Garlasco in Tv, giallo intercettazioni, tutto cambia tra vecchia e nuova inchiesta. De Rensis: "Discrepanze macroscopiche"
A Storie Italiane giovedì 4 giugno 2026 spazio al caso Garlasco, con focus sulle intercettazioni oggi interpretate in modo diverso rispetto alla prima indagine a carico di Sempio

Si rinnova anche oggi, giovedì 4 giugno 2026, l’appuntamento con "Storie Italiane", che ha predisposto uno spazio ad hoc dedicato al caso Garlasco. Al centro della discussione c’è la notizia emersa ieri, l’ex pm di Pavia Mario Venditti, che si era occupato della prima indagine ai danni di Andrea Sempio archiviando velocemente la sua posizione, esce di scena. Secondo la Procura di Brescia non sarebbero emersi elementi tali da contestargli l’accusa di corruzione in atti giudiziari.
Garlasco, Storie Italiane puntata 4 giugno 2026: cosa è successo
Eleonora Daniele ci tiene a precisare un aspetto, l’ipotesi corruttiva non verrebbe più contestata all’ex pm, ma alle altre persone che si ritiene siano coinvolte, ovvero alcuni Carabinieri e i legali che seguivano all’epoca l’attuale indagato. In caso di archiviazione della posizione di Venditti, il fascicolo tornerà alla Procura di Pavia, che lo incastrerà con il resto dell’inchiesta legata al delitto di Chiara Poggi.
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Entra nel canale WhatsAppA fare il punto della situazione è l’inviata Olga Mascolo, che si trova a Garlasco: "Lo avevamo già anticipato qualche settimana fa, che Venditti non fosse responsabile per le indagini di corruzione in atti giudiziari, potrebbero però rientrare nell’inchiesta altre persone, tra cui i Carabinieri che all’epoca hanno svolto il ruolo di Polizia Giudiziaria trascrivendo intercettazioni in soli due giorni, oltre alle strane telefonate che c’erano state tra Andrea Sempio e il luogotenente Sapone prima che lui venisse interrogato. Si tratta di una strana triangolazione, perché dai tabulati si vede che Sapone fosse in contatto anche con l’avvocato di Andrea Sempio, Soldani. Ai tempi gli avvocati erano tre, oltre a lui c’erano Lovati e Grassi, anche loro potrebbero essere coinvolti perché avrebbero ricevuto a detta di chi sta svolgendo le indagini una quantità di denaro in nero (loro dicono 15 mila euro a testa) per soli due-tre mesi di lavoro. C’è un’intercettazione dello scorso novembre di Sempio, che dice che Sapone gli avrebbe telefonato per ‘proporgli della roba’, per questo gli avrebbe passato l’avvocato Soldani per metterlo in contatto. Questa intercettazione è ritenuta molto importante".
Eleonora Daniele chiede ad Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, un commento in merito a quanto sta accadendo a Venditti: "Mi congratulo se dovesse essere accertata la totale estraneità dell’ex procuratore aggiunto, accolgo con favore da garantista. L’intercettazione è da leggere, non da commentare, interessante l’ipotesi concreta, quasi certezza, che il fascicolo torni a Pavia, sono certo approfondirà aspetti che sembra stiano emergendo".
Anche Armando Palmegiani, consulente della difesa di Andrea Sempio, dice la sua: "Non credo che sugli altri pesino accuse minori, l’indagato è Andrea Sempio, noi siamo attenti osservatori, vediamo come procederà. Credo possa esserci un’evoluzione su altri soggetti". De Rensis chiede di intervenire: "Facciamo finta che parlo di me, ipotesi di laboratorio, le responsabilità sono gravi a prescindere, poi vedremo se sono vere. Se i soldi sono dati ad Antonio, Andrea, Peppino e Giuseppe, non cambia niente. Bisogna capire dove siano andati a finire i soldi, l’ipotesi che toglie il Procuratore aggiunto Venditti mi rende lieto perché sono un estimatore della magistratura, poi ci sono altri soggetti che non avevano un ruolo minore. Sapone era capo della Polizia Giudiziaria, colui che ha redatto l’informativa conclusiva, le responsabilità sono importanti, cambierebbero i soggetti". La conduttrice chiede all’avvocato se a suo dire possa emergere altro, lui tergiversa: "Complimenti per il colore della sua giacca, lo apprezzo molto. Non ho risposto solo a questa domanda".
