Garlasco in Tv, Sempio e il giallo della bottiglia d'acqua: "Ecco perché non l'ho detto". La teoria della doppia personalità nascosta

Si è chiusa la stagione per Quarto Grado con la puntata di venerdì 24 luglio 2026, ampio approfondimento su Garlasco con focus sugli indizi contro Andrea Sempio

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Ultimo appuntamento stagionale con "Quarto Grado", in onda venerdì 24 luglio 2026, con il consueto spazio dedicato al caso Garlasco, con un’attenzione particolare alla figura di Andrea Sempio, considerato dalla Procura di Pavia l’assassino di Chiara Poggi.

Garlasco, Quarto Grado puntata 24 luglio 2026: le tre telefonate di Sempio e la vacanza di Marco Poggi

Gianluigi Nuzzi parte da un elemento finito sotto la lente di ingrandimento della Procura di Pavia, le tre telefonate fatte da Andrea Sempio a casa Poggi alcuni giorni prima del delitto. Lui sapeva davvero che Marco Poggi fosse in montagna? E sapeva quando sarebbe tornato?

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Tutti gli amici sono stati ascoltati nuovamente dagli inquirenti a marzo 2025, così da chiarire anche questo aspetto. La versione data è la stessa, tutti erano a conoscenza della partenza di Marco Poggi per il Trentino con i genitori (e la famiglia di Alessandro Biasibetti, un altro amico). Sempio in un’intervista del febbraio 2026 a "Quarto Grado" aveva provato a spiegare le telefonate: "Ce n’è una di pochi secondi, quella era stata un errore, io avevo in rubrica sia il numero Poggi casa, sia Poggi cellulare, ho indirizzato la chiamata su un numero invece che sull’altro, cosa verificata anche quando mi era stato chiesto dai Carabinieri. Poi non riuscivo a contattare Marco al cellulare, per questo ho chiamato a casa e mi hanno detto: ‘No, non c’è’. Io immagino me l’abbia detto Chiara, i Carabinieri mi hanno chiesto se fossi certo fosse lei, ma ho detto di non poterci mettere la mano sul fuoco. Non ho sospetti su un’altra persona, ma non ne avevo la certezza assoluta. Il giorno successivo ho ancora provato a contattare Marco, non riuscendo a farlo ho chiamato consapevolmente casa Poggi per chiedere quando sarebbe tornato, lì mi è stato riferito da Chiara, da lì non ho più chiamato".

Carmelo Abbate stronca subito queste dichiarazioni "Non è credibile, Sempio mente sapendo di mentire. Tutti sapevano che Marco Poggi e Biasibetti sarebbero partiti, il 3 si vedono fino alla notte, il 4 mattina parte Biasibetti, il 5 i Poggi, lo sanno tutti e lo sa anche lui. A ‘Porta a Porta’ nel novembre 2025 dice che sapeva che Marco Poggi fosse in vacanza, quando dice che la prima telefonata sarebbe un errore ci può stare, ma la seconda, che è di 8 secondi, sa benissimo che Marco Poggi non c’è. Se sei così interessato all’organizzazione della vacanza in gruppo perché il 7 sera non chiami Marco Poggi? Perché non chiami Biasibetti, che è il principale organizzatore della vacanza con gli amici? Perché dici di avere provato più volte l’8 mattina a chiamare Marco Poggi, ma di non riuscire a raggiungerlo perché in una zona senza campo, quindi sai che era in montagna, perché non chiami gli altri?".

Su questo replica l’avvocato Liborio Cataliotti: "Il tema è già stato esplorato dalla magistratura, anche dalla Procura Generale di Milano, che ha ritenuto esaurienti le spiegazioni di Sempio. Non è vero che i testimoni abbiano detto avessero detto di avere appreso da Biasibetti o Marco Poggi la data della partenza, solo uno dei quattro ha detto la data, ma senza esserne sicuro. Pretendere che ricordino cià che non dissero allora è ardito".

