Garlasco, scontro folle tra Bocellari e Garofano in diretta: "Stasi è Hannibal Lecter". Ora la guerra si sposta sui social

Scontro durissimo in diretta: tra accuse, repliche e rivelazioni, a Ore 14 Sera esplode il caso Garlasco e il dibattito sulle foto del PC di Stasi si riaccende.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Il caso del delitto di Garlasco è tornato al centro della scena televisiva con una forza che pochi si aspettavano, e lo ha fatto nel corso di Ore 14 Sera, dove il dibattito si è trasformato rapidamente in uno scontro frontale, segnato da interruzioni, puntualizzazioni e prese di posizione nette. Il tema del contenuto del pc di Alberto Stasi, nonostante l’assoluzione dall’accusa di detenzione di materiale pedopornografico, continua evidentemente a rappresentare un nervo scoperto, capace di dividere opinione pubblica ed esperti anche a distanza di anni.

Garlasco: le foto nel PC di Stasi e la narrazione contestata

La discussione è nata da un ragionamento più ampio sulla dinamica dell’omicidio e sui comportamenti attribuiti a Stasi nelle ore successive al delitto. Da lì, il passaggio al contenuto del computer è stato quasi inevitabile. Luciano Garofano ha insistito parlando di materiali "forti" e disturbanti, evocando anche la presenza di sequenze pedopornografiche. Dall’altra parte, Giada Bocellari ha ribadito che esiste una sentenza definitiva di assoluzione e che non vi sarebbe stato materiale pedopornografico fruibile. Il confronto si è acceso ulteriormente quando è stato richiamato un articolo del 2007 da parte del Generale: "Il 23 dicembre, in una fase iniziale delle indagini, non esclude di aver visto materiale pedopornografico. Legga l’articolo". A quel punto la replica è stata immediata: "Ci sono o non ci sono? Perché questa narrazione, che è andata avanti per anni, incollata addosso a lui e di cui siamo ancora qui a parlare, e anche il discorso della pedopornografia, non è solo "Stasi è stato assolto": Stasi è stato assolto perché il fatto non sussiste, non c’era materiale pedopornografico".

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In studio è intervenuto anche Milo Infante, che ha voluto chiarire la posizione della trasmissione rispetto a quanto visionato dalla redazione. "Dottor Capra, da lei queste cose non me le aspetto", ha detto in un passaggio particolarmente teso. Poi ha spiegato: "Non è stato né simpatico né piacevole. Ci siamo riuniti con il gruppo degli autori, ci siamo divisi le foto e le abbiamo guardate, perché lo abbiamo ritenuto, a questo punto, quasi un dovere, quasi un obbligo. Per anni abbiamo sentito questa cosa: la mostruosità, la parafilia, tutte diagnosi fatte per corrispondenza. Ho detto: andiamo a vedere queste cose terribili. Noi possiamo dire che non abbiamo visto immagini di animali, non abbiamo visto immagini legate a pornografia deviante. Questi sono punti fermi".

Ricostruzioni tecniche in studio e scontri tra Garofano e Bocellari a Ore 14 Sera

Il dibattito si è poi concentrato sull’aspetto tecnico dei file presenti nel computer. Garofano ha parlato del "residuo di un filmato che dura 10, alcuni 15 secondi" sostenendo che ciò "presuppone che ci fosse un filmato intero che non c’è più". Una ricostruzione che ha trovato la ferma opposizione sia della difesa sia del conduttore. Infante ha osservato: "Io non sono un perito informatico, però un file video lo puoi aprire se ha un inizio e una fine. Se no, ti compare la scritta che il file è corrotto. Almeno a me capita così. Se è un frammento non lo puoi aprire". Bocellari ha rincarato la dose sottolineando che l’assoluzione si fonda proprio sulla non fruibilità del materiale: "Se ci fosse stato anche solo un video o un pezzo fruibile di 15 secondi, sarebbe stato condannato per detenzione di materiale pedopornografico. E il fatto che lei possa aver visto 15 secondi di un video mi suscita moltissime perplessità, onestamente".

Infante fa quindi una ricostruzione ironica sul punto di vista dell’accusa contro Stasi: "Lui è Hannibal Lecter perché ha una freddezza che è invidiabile. Cioè: la fidanzata gli contesta delle cose mostruose, lui non batte ciglio, lavora alla tesi. Il giorno dopo ammazza la fidanzata, poi si mette a guardare fotografie di carattere pornografico e poi a lavorare alla tesi".

Lo scontro prosegue sui social

La tensione non si è esaurita con la fine della puntata. Il giorno successivo, Garofano è tornato sulla questione via social, citando un passaggio: "Hanno trovato immagini pedofile nella memoria del mio pc? Non lo so a cosa si riferiscono, avvocato". E ancora: "Un modus operandi, quello delle versioni discordanti e dei vuoti di memoria, sottolineato anche dalle sentenze che lo hanno condannato. Io sono assolutamente aperto a nuovi sviluppi investigativi, come quelli che potrebbero derivare dalla nuova inchiesta della Procura di Pavia, ma non possiamo accettare che la sentenza definitiva sia spesso banalizzata. Vi invito a leggere l’articolo".


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