A settembre 2025 Sapone aveva provato a sviare i sospetti: "Questi contatti frequenti con i Sempio, io non li conosco, o meglio li ho conosciuti nel contesto di quell’indagine, io non sapevo prima manco chi fossero. Al di fuori della Procura non ho mai visto Sempio. Le intercettazioni non le ho fatte io, mi sembra strano siano state omesse da Spoto. Io non le ho fatte mai perché non ero molto capace, io non controllavo". Eleonora Daniele fa riferimento a quanto detto in quell’intercettazione: "Forse Sempio lo ha detto perché sapeva di essere intercettato", Palmegiani conferma, per questo lei dice: "Se lo conferma lei, siamo tutti tranquilli".
La conduttrice osserva: "E’ molto importante quello che ha riportato Sapone, parla di quelle intercettazioni dicendo che nel 2017 non fossero state considerate, mentre nel 2025 nella nuova indagine ci sono paginate intere. Quindi ci chiediamo, è perché non erano capaci nel 2017 o c’era una corruzione? Nel 2017 si scrive incomprensibile o si indica nessuna conversazione, nel 2025 si riporta tutto della stessa intercettazione, quindi è chiaro, questa cosa va a processo, c’è poco da fare. Si parla di 9.30, un orario che ancora oggi rimane dentro le finestre temporali della morte di Chiara Poggi. Addirittura viene riportato un contenuto diverso".
Daniele chiede a De Rensis come siano possibili queste differenze: "Lei con grande abilità è tornata alla domanda di prima, ora sarà comprensibile quello che dico. Ecco perché l’estromissione dell’ex Procuratore aggiunto non è collegata alla gravità dei fatti di cui parliamo. Il signor Sapone si è autodefinito nell’interrogatorio ‘un po’ asino in tema di intercettazioni’, oltre a dire di non avere mai seguito un caso di omicidio, anzi forse uno con il pm Mazza, vi sembra normale che uno che non sa niente né di intercettazioni né di quello che viene fatto dai suoi colleghi firmi la nota conclusiva che va ai PM? Chi firma il resoconto di un’attività se non conosce niente? Devo aggiungere altro? Penso di no e spero non ci siano sofismi nel coinvolgimento non dei miei colleghi, ma anche del dottor Palemegiani che è stato un grande investigatore".
Palmegiani replica: "Potrei essere disonesto io", ma De Rensis non ci sta: "Immaginavo ci fosse una giustificazione anche a questo, me la dica così la imparo". Palmegiani replica: "Il capo ufficio non si va a sentire tutto, stiamo parlando di oltre 400 cose, si deve fidare del suo personale. Non mi vado a giustificare, che sia Sapone o un altro, ognuno avrà le sue responsabilità penali qualora vengano riconosciute, se pensiamo che un capo ufficio senta 470 blocchi è impossibile". Il legale contesta: "E’ il capo della Pg, che ha redatto l’informativa finale, in quell’ufficio non c’erano 40 addetti come nelle squadre mobili, erano 4 compreso lui". Palmegiani dice ancora: "I quattro vengono divisi tra le varie intercettazioni, noi abbiamo trascritto tutti i 470 blocchi, posso supporre che non possa farlo il capo ufficio. Uno quando firma è responsabile, lo vedrà il magistrato". L’avvocato obietta: "Una persona che passava lì per caso, quindi il capo ufficio, che non è tenuto a sapere nulla, come mai tra sabato e domenica fa 16 contatti telefonici con Sempio?". Palmegiani risponde: "Risponderà dei sedici contatti". De Rensis ribatte: "Quando finisce un’attività, chi ha lavorat va dal capo ufficio e dice: ‘Secondo noi non c’è niente, secondo noi è cosìo colà, se il capo ufficio è convinto forma, altrimenti va a vedere. Evidentemente dopo avere fatto sedici telefonate tra sabato e domenica avrà ritenuto che la relazione fatta fosse sufficiente. Eleonora Daniele ha mostrato una discrepanza nella trascrizione, che credo abbiano un significato, sono discrepanze macroscopiche".
