Garlasco, spunta un video inedito di Sempio nel PC di Chiara: "Era stato aperto il giorno dopo l'omicidio"

Nuovi misteri intorno al caso di Chiara Poggi: un file dimenticato nel pc, un accesso sotto sequestro impossibile e una nuova prospettiva sull’indagine su Sempio.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Nel caso Garlasco, un video ritrovato sul computer di Chiara Poggi torna al centro dell’attenzione. Il filmato, che ritrae anche Andrea Sempio, risulta essere stato aperto il giorno successivo all’omicidio.

Il mistero del video ritrovato sul computer di Chiara Poggi

Il filmato risale al 2007 ed è stato mostrato dalla youtuber Francesca Bugamelli. Girato con un vecchio cellulare, mostra alcuni ragazzi in quella che appare come un’aula scolastica in orario serale. Tra loro c’è Andrea Sempio, riconoscibile per i capelli lunghi dell’epoca. Le immagini sono sfocate e informali. I ragazzi scherzano e giocano con una palla improvvisata ricavata dai rifiuti, spostano una cattedra e la rompono accidentalmente. Il video sarebbe stato registrato il 13 marzo 2007 e trasferito sul computer di Chiara il 20 luglio dello stesso anno.

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Caso Garlasco e il dettaglio sospetto: l’accesso al file dopo il delitto

I metadati indicano un accesso alle 16.28 del 14 agosto 2007, il giorno successivo all’omicidio di Chiara Poggi. A quell’ora, il computer si trovava sotto sequestro dei carabinieri. Questo dettaglio mostra operazioni effettuate su un reperto che avrebbe dovuto seguire protocolli rigorosi. L’ipotesi più accreditata è che il file sia stato aperto dai periti o dagli investigatori durante le verifiche, per accertare se contenesse elementi utili.

Le parole dei periti informatici e la mancata importanza del video nel processo a Stasi

A confermare l’analisi del video sono stati i periti del processo di primo grado, Alberto Porta e Daniele Occhetti, che dichiararono: "All’epoca per noi non aveva un contenuto particolare, probabilmente non abbiamo neanche riconosciuto i soggetti. I metadati sono coerenti: quel video è stato uno degli elementi che ci ha consentito di affermare nella perizia che effettivamente erano state effettuate delle operazioni sul pc di Chiara non consone e con modalità non corrette rispetto all’analisi di un reperto".

Nel procedimento originario, il video non ebbe rilevanza nell’accusa contro Alberto Stasi. Il computer era utilizzato anche dal fratello Marco e dai suoi amici per scaricare giochi e altri contenuti quando Chiara non era in casa. Il filmato fu considerato materiale privo di collegamenti diretti con il delitto.

La riapertura dell’indagine e il mistero sul file

Con la riapertura dell’inchiesta da parte della Procura di Pavia e l’iscrizione di Andrea Sempio nel registro degli indagati, anche elementi già noti vengono riletti in modo diverso. Non si attribuisce al video un valore probatorio diretto, ma si considera come parte di una sequenza di accessi, spostamenti di file e modalità operative. Per quasi due decenni, il video è rimasto archiviato, conosciuto solo da pochi addetti ai lavori. Oggi riemerge, mostrando che anche un file apparentemente marginale può assumere rilievo in un’indagine di questo tipo.


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