Garlasco in Tv, scintille tra avvocati e la 'gara a chi soffre di più'. Cataliotti: "Sempio e Stasi travolti dallo stesso fiume d'odio"

A Storie Italiane vener 19 giugno 2026 spazio al caso Garlasco e ai numerosi commenti pesanti che continuano a esserci sui social, incuranti delle conseguenze

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Ultima puntata della settimana per "Storie Italiane", in onda anche oggi, venerdì 19 giugno 2026, con uno spazio dedicato come di consueto ad approfondire le ultime novità sul caso Garlasco. Le indagini a carico di Andrea Sempio proseguono, anche se negli ultimi giorni è stata forte la preoccupazione per la mamma, ricoverata in ospedale per un tentativo di suicidio, come confermato dai legali.

Garlasco, Storie Italiane puntata 19 giugno 2026: cosa è successo

"I messaggi di odio non si sono placati, neanche di fronte a questo dramma", sono state le parole dei legali di Andrea Sempio nella giornata di ieri, dopo avere parlato della situazione di Daniela Ferrari, la mamma dell’indagato. L’inviata Olga Mascolo, presente a Garlasco nella via in cui si trova casa Sempio fa il punto della situazione: "Daniela Ferrari è ancora in ospedale, resterà ancora per qualche giorno a discrezione dei medici ma non è più in pericolo di vita. Mercoledì ha ingerito dosi massicce di calmanti, probabilmente neanche Andrea e il padre se ne erano accorti, poi lei ha ammesso di avere tentato un gesto estremo. La situazione è tesa, sia Giuseppe sia Andrea sono cauti, aspettano loro stessi che i medici diano notizie, l’impressione è che ci voglia del tempo per curare le ferite e guarire".

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A prendere posizione su quanto sta accadendo, soprattutto tramite i social, è l’avvocato Laura Sgrò: "E’ molto grave, questa cosa va fermata, una cosa è la critica, un’altra è partecipare al dibattito pubblico, una cosa è l’odio, che può portare anche ad estreme conseguenze. Questa famiglia è tartassata da mesi dai giudizi, dagli odiatori sociali, come ci si difende? Non ci si difende, la verità è questa, non esistono mezzi per difendersi da questo, la nostra legislazione è molto indietro rispetto a questo, è un argine sfondato da tantissimo tempo, gli auguri di pronta guarigione alla signora. L’augurio è di abbassare veramente i toni, se ci sarà un processo, e ancora non lo sappiamo, certamente queste non sono le condizioni migliori per poterlo affrontare".

In collegamento è presente Liborio Cataliotti, avvocato di Sempio, prima di interpellarlo Eleonora Daniele legge le dichiarazioni della collega, Angela Taccia, che ha spiegato cosa l’abbia fatta arrabbiare maggiormente in questa situazione: "Ho visto le dichiarazioni degli avvocati di Alberto Stasi, mi sembra triste che offrano solidarietà come fosse un dovere, per poi ricordare la morte di Nicola Stasi, il papà di Alberto. Non è una gara a chi soffre di più, tutti i dolori meritano rispetto". La conduttrice vuole conoscere a riguardo l’opinione del legale: "La normativa in materia è deficitaria nel sanzionare chi usa parole che possono essere pietre, possono ferire le coscienze, l’intimo di una persona, il suo equilibrio psicofisico. C’è una lacuna normativa nella regolamentazione delle diffamazioni, in specie quelle tramite i social, dove ci si trincera dietro uno pseudonimo, diventa facile lanciare giudizi infondati o comunque lesivi della dignità, della reputazione, dell’intimo sentire delle persone. Mi ricordo quando Alberto Stasi era stato arrestato, era stato travolto dallo stesso fiume d’odio, ugualmente deprecabile, invito anche chi resta convinto della fondatezza della sua condanna a fermare questo fiume d’odio, soprattutto perché la magistratura va rispettata sempre, ha ritenuto che questo ragazzo abbia quasi espiato la sua pena, rieducandosi, quindi, colpevole o innocente che sia, va rispettato perché deve reinserirsi socialmente. Per la sigora ferisce che lei come tante altre ‘comparse’ (soggetti che non hanno un ruolo processuale), sono stati travolti da fake news, maldicenze che raccontavano di storie clandestine, omosessuali, riti satanici, appartenenze a logge massoniche, rapporti con associazioni segrete, questo non è tollerabile, in modo particolare in un momento in cui la signora verrà dimessa e ha bisogno di tranquillità. Lei ha la sfortuna di avere il figlio indagato e il marito indagato, non mi sembra lei sia mai stata attinta da nessun avviso di garanzia, non è parte processuale, questo dovrebbe bastare per evitare altre cose su di lei. Spero che questo sia di monito, avrebbe potuto capitare ad altri che il tracollo psicofisico potesse portare a gesti autolesionistici, le persone coinvolte nel dibattito sono tante. Se si insulta me, che sono attrezzato, pazienza, non mi turba, l’importante è che non si tocchi la mia famiglia, con privati cittadini lo stesso esercizio non può essere praticato, le consulenze possono essere drammatiche, come in questo caso. La mia collega ha avuto attacchi sessisti, legati all’abbigliamento, è sgradevole, io sono più anziano uso toni più soft, ma fermi per denunciare questo. Resistere di fronte a illazioni e dileggio non è facilissimo".

