Garlasco in Tv, un litigio tra Chiara e Stasi prima del delitto. Tizzoni sicuro: "C'era una criticità nella coppia"
Quarto Grado ha dedicato come di consueto ampio spazio al delitto di Garlasco anche nella puntata del 6 marzo 2026, focus sul possibile movente dell'omicidio

"Quarto Grado" è in onda come ogni settimana anche venerdì 6 marzo 2026, non poteva non dedicare come da consuetudine uno spazio ad hoc dedicato al delitto di Garlasco grazie ai diversi ospiti presenti in studio. Tra loro spicca Gianluigi Tizzoni, legale dei Poggi, che assiste la famiglia sin dal 2007, quando è stata uccisa Chiara.
Garlasco, Quarto Grado puntata 6 marzo 2026: il movente legato alle foto e il contenuto del PC
Particolare attenzione viene rivolta all’analisi dei computer, fatta da entrambe le parti in causa, Poggi e Stasi, in attesa di capire cosa uscirà dal lavoro attualmente in corso da parte del consulente della Procura. Si parte mostrando l’opinione dei periti Porta e Occhetti, che si erano espressi a riguardo in occasione del processo di primo grado, in cui il ragazzo era stato assolto.
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Entra nel canale WhatsApp"Avevamo escluso dal punto di vista probabilistico che Chiara nel tempo che aveva a disposizione potesse accedere alla famosa cartella ‘Militare’ e alla sottocartella dove c’erano le immagini pornografiche – dice l’ingegnere Roberto Porta -. Lo avevamo escluso perché avevamo evidenziato tutte le immagini che certamente aveva visto, per un ragionamento logico-deduttivo e sulla base delle tempistiche non si poteva configurare la visione di nessuna immagine di quel tipo".
La famiglia Poggi è però di parere differente, i suoi consulenti hanno infatti usato un nuovo strumento informatico che non era disponibile all’epoca, da cui sarebbe emerso non solo l’accesso alla cartella ‘Militare’, ma anche l’apertura di una foto ben precisa, in cui si vede una ragazza bionda di spalle con un perizoma. "È un errore", replica oggi la difesa di Stasi facendo riferimento al lavoro fatto da un suo consulente -, "si tratta di una traccia elettronica generata dal sistema operativo Windows XP, scambiata per un’attività umana". Questa non sarebbe quindi attribuibile secondo gli avvocati a Chiara Poggi, in quell’istante risulta l’apertura di sette cartelle contemporaneamente, lo stesso evento si sarebbe ripetuto anche nei giorni precedenti. Secondo la consulenza Stasi, la ragazza avrebbe lavorato alla tesi del fidanzato nei minuti in cui era sola, non a caso alle 22.09 risulta un salvataggio con accrescimento dei contenuti. Si fa inoltre notare un’attività continuativa di lavoro sulla tesi fino a mezzanotte, segno evidente di come non ci sia stato alcun litigio successivo tra i due fidanzati. Questa teoria ricorda appieno quanto portato avanti dai periti del giudice Vitelli. "Non succede nulla che rimanda a quelle foto – dice l’ingegnere Daniele Occhetti -. Non si crea una situazione in cui Chiara arrabbiata mostra foto ad Alberto o gli chiede di cancellarle, c’è solo la scrittura della tesi per diverso tempo".
Si attende ora l’opinione del consulente della Procura di Pavia, questo ci permetterà di capire quale possa essere la teoria degli inquirenti.
Arriva quindi l’osservazione di Gianluigi Nuzzi: "La teoria della difesa di Stasi fa sparire il movente dell’omicidio dalla scena. Qui c’è una ‘guerra’ tra consulenze, come sia possibile ci siano questi contrasti in radice?". A rispondere è Paolo Reale, cugino della vittima, ma anche consulente informatico della famiglia: "Quando abbiamo presentato il lavoro abbiamo detto dell’accesso alla cartella ‘Militare’, ci hanno detto subito che non fosse possibile e che il dato non esisteva, adesso che abbiamo spiegato come si fa a trovare scopriamo che si è verificata la presenza ma con un significato diverso, quello di attività automatica del sistema. Noi abbiamo virtualizzato il PC e fatto una serie di prove, posso assicurare che abbiamo riprodotto la sequenza, se si apre la cartella quel dato si crea. Se un altro meccanismo può far modificare solo quella cartella mi aspetto che venga spiegato tecnicamente".
L’ipotesi di un litigio tra i due fidanzati
Carmelo Abbate porta avanti il suo pensiero manifestato già nelle altre puntate: "Chiara non ha aperto nessuna cartella quella sera, è tutta la teoria che affermano che è infondata, se non squinternata. Pensare che Chiara vede il mondo nascosto di Stasi, quando lui torna nasce una lite, da lì lui matura l’intento di ucciderla. Ma se lui ha l’indicibile nel suo computer secondo te glielo lascia a disposizione con la chiavetta? Lo consideriamo così stupido? Se davvero ci sono cose indicibili o si porta dietro il computer o lo blocca. Ma se lei ha scoperto qualcosa continua a correggere la tesi, lui torna e non gli dice niente? Non riapre le foto per contestarle? Addirittura continuano insieme a lavorare d’amore e d’accordo alla tesi fino a oltre mezzanotte. C’è una cosa che non farò passare mai, nessun tecnico mi convincerò di questo, dove vediamo l’elemento lite".
Gianluigi Tizzoni, legale dei Poggi, è ovviamente di parere opposto: "Si cerca di stereotipare le reazioni e i comportamenti umani incanalandoli in presunzioni personali. Non c’è una regola quando si litiga, quando non si litiga, dopo quanti minuti. Gli elementi? Stasi esce di casa, Chiara subito è sul suo computer a vedere cosa c’è dentro, se fosse stata un’attività che lei voleva condividere con lui l’avrebbe fatta insieme. Il litigio può essere stato introdotto la sera prima, non c’è una regola". Abbate risponde: "Nel tuo mondo, nella mia civiltà giuridica mi devi dare un elemento sulla lite, altrimenti ci ritroviamo con la stessa situazione delle scarpe non trovate e diciamo che le ha buttate". Tizzoni coglie la palla al balzo: "Esatto, certamente ha buttato le scarpe, dove sono? Io parlo seriamente, non mi aspetto che qualcuno faccia il commentatore senza conoscere la giurisprudenza. Si dice che non serve il movente se ci sono indizi sufficienti".
Il legale della famiglia della vittima viene poi interpellato da Nuzzi sulla visione delle immagini tanto discusse presenti sul PC di Stasi: "Ho visto quelle pornografiche, ma non quelle a sfondo pedopornografico. Non ho seguito quel procedimento in cui Stasi è stato assolto dalla Cassazione perché non aveva consapevolezza di quella detenzione e aveva foto già cancellate da maggio. L’aggettivo raccapricciante è giustificato, basti pensare che anche voi non le potete far vedere". Nuzzi ribatte: "Non le ho", per questo Tizzoni prosegue: "Ovvio, ma ne fate vedere solo alcune. Nella cartella ‘Forced’, ad esempio, ci sono scene di violenza sessuale che credo non possiate, se non mascherando, far vedere. Nella cartella ‘Pregnant’ ci sono donne incinta anche quella…". Il conduttore replica: "Quella è raccapricciante?", il legale risponde: "L’ha definita così la Corte d’Assise d’Appello, poi sta alla valutazione del singolo, sicuro non sono scene che si possono immaginare".
Interviene poi Grazia Longo in merito a cosa può essere accaduto: "Secondo me il litigio può esserci stato di mattina, con un inizio la sera. Poi la notte prima l’antifurto è stato attaccato e staccato più volte, è stato detto per colpa dei gatti che entravano e uscivano, ma potrebbe essere stato Stasi". A quel punto Abbate non può stare in silenzio: "Ma siamo seri? Come si può rendere messaggero di litigio un antifurto che si accende e si spegne? Nella settimana ogni notte succede questo, anche la mamma dice che erano abituati a far entrare e uscire i gatti, io non lo accetto. Non accetto che diventi un elemento qualcosa che è frutto di libera interpretazione, non si può dire che il litigio si desume dall’antifurto che si accende e si spegne, non si può dire che ha visto determinate immagini. Eventualmente Chiara apre la cartella ‘Militare’, poi apre una nuova cartella, poi altre cartelle, quanti secondi si sarebbe fermata in tutto questo? 15 secondi. In quel tempo ci dice che non gliene è fregato nulla, anche se secondo me non l’ha fatto". Tizzoni replica: "Chiara aveva programmato di fare una settimana come fidanzati in casa di prova, diciamo che sono due venticinquenni, ad agosto a casa, non è così frequente per due fidanzati giovani con due case libere dormire separatamente. Magari per il giornalista Abbate è normale e lo potrà dire, per me per una coppia giovane che aveva programmato con tanto di menu settimanale di Chiara non dormire assieme non è una cosa normale. Questo denota una criticità nella coppia". il giornalista risponde: "Lo denota nella tua interpretazione". Il legale attacca: "Esatto, sono dati su cui non si basa la sentenza, sono interpretazioni, lo riconosco".
