Garlasco, la revisione del processo ad Alberto Stasi sempre più vicina: le nuove analisi sugli oggetti di Chiara

Alcuni oggetti di Chiara Poggi potrebbero rivelarsi fondamentali per la revisione del processo che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi. Di cosa si tratta.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

A distanza di quasi diciotto anni dal delitto di Garlasco, nuovi riscontri sugli oggetti personali di Chiara Poggi riportano al centro dell’attenzione una parte della storia che sembrava ormai sicura, aprendo uno spiraglio concreto verso la revisione del processo a carico di Alberto Stasi.

Garlasco, gli oggetti al centro delle nuove analisi

Al centro degli ultimi accertamenti ci sono gioielli e accessori che Chiara Poggi indossava la mattina del 13 agosto 2007: una catenina con un ciondolo a forma di dente di squalo, alcuni braccialetti, tra cui uno con inciso il nome "Chiara", un orologio, una cavigliera e un paio di orecchini. Uno degli orecchini era ancora al lobo quando il corpo venne ritrovato sulle scale della villetta, mentre l’altro fu rinvenuto sulla scena del delitto, probabilmente perso durante l’aggressione. Si tratta di reperti che, pur essendo stati in parte esaminati già nel 2007 dai carabinieri del RIS di Parma, non furono mai analizzati nella loro totalità con prelievi e verifiche approfondite. Alcuni oggetti, pur presentando tracce evidenti, non vennero realmente studiati. Ora, per la prima volta, l’intero lotto è stato sottoposto a una consulenza tecnica richiesta dalla famiglia Poggi.

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La chiusura delle verifiche e i nuovi riscontri

A confermare la conclusione di questa fase di accertamenti è Dario Redaelli, consulente dei familiari ed esperto di analisi della scena del crimine, che ha dichiarato a Fanpage: "Le analisi sono terminate e abbiamo ottenuto i riscontri che stavamo cercando." Secondo quanto spiegato, i risultati potrebbero essere utilizzati in un’eventuale richiesta di revisione del processo, permettendo ai giudici di valutare dati mai presi in considerazione in precedenza. Redaelli ha inoltre chiarito che il lavoro svolto non è collegato ad altre piste investigative emerse negli ultimi mesi e che l’obiettivo resta esclusivamente quello di una possibile riapertura del procedimento a carico di Stasi. I dettagli tecnici degli accertamenti non sono stati resi noti e, come ribadito, sarà solo un giudice a stabilire la reale portata degli elementi raccolti.

Verso una possibile revisione del processo Stasi

Gli oggetti analizzati erano stati conservati per anni e restituiti alla famiglia Poggi nel 2010 in condizioni integre. Come ricordato dall’avvocato Gian Luigi Tizzoni: "Stiamo facendo molte cose tra le quali anche analizzare gli oggetti restituiti nel 2010 ai familiari. I giudici del primo processo d’appello all’epoca ce li negarono". Nel frattempo, dopo la chiusura dell’incidente probatorio, si attende che la Procura di Pavia concluda le indagini dell’inchiesta bis. I nuovi riscontri sugli oggetti personali di Chiara Poggi, definiti "rilevanti", potrebbero rappresentare uno snodo decisivo, accendendo un fato su elementi che, per la prima volta, potrebbero consentire una rivalutazione complessiva del primo processo.


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