Nuzzi nota un dettaglio nelle testimonianze degli amici: "Loro sostengono di essere stati nel salottino, insomma l’unico che si spostava da un ambiente all’altro era Sempio". Candida Morvillo fa un’altra precisazione: "Gli amici avevano organizzato una vacanza a Punta Ala, con date decise tenendo conto della vacanza che Marco Poggi e Biasibetti avrebbero fatto in Trentino, per questo la comitiva era al corrente delle date. Interessante la SIT dei ragazzi in merito ai movimenti della casa, scopriamo che andavano lì per giocare a un gioco specifico che si trovava nel secondo salottino della casa, l’accesso al computer non era quindi consentito a tutti. Noi però sappiamo una cosa indicata dallo stesso Sempio, quando c’è stata l’ipotesi che il DNA sulle unghie di Chiara fosse suo ha indicato di avere usato il suo computer, anche se non era nella disponibilità di tutti gli amici".

Il DNA di Sempio in casa Poggi

E’ quindi naturale chiedersi perchè in casa Poggi ci sia solo il DNA di Sempio, nonostante altri amici avessero frequentato alcuni ambienti. A spiegarlo è la genetista dell’indagato: "Casualmente Chiara ha toccato un oggetto in cui c’era il DNA di Sempio. Se tante persone toccano una superficie ognuno lascia un DNA, la differenza la fa il punto toccato. Noi siamo abituati a vedere tracce miste, ricordiamo che sulle unghie di Chiara non c’è solo il suo DNA, ma almeno di quattro persone, la quantità è quindi davvero irrisoria. E’ assolutamente contaminazione con un oggetto, non è possibile escludere, e non lo fa nemmeno la Albani nella perizia, che la contaminazione sull’unghia sia stata solo su una. Poi Ballardini utilizzando le stesse forbici potrebbe avere tagliato il quinto dito di una mano e il primo dell’altra, così da trascinarlo. Non si può escludere una contaminazione durante l’autopsia".

L’aplotipo Y presente sulle unghie di Chiara Poggi è però uno degli indizi più forti contro Sempio, anche se la sua difesa è convinta sia frutto di una contaminazione. A sostenerlo è anche Marzio Capra, genetista della famiglia della vittima, alla luce della doppia contaminazione avvenuta durante l’autopsia con il tampone orale effettuato su Chiara, dove sono state trovate tracce genetiche di un tecnico e di un cadavere di una precedente autopsia.

Secondo quanto riferito dalla perita della Procura Denise Albani, le forbicine usate sarebbero state sanificate, ma non si sa se usando davvero le procedure corrette. Non sarebbe quindi giusto sostenere che l’aplotipo Y che riconduce alla linea paterna di Sempio si trovi sul quinto dito della mano destra e sul primo della mano sinistra della vittima perchè i margini ungueali di ogni mano sono stati inseriti nella stessa provetta. La distinzione e assegnazione delle singole unghie alle dita è stata poi fatta dai RIS in maniera intuitiva, senza alcuna certezza. Non solo, non si hanno notizie di una quinta unghia, andata persa.

La bottiglietta d’acqua e le testimonianze discordanti

Spazio anche a un oggetto di cui si è iniziato a parlare solo recentemente, una bottiglietta d’acqua nominata dalla mamma di Sempio, che lui le avrebbe detto di avere comprato in un bar il giorno dell’omicidio. Lei lo ha riferito in una telefonata all’inviato de "Le Iene" Alessandro De Giuseppe, mentre lui non ne ha mai fatto accenno.

Il diretto interessato ne ha parlato alla trasmissione: "Per quanto riguarda la storia del bar, è una cosa che non ho mai citato perché non me la ricordo. Mi ricordo di essere andato quel giorno a Vigevano, ho parcheggiato, sono entrato dall’arcata che dà su Piazza Ducale, sono andato sotto le colonne, sono arrivato alla Feltrinelli e ho visto che era chiusa. Fine, ho fatto il giro attorno alla piazza e basta, sono tornato a casa e per me è finita lì. Poi so che mia mamma ha detto che quel giorno avevo bevuto questa bottiglietta d’acqua e l’avevo bevuta tutta prima di tornare a casa perché me l’hanno data senza tappo, ma io non mi ricordo questa cosa, è per questo che non l’ho mai citata negli anni. O magari quando me l’hanno chiesto ho detto che non è successo, io non mi ricordo di questa cosa. So che c’è stato un periodo in cui i bar a Vigevano davano le bottigliette senza tappo, per ragioni di sicurezza, questo me lo ricordo, ma se quella mattina ho bevuto questa bottiglietta d’acqua non me lo ricordo, quindi per evitare di dire cose che poi si scopre essere sbagliato non l’ho detto, anche se magari mia mamma aveva quel ricordo. Io ho detto, non voglio stare a impegolarmi a dire una cosa di cui non ho assoluta certezza e che non ho mai detto prima. Anche perché, se io penso alla piazza Ducale io mi ricordo di almeno tre o quattro bar, sono sicuro di essere stato in ognuno di quelli in vari momenti, ma non saprei tra i vari ricordi quale possa essere di preciso quello di quella mattina. Quindi piuttosto che rischiare e dire una cosa che poi non è vera non la dico più e via".

Carmelo Abbate fa un’osservazione, visto che proprio lui in occasione din una presenza di Sempio in studio aveva chiesto se fosse stato in un bar, ma lui aveva negato. "E’ singolare che quella mattina lui finisce in una libreria chiusa, quindi non riscontrabile, la mamma anche lei sfortunata finisce in un negozio chiuso, quindi non riscontrabile. C’è una sfortuna collettiva che investe casa Sempio. Da un punto di vista investigativo la bottiglietta vale zero, è una suggestione che la mamma ci dice che lui quel giorno non abbia voluto mangiare, pensare che uno non abbia fame per mezza bottiglietta d’acqua mi sembra quantomeno inverosimile".

Arriva a riguardo il commento di Nuzzi: "Su Garlasco ho una posizione di prudenza, e di equa distanza. Abbiamo tre persone che credono che Stasi sia sicuramente innocente (Carmelo Abbate, Caterina Collovati e Candida Morvillo) e tre persone che pensano che sia responsabile dell’omicidio (Marco Oliva, Grazia Longo e Carmen Pugliese), quindi abbiamo un equilibrio".

Il contenuto del frigorifero di casa Poggi

"Quarto Grado" può vantare anche un’esclusiva importante, le immagini del frigorifero di casa Poggi, contenente tutti gli alimenti acquistati nei giorni precedenti al delitto. Si notano una confezione con quattro Estathé, banane annerite, una vaschetta di frutta, un cestino di pomodorini, un sacchetto di limoni e una cipolla. A questi si aggiungono formaggio, buste di salumi e scatolette di tonno. Nell’anta ci sono due bottiglie d’acqua, una di succo, un barattolo di sott’oli, uno di maionese, sottilette, uova e burro. Non manca nemmeno la birra, bevuta da Alberto Stasi la sera prima dell’omicidio, rimasta sul primo ripiano, ancora aperta e mai repertata, lui ne aveva parlato già nel suo primo interrogatorio.

