Garlasco in Tv, Sempio e i video intimi di Chiara, difesa Stasi al contrattacco. Nuzzi: "Errori nell'inchiesta costano caro"
Ampio spazio dedicato al caso Garlasco come di consueto a Quarto Grado nella puntata di venerdì 19 giugno 2026, focus sugli sviluppi dell'inchiesta e la posizione di Sempio

"Quarto Grado" è regolarmente in onda nella sua consueta collocazione del venerdì sera anche il 19 giugno 2026 con un importante approfondimento legato al caso Garlasco. Questa è l’occasione come di consueto per dare aggiornamenti sull’andamento dell’indagine attuale, con un’attenzione anche agli sbagli commessi dagli inquirenti in passato.
Garlasco, Quarto Grado puntata 19 giugno 2026: la Procura toglie Stasi dalla scena del crimine
Gianluigi Nuzzi parte sottolineando un aspetto importante per l’impostazione data dalla Procura di Pavia al delitto di Garlasco, l’assenza di Alberto Stasi dalla scena del crimine, nonostante sia stato condannato e sia stato in carcere fino a pochi giorni fa.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppDi questo ha parlato il procuratore Civardi ad Andrea Sempio nel suo interrogatorio, lo scorso 6 maggio, dove si è avvalso nella facoltà di non rispondere: "Nel 2025 l’ipotesi iniziale era che le due responsabilità potessero coesistere, quindi inizialmente era stato aperto un procedimento in concorso, tra lei e il condannato Alberto Stasi. Dallo sviluppo delle indagini questa ipotesi non ci sembra praticabile, gli elementi a carico di Stasi sono un po’ messi in crisi dalle indagini svolte. Cruciale ai fini della condanna è la mancanza di un alibi per Alberto Stasi, sappiamo che c’era uno spazio di 22 minuti, dalle 9.12 alle 9.35, la consulenza Cattaneo in realtà non si discosta particolarmente dalle valutazioni fatte all’interno dei processi di merito, ance perché c’è un range ampio. Ora è stato analizzato il digesto, il contenuto di quello che è stato trovato nello stomaco della vittima presuppone che il processo digestivo fosse iniziato da mezz’ora, da mezz’ora a due o tre ore prima. Per comprende l’inizio della colazione abbiamo fatto due cose diverse: da un lato abbiamo esaminato gli orari di disinserimento allarme nel periodo in cui Chiara Poggi era sola in casa, dall’altro abbiamo ricercato qualche dichiarazione nel materiale dichiarativo. Chiara Poggi dopo avere fatto uscire i gatti si è dedicata alla colazione secondo le abitudini alimentari che la madre descrive in perfetta coerenza con quanto trovato sul divano della saletta Tv. Anche se a casa da sola, in ferie, durante il periodo estivo ha sempre rispettato una regolarità negli orari, disinserendo l’allarme tra le 8 e le 9.30 del mattino, le 9-12 è l’orario che ci indica Chiara Poggi sveglia, che dopo avere disinserito l’allarme apre la porta per fare uscire i gatti. Allora, per semplice somma di orari, se la colazione non può essere iniziata prima delle 9.12 e se il contenuto del digesto, pur avendo una forbice, non ci parla di un digerito in uno stato tale che deve essere iniziata al colazione almeno mezz’ora prima, alle 9.45 Chiara Poggi era viva, quindi ‘ste 9.35 non tornano più. Da questo, che alle 9.35 pacificamente Alberto Stasi stava a casa sua, a 1,7 km di distanza. Questo è interessante per quanto riguarda l’epoca dell’ora del delitto, presumibile, per questo sono stato un po’ più analitico, riguarda il fatto che le viene contestato, cioè riteniamo che lei difficilmente possa avere ammazzato Chiara Poggi prima delle 9.45".
In studio è presente Angela Taccia, avvocato di Sempio, il conduttore le chiede quali siano le condizioni della mamma del suo cliente: "Purtroppo non sta bene, è ancora ricoverata al reparto di Psichiatria all’ospedale di Vigevano dopo essere uscita dalla Rianimazione. Andrea voleva cogliere l’occasione per ringraziare tutti i medici, che stanno lavorando al meglio per trovare una terapia farmacologica efficiente per farla stare meglio. Non sta veramente bene, va curata al meglio, resterà ricoverata almeno per una settimana". Nuzzi osserva: "La signora ha fatto un gesto estremo, ritengo sia molto grave, mi auguro che non abbia ulteriori e peggiori conseguenze tra i protagonisti di cui parliamo. Al di là della presunzione di innocenza o colpevolezza penso che Andrea Sempio stia attraversando un momento difficile, quando hai una mamma ricoverata così ti possono venire dei sensi di colpa per mille motivi, parlo a livello umano, mi auguro che sappia affrontare questo momento". Taccia lo interrompe: "Forse i sensi di colpa dovrebbero averli tutte quelle persone che hanno parlato della vita privata della famiglia Sempio in un certo modo, non Andrea Sempio. I dubbi e i sensi di colpa in genere li hanno le persone sensibili e intelligenti, probabilmente chi dovrebbe averli non li ha, ma non ci interessa, l’importante è che la mamma possa riprendersi il prima possibile".
Il conduttore prosegue dall’osservazione del procuratore, convinto che alle 9.45 Chiara fosse ancora viva, ma è in quel momento che Stasi la chiama per la prima volta, vuole sapere come si concili la cosa da Carmelo Abbate. "Credo siano squili, lei non risponde. Spesso ho sentito dire in questo studio che lei non rispondesse, quindi era la dimostrazione che fosse già morta, io invece penso che quelle siano chiamate che non risultano dai tabulati (all’epoca quelle senza risposta non risultavano dai tabulati), quindi potrebbero essere degli squilli. Non è qualla una prova per confutare l’analisi della dottoressa Cattaneo. Civardi parla in maniera chiara, lo trovo leale e corretto, dice quindