Garlasco in Tv, Sempio e i soliloqui in macchina, Taccia annuncia: "PM ci danno ragione". E De Rensis trova la frase che può ribaltare l’indagine

A Storie Italiane martedì 16 giugno 2026 spazio al caso Garlasco, con Angela Taccia e Antonio De Rensis, a sostegno dei rispettivi assistiti, si attendono le mosse della Procura

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

"Storie Italiane" ha dedicato uno spazio al caso Garlasco nella puntata di martedì 16 giugno 2026, in una fase davvero importante non solo della nuova indagine, a pochi giorni dall’uscita di Alberto Stasi dal carcere dopo avere ottenuto l’affidamento in prova.

Garlasco, Storie Italiane puntata 16 giugno 2026: cosa è successo

Eleonora Daniele si rivolge subito ad Angela Taccia, legale di Andrea Sempio, presente per la prima volta in studio, per conoscere il suo punto di vista, in attesa di capire se possa esserci il rinvio a giudizio per il suo assistito. "Noi continuiamo a lavorare in modo serrato, con i consulenti, sono davvero preziosi, ci sono tante questioni tecniche da chiarire, la nostra sarà comunque una tesi di parte, come quella della Procura. Effettivamente non vediamo quasi l’ora di andare a confrontarci, ma in contraddittorio, per questo ci è risultata strana la scelta della Procura di iniziare in questo momento con una consulenza psichiatrica, speravamo di andare a chiarire in contraddittorio elementi che per noi sono dirimenti. Così potremmo davvero capire se quel 13 agosto Andrea Sempio fosse lì, per noi no. Ma c’è l’impronta 33, l’impronta delle scarpe, che sappiamo sia l’unica vera firma dell’assassino, per noi sarebbe stato importante capire prima quello. Loro inizieranno la consulenza psichiatrica, hanno nominato il professor Catanesi, un luminare, ma nel comunicato stampa, unica cosa ricevuta, sappiamo che faranno solo consulenza sulla base dei documenti, noi non riteniamo di farlo sottoporre perché è un atto di parte. Se ci fosse un giudice terzo imparziale a chiedere la consulenza psichiatrica, la cosa cambia, noi pretendiamo più garanzie difensive possibili. Prima di capire la personalità, perché non andiamo ad accertare con delle prove se Andrea Sempio fosse davvero stato sulla scena del crimine?".

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L’inviata Olga Mascolo, presente davanti a casa Poggi a Garlasco, fa il punto: "Il RACIS ha lavorato sui diari di Sempio, sono 13, mentre nell’informativa ci sono solo 152 pagine, oltre alle interviste. Lui non si è mai sottoposto a un colloquio con i PM, ma ha analizzato le tante interviste. Il RACIS sostiene che lui abbia un atteggiamento controllato nelle interviste, ma poi parlando con se stesso trova uno sfogo, secondo la Procura avrebbe fatto anche delle ammissioni nei soliloqui. Secondo loro Sempio avrebbe la tendenza a mentire, questa consulenza non può far parte tra le fonti di prova della richiesta di rinvio a giudizio, ma una consulenza psichiatrica lo può fare, avrebbe la stessa importanza di una sull’impronta 33, sulla dinamica del delitto".

Eleonora Daniele chiede all’avvocato De Rensis se sia mai stata chiesta per Stasi una consulenza psichiatrica quando era solo indagato: "Mai fatta, fatte tante analisi da esperti o presunti tali televisivi, ricordo la telefonata, ma non è stato sottoposto a nessuna consulenza di quella natura. Credo che su questa, la collega ha diritto di dire tutto quello che vuole, possono esserci diverse motivazioni, tra cui una di strategia investigativa, visto che le indagini si chiuderanno a fine settembre. Per quel poco che posso avere compreso di questa indagine e per qualche anno di professione questi sono magistrati che hanno certamente una strategia, come il Gruppo Carabinieri di Moscova, chi frequenta le aule lo sa".

La conduttrice interroga Taccia sulle continue chiacchierate di Sempio in macchina per capire se lui ne avesse mai parlato prima: "Sì, se ne era parlato gà nei primi mesi dell’indagine, io avevo detto che usava il soliloquio per digerire meglio alcuni eventi del passato, come per la morte di un amico. Lui diceva che questo lo aiutava perché non si poteva permettere una psicoterapia, aveva letto che questo potesse essere utile". Ci si sofferma sul soliloquio in cui lui aveva imitato una voce femminile: "Abbiamo depositato una memoria difensiva con una spiegazione documentando tutto, stava commentando tesi di utenti relative a un podcast, oltre a temi già trattati il mese prima. Rivedendo la videosit di Marco Poggi abbiamo notato che anche i PM sottolineano che lui stesse commentando un podcast, quindi ci stanno dando ragione".

La conduttrice mostra la parte dell’informativa relativa al soliloquio dove lui cambia voce, dove parla anche di tre chiamate e video, cosa che le fa fare un commento: "Riepiloga tutta l’accusa su Sempio, contenuta integralmente in questa intercettazione". Taccia prosegue: "Questo è però quello che ha compreso la Procura, i nostri consulenti ci stanno lavorando e sentono altre parole, se andremo a processo sappiamo che questo verrà periziato, per questo si deve essere cauti".

Anche De Rensis dice la sua: "Ci sarà un’interpretazione super partes, ma di questo viene poco sottolineata una cosa che a me ha colpito tantissimo. Noi generalmente, se io la chiamo diciamo: ‘Riusciamo a vederci o a vederti?’. Io normalmente dico la prima frase se voglio vedere lei. Io pongo una domanda, ‘riusciamo a vederti’ è un’altra cosa, magari non vuole dire nulla, ma può essere uno spunto fare valutazioni su questo. A me ha colpito il ‘riusciamo a vederti’, ammesso che sia vera la frase".


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