Garlasco, novità sulla revisione del processo di Alberto Stasi e il giallo delle scarpe pulite: la reazione di Giada Bocellari

Le ultime news sul caso di Garlasco portano in luce nuovi dubbi su tempistiche e sulla suola delle scarpe di Alberto Stasi: cosa è successo a Quarto Grado

Rosanna Ilaria Donato

Rosanna Ilaria Donato

Web Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, mi dedico al mondo dell’intrattenimento da 10 anni. Ho lavorato come web content editor freelance per diverse testate.

Il caso di Garlasco si infittisce ancora di più dopo la nuova consulenza tecnica della famiglia di Chiara Poggi. Un dettaglio importante sulla camminata di Alberto Stasi è emerso dalla perizia del consulente informatico Fabio Falleti. Ecco l’aspetto più interessante che le nuove analisi sul caso hanno portato alla luce e le novità sull’istanza di revisione del processo di Stasi.

Garlasco, la perizia sulla camminata di Alberto Stasi

Nuovi misteri sul caso di Garlasco. La consulenza richiesta dalla famiglia Poggi, presentata per la prima volta al programma condotto da Gianluigi Nuzzi, Quarto Grado, risponde in parte a un dubbio che ancora oggi non ha trovato una vera e propria soluzione e che riguarda le suole delle scarpe di Alberto Stasi prive di tracce ematiche. Era davvero possibile entrare nella villetta di Via Pascoli senza sporcarsi le suole di sangue?

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Il perito Fabio Falleti sembra aver trovato la risposta a tale quesito. Secondo i suoi calcoli, il disimpegno della villetta misura 134 centimetri, ai quali vanno tolti i 44 centimetri dell’area protetta dalla porta e quelli dello spazio occupato dalla maniglia. Restano quindi 90 centimetri a cui bisogna togliere i 29 cm della gora di sangue e i 27 dello spazio tra la macchia e la porta a libro. Rimangono così solo 34 centimetri liberi, fisicamente insufficienti, pare, per camminare senza sporcarsi le suole delle scarpe di sangue. Il perito spiega inoltre che nella ricostruzione del 2009 "non è stata inserita la porta che divideva il soggiorno. Un ostacolo fisso che sposta la camminata verso il centro del corridoio e quindi porta la traiettoria di Stasi verso la gora di sangue".

Poi l’ingegnere informatico Paolo Reale, cugino di Chiara Poggi, spiega il motivo per cui quest’ultima omissione è stata un errore: "La porta tra l’altro non era completamente aperta perché c’era un porta abiti con abiti appesi dietro, ecco perché la parte cruciale della perizia della camminata fatta in un ambiente ricostruito male è stato un errore".

L’elastico nero di Chiara Poggi

Veniamo ora a un elemento chiave dell’indagine su Garlasco, ovvero l’elastico nero dei capelli di Chiara, rimasto nello stesso punto dopo l’omicidio, quindi a pochi centimetri dalla porta a libro e dalla gora di sangue. "Come può aver maneggiato la porta senza impattare o spingere questo elastico?": questa è la domanda che si pone il perito Falleti. E il dubbio viene da una ricostruzione precedente, in quanto il punto dove è stato rinvenuto l’elastico, secondo i periti del processo in Primo grado, è lo stesso in cui Stasi avrebbe dovuto mettere il piede per evitare di toccare il sangue.

Ma Giada Bocellari, legale di Stasi, ricorda: "A prescindere dal fatto che sono state fatte due perizie su questo, quella di primo grado e quella dell’appello bis, si è detto che Stasi ha pestato il sangue, e Alberto Stasi ha detto di aver pestato il sangue: ce lo vogliamo mettere in testa? Alberto Stasi potrebbe benissimo aver pestato del sangue senza sporcarsi le scarpe e senza lasciare tracce, al di là dei 50 centimetri in più o in meno". E poi mette in evidenza un aspetto altrettanto importante: "Ci sono le impronte in cucina, ci sono le impronte nell’anticamera, ci sono le impronte nel bagno, ma come è uscito da quella casa se non ci sono le sue impronte?"

L’istanza di revisione del processo di Stasi: c’è una data precisa

Nel mese di giugno i legali di Alberto Stasi hanno iniziato a lavorare sull’istanza di revisione del processo dell’unico condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. A Quarto Grado però è stata chiarita la tempistica della vicenda. Infatti Francesca Nanni, procuratore generale di Milano, sta studiando gli atti a lei inviati dal collega Napoleone per "sollecitare una richiesta di revisione da avanzare evidentemente a Brescia". Pare inoltre che il Procuratore di Milano deciderà il da farsi il prossimo settembre, perché, come anticipato da Gianluigi Nuzzi, "questo lavoro porterà via sicuramente tutto il mese di luglio e tutto il mese di agosto" e quindi Francesca Nanni "scioglierà la sua riserva nelle sue determinazioni non prima di settembre".


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