Eleonora Daniele sottolinea: "Certe cose sono solo gossip, è vergognoso, ci sono aspetti che non dovrebbero essere nemmeno citati e che non c’entrano con il diritto di cronaca". Cataliotti precisa: "Tendenzialmente non sono gli organi di cronaca, ma i non titolati a fare informazione che fanno questo esercizio denigratorio, noi abbiamo un compito di filtro, dobbiamo veicolare messaggi sani, questi poi dal mondo di internet e dai social vengono sempre amplificati. Sforziamoci tutti, non dobbiamo avere sulla coscienza la vita di nessuno".

La conduttrice chiede a Cataliotti se si aspettasse che i commenti potessero proseguire anche il giorno dopo la diffusione della notizia, segno di "mancanza di rispetto di una sofferenza". "Non avevo la pretesa di produrre un effetto argine così forte da frenare il fenomeno, ma sono arrivati anche tanti messaggi di solidarietà anche da parte di chi non è convinto dell’innocenza di Sempio e me lo scrive, questo per me vale doppio. Il problema non deriva dall’indurre pietismo, vorrei che la donna non ritrovi lo stesso clima quando uscirà dall’ospedale. Mi aspettavo comunque che potesse esserci un gesto di questo tipo se non da parte della signora da parte di qualcun altro di altre persone indirettamente coinvolte, mi domandavo come facessero a resistere. C’è stato chi ha deciso di cambiare città, come il fratello della povera Chiara, ma poi è stato travolto anche lui, è bastata un’intervista in video per indurre odio da parte di una fetta rumorosa, che ritengo minoritaria, anche se a dir poco fastidiosa. Me lo aspettavo? Direi di sì, io confiso sia un campanello d’allarme, faccio appello al legislatore, è recente la depenalizzazione del reato di ingiuria, so che le parole hanno un peso gigantesco, non vanno sottovalutate".

La conduttrice ipotizza che i toni nei confronti della donna si siano accesi dopo avere scoperto della lettera che lei aveva inviato anni fa a Stasi in carcere, offendendo anche la mamma, questo il pensiero di Cataliotti: "La pubblicazione di quella lettera, scritta dieci anni fa. Se l’avessi vista prima secondo lei avrei mai consentito a un mio cliente o a un suo parente di spedirla. se avete imparato a conoscerm la risposta va da sé, inopportuna, ma quella è la fonte rispetto al fiume di odio che si è prodotto. E’ la sorgente di una persona esasperata, non giustificabile ma comprensibile, ma il fiume d’odio che si è scatenato è di portata grandissima, una goccia nell’oceano che ha prodotto uno tsunami"


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