Le immagini sono state scattate il 5 dicembre 2007 dall’allora consulente della difesa Stasi Francesco Avato. Gli Estathé erano stati comprati dalla 26enne il 9 agosto, come dimostrato da uno scontrino della spesa, non se ne trovano quindi due, uno è quello trovato nella spazzatura con il DNA di Alberto sulla cannuccia, mentre non si sa che fine abbia fatto l’altro. Non ci sono invece le due confezioni di Fruttolo che lei ha acquistato il 6 agosto, come confermato da un altro scontrino. Dopo l’omicidio nella spazzatura ne sono stati ritrovati due vasetti, li avrebbe mangiati lei come dimostrato dal DNA ritrovato sulla linguetta, non si conosce alcun dettaglio sugli altri. Stasi esclude che la ragazza abbia buttato il sacchetto la sera prima di morire, almeno in sua presenza. Il 16 aprile 2008 il Colonnello aveva aperto il sacchetto, in quell’occasione viene trovata anche una banana, ma nello stomaco della vittima non ce n’è traccia (individuata solo la traccia di una pesca). Se lei dovesse avere mangiato una pesca quella mattina, dov’è finito il nocciolo? L’assassino è tornato in cucina dopo il delitto, potrebbe avere fatto sparire i segni di una colazione a due?

Sempio nasconde una doppia personalità?

L’ultimo spazio dedicato a Garlasco riguarda un aspetto che secondo la Procura può avere influito sul movente del delitto, il rapporto di Sempio con le donne. L’ex fidanzata con cui ha avuto una relazione durata tre anni dal 2015 al 2018 lo descrive come un ragazzo con un rapporto normale con il sesso, mai violento, nonostante la presenza di un suo appunto del 2022, dove lui aveva scritto: "Si vedeva che aveva paura le facessi qualcosa". Secondo chi indaga, il 38enne sarebbe ossessionato dal sesso e dalle donne, convinzione che emerge dai numerosi suoi scritti che sono stati sequestrati. Da qui emerge un uomo senza tabù, che invoca addirittura lo stupro.

La Procura ha parlato inoltre di foto intime sottratte ad alcune sue colleghe, a cui avrebbe avuto accesso in maniera illegittima attraverso il loro profilo Whatsapp. L’avvocato Taccia una settimana fa aveva però sottolineato che questo modo di agire fosse consenziente.

Importante è quindi la testimonianza della legale, che è anche sua amica da anni: "Ho conosciuto Sempio a fine ottobre 2005, io frequentavo il liceo classico a Vigevano, ero in classe con Alessandro Biasibetti, frequentando lui mi ha portato a Garlasco, mi ha presentato tutta la compagnia, tra cui Sempio. Era molto timido e introverso, ma poi si è aperto ed è diventato socievole con il suo gruppo. Anche con gli estranei è sempre stato sorridente e gentile, in quel periodo frequentava qualche ragazza, non aveva relazioni serie, ma per una sua insicurezza, mi diceva di non sentirsi all’altezza, per questo le ragazze volevano approfondire il rapporto ma lui scappava. Mai visto atteggiamenti ossessivi o tossici verso le ragazze, è stato sempre equilibrato, io sono più impulsivo, lui più razionale e calmo. Quando ha ricevuto qualche rifiuto si rintanava a riccio, non ha mai seguito nessuno. Ci siamo frequentati per qualche mese, non è stata una relazione, mi è spiaciuto che sia uscito perché i nostri genitori non lo sapevano né alcuni nostri amici, io a luglio ho deciso di interrompere perché eravamo troppo amici. Quando l’ho lasciato gli ho detto: ‘Evidentemente non ti interessavo tanto se non insisti’, era delicato, abbiamo un rapporto fraterno, siamo tutti e due figli unici, quindi è come se fossimo fratelli, tutte le sue ex ragazze sono rimaste sue amiche. Se fosse davvero una persona disturbata e violenta perché siamo rimaste tutte sue amiche?".

Lo psichiatra Leonardo Mendolicchio prova a spiegare se sia possibile che Sempio possa avere un lato oscuro emerso online: "Ognuno di noi ha un lato ombra, una persona può avere una condotta di vita irreprensibile e un lato ombra che può portare a gesti inconsulti. Quando si profila un soggetto con questa struttura psichica si sondano gli aspetti emotivi più profondi, è fondamentale anche parlare con la persona e fare dei test per avere una visione completa".


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