe toccato prima di morire un oggetto che era stato in passato toccato proprio dal ragazzo, che era solito frequentare casa per stare con il fratello della ragazza, Marco, di cui è tuttora amico.

Non si deve poi dimenticare un altro elemento ritenuto centrale nell’impianto accusatorio, l’impronta a pallini presente nella villetta di via Pascoli. Secondo gli inquirenti, questa potrebbe apprtenere a Sempio, mentre secondo il team di esperti che lo supporta non ci sarebbe alcuna compatibilità. A sostenerlo è un altro dei suoi consulenti, Armando Palmegiani: "Il piede di Andrea Sempio ha una larghezza tra 11,5 e 12 centimetri, sulla scena del crimine ci sono 25 impronte a pallini. Queste erano state analizzate dal 2007, con una larghezza che era risultata di 9.5 centimetri".

La palla passa alla Procura, che non ha intenzione di indietreggiare, certa del lavoro fatto, pensare a un finale differente per il delitto di Garlasco rispetto alla sentenza che ha condannato Alberto Stasi potrebbe non essere quindi così impossibile.


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