Garlasco, il segreto indicibile di Chiara e le telefonate di Sempio: le ultime news
La Procura di Pavia continua a indagare sul delitto di Garlasco, secondo le indiscrezioni diffuse da Il Tempo ci sarebbero maggiori certezze sul movente dell'omicidio. Si cerca inoltre di comprendere le motivazioni dietro ai numerosi contatti tra la Polizia Giudiziaria e Sempio, di cui nessuno degli interessati ha ricordo

Le nuove indagini sul delitto di Garlasco proseguono, la Procura di Pavia non vuole lasciare niente al caso, convinta che ci siano ancora diversi aspetti che devono venire alla luce e che possono permettere di capire cosa sia davvero successo il 13 agosto 2017, giorno in cui è stata uccisa Chiara Poggi.
Il 18 dicembre, data in cui scade l’incidente probatorio in corso, si avvicina, ma già da adesso non sembrano esserci grossi dubbi sul DNA ritrovato sulle unghie della vittima. Secondo la genetista Denise Albani ci sarebbe una piena compatibilità con la linea paterna di Andrea Sempio, indagato per concorso in omicidio, ma come sappiamo lui è l’unico dei suoi familiari ad avere avuto accesso nella villetta di via Pascoli come amico del fratello della ragazza. Si sta inoltre cercando di ricostruire il movente, cosa che non era mai stata accertata quando è stato condannato Alberto Stasi, oltre a provare a comprendere cosa sia avvenuto nel 2017 quando il 37enne era stato indagato, ma archiviato in maniera decisamente frettolosa.
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Entra nel canale WhatsAppGarlasco, si indaga sul movente dell’omicidio
Il movente in un omicidio può essere importante per riuscire a ricostruire cosa sia davvero accaduto, anche se non è sempre necessario per arrivare a una condanna, il caso di Alberto Stasi lo dimostra. Gli inquirenti che hanno deciso di riaprire le indagini sul delitto di Garlasco sono però ora convinti sia possibile ottenere una certezza anche su questo, anzi secondo quanto riportato da ‘Corriere della Sera’ sarebbero anche riusciti a individuarlo, anche se per ora mantengono il massimo riserbo prima di svelare le carte.
Questa può essere la strada adatta per cercare di mettere pressione a chi è coinvolto, ma può essere una conferma indiretta di come i dubbi siano pochi, visto che chi è attualmente indagato non è stato ancora interrogato (aveva rifiutato di presentarsi nella convocazione di qualche mese fa).
Al momento le piste che sono ritenute più attendibili sono due, sulla base di quanto riferito da ‘Il Tempo’ da parte della giornalista Rita Cavallaro, che si occupa da anni del caso. C’è chi è convinto che Chiara Poggi avesse scoperto qualcosa che poteva riguardare qualcuno a lei vicino e che fosse pronta a rivelarlo, anche se il diretto interessato (o i diretti interessati) non erano favorevoli a farlo. Non si è esclude però anche un’altra teoria, che potrebbe essere in parte riconducibile a questa, quella che porta a un possibile corteggiatore che si sarebbe fatto avanti e che lei avrebbe rifiutato, ma sarebbe in quel momento che sarebbe scattata la furia omicida. Ulteriori certezze potrebbero emergere in seguito al profilo di Sempio che sta attualmente facendo il RACIS, convinto che il ragazzo avesse sviluppato una sorta di ossessione/invidia per Alberto Stasi, anche se l’indagato lo ha smentito a "Quarto Grado".
Le chiamate tra Sempio e la Procura
Un altro degli aspetti su cui sta lavorando la Procura riguarda la posizione di Andrea Sempio e quanto di poco chiaro avvenuto in passato quando lui era già stato indagato, ma archiviato senza fare troppi approfondimenti. Questo ha spinto gli inquirenti ad accusare di corruzione in atti giudiziari chi si era occupato dell’indagine in passato, l’ex procuratore di Pavia Mario Venditti, e il papà del ragazzo, Giuseppe, a cui viene contestata la corruzione. Ci sono infatti dei bonifici decisamente elevati, che potrebbero non essere finiti agli avvocati come invece sostengono i legali che lo assistevano in passato e i genitori.
Ancora da chiarire la telefonata ricevuta dall’indagato alle 17.30 di domenica 22 gennaio 2017 a opera del carabiniere Silvio Sapone, interrogato poche settimane fa. In quell’occasione da quanto trapela lui avrebbe riferito di non ricordare il motivo della telefonata, contatto che non sarebbe stato però giustificato, visto che non c’era alcun atto da notificargli, a maggior ragione di domenica. Non si può inoltre sostenere nemmeno questa tesi con una durata così lunga.
A questa si aggiungono altre quattro chiamate, tutte senza risposta, dirette al cellulare di Sempio ed effettuate sabato 21 gennaio da una persona ignota dal telefono fisso della Procura di Pavia, oltre ad altre chiamate, sempre rimaste mute, di Sapone dal suo cellulare privato. Ipotizzare a qualcosa di dovuto appare difficile, anzi i sospetti in merito a un possibile accordo tra le parti appaiono confermati dalla convocazione di Sempio per l’interrogatorio, avvenuto pochi giorni dopo, il 10 febbraio. Questo è stato uno dei temi affrontati anche negli interrogatorio degli avvocati Lovati e Soldani, ma anche loro sostengono di non avere memoria dei motivi di quei contatti assidui.
