Garlasco in Tv, l'ex legale di Stasi: "Noi avevamo visto giusto su di lui". Ecco come sono nati i dubbi su Sempio: "Anomalie negli atti"
A Storie Italiane lunedì 15 giugno 2026 ha parlato Fabio Garda, ex legale di Stasi, felice per l'ultimo epilogo, lui era il primo ad avere dubbi su Sempio avviando un'indagine

Primo appuntamento della settimana per "Storie Italiane", in onda lunedì 15 giugno 2026, con uno spazio dedicato al caso Garlasco, a pochi giorni dalla decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha concesso ad Alberto Stasi l’affidamento in prova, permettendogli così di uscire dal carcere. L’inviata Olga Mascolo è riuscita a rintracciarlo in mattinata mentre stava andando al lavoro, ma lui ha preferito evitare di parlare con le telecamere.
Garlasco, Storie Italiane puntata 15 giugno 2026: cosa è successo
Il provvedimento emesso dal Tribunale per concedere la nuova misura ha messo in evidenza come lui non possa essere considerato del tutto un uomo libero, questo passo gli permette però di procedere con il suo reinserimento nella società, grazie anche alla sua capacità di accettare la condanna, pur dichiarandosi sempre innocente. Il suo comportamento è stato ritenuto ineccepibile, può così riassaporare la libertà, anche se non può lasciare la Lobardia ed è costretto a tornare a casa alle 23, oltre a non poter fare viaggi notturni. Non solo, ogni spostamento deve essere comunicato, oltre a non poter frequentare pregiudicati e tossicodipendenti, azioni comunque ritenute "normali" per chi è nella sua situazione.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppIl 42enne è andato comunque a vivere in una casa nei pressi di Milano, non tornerà a Garlasco.
A commentare è il giornalista Gianluca Zanella: "La strada per la verità è lunga, tortuosa, c’è sempre la paura e il rischio che a un altro innocente venga fatta la stessa cosa fatta a Stasi, che per la giustizia italiana è ancora il colpevole. I dubbi sono ormai certezza sono tantissimi, bisogna vedere se arriverà la revisione, che sarà richiesta, se arriverà il rinvio a giudizio per Andrea Sempio. Chiara Poggi finsce ai margini della narrazione, speriamo di non rendere Garlasco un cold case, sono speranzoso, anche se a distanza di tanti anni sarà difficile mettere un punto a questa vicenda, ci stanno provando".
Il giornalista Riccardo Signoretti ci tiene a fare una precisazione: "Incontro gente che mi dice ‘Stasi è libero, ce l’abbiamo fatta’, ma non è così, ha ottenuto il riconoscimento di un diritto che gli spettava, lo avrebbe ottenuto anche senza l’indagine attuale. Ora vedremo, la richiesta di revisione sarà fatta, vedremo se sarà accolta, ma penso che potremo ritrovarci con Stasi riabilitato e la seconda indagine che potrebbe non arrivare a una nuova condanna. Con la lunghissima lista di errori fatti nelle indagini iniziali oggi forse qualcuno dovrebbe chiedere scusa a Stasi, non si può arrivare a una condanna se le indagini partono con quei presupposti, fanno quasi sorridere, ma dovrebbero farci indignare".
Non manca l’occasione per riascoltare le dichiarazioni spontanee nell’appello bis fatte da Stasi, dove lui diceva: "Forse era dovere sottoporre tutti allo stesso controllo". A distanza di tempo Eleonora Daniele sottolinea che: "Queste parole fanno molto riflettere".
Interviene in collegamento Fabio Giarda, avvocato che lo aveva assistito fino alla condanna (insieme al papà), che è sempre stato convinto che il suo cliente fosse estraneo ai fatti contestati (aveva fatto anche una prima indagine privata su Sempio per verificare anomalie, che hanno poi portato la Procura a indagarlo). "Sono parole che io ricordo, le avevamo concordate insieme, toccavano molto, la chiusura sul fatto che quei giudici avessero in mano la sua vita dice tutto di questa vicenda. Il fatto che non avessero controllato ovunque noi lo avevamo evidenziato, anche se eravamo stati criticati per questo, ci avevano additato come persone che volessero cercare altrove il colpevole. In realtà, cercavamo un processo giusto nei confronti di Alberto, dire che questo potesse essere giusto quando sapevamo di un trattamento differente tra Alberto e altre possibili piste alternative non lo accettavamo".
La conduttrice vuole sapere da lui come abbia accolto la notizia della sua uscita dal carcere: "Molto positivamente, significa che ha fatto il percorso detentivo che doveva svolgere, le relazioni sono sicuramente molto positive, ma non avevo nessun dubbio. Quello cheè più mi importante, e che sono contento sia emerso, è che c’è una totale discrepanza e distanza tra l’Alberto Stasi descritto mediaticamente e l’Alberto Stasi di persona. Noi lo avevamo ben presente, lo avevamo conosciuto per otto anni, sapevamo che la sua descrizione fosse diversa da come lui è, vederlo scritto ci dà conferma di avere sempre visto giusto su di lui".
Spazio a cosa non tornasse già all’epoca a lui sulla questione Sempio già nel 2017: "Quando si è chiuso il procedimento nel dicembre 2015 siamo arrivati con una situazione che non ci permetteva di avere una visione oggettiva sugli atti, per questo abbiamo chiesto a un soggetto terzo di vautare il fascicolo. Abbiamo incaricato una società di intercettazioni, che è tornata dopo qualche mese evidenziando anomalie negli atti a carico di Sempio, in particolare lo scontrino conservato per più di un anno e le tre telefonate. Non è molto lontano da quello che è emerso oggi, le anomalie sulle vecchia intercettazioni le avevamo notate quando avevamo chiesto per tre volte al procuratore Venditti di avere copia degli audio, ma lui ce lo aveva negato. La lettura dei brogliacci evidenziava una serie di omissis e di non rilevanti che sono valutazioni soggettivi, ma volevamo che queste valutazioni potessero essere nostre. Questo ci è stato impedito, almeno finché siamo rimasti noi come difensori, non abbiamo quindi mai potuto ascoltare quegli audio, la sensazione era di qualcosa che non tornava nelle trascrizioni, evidentemente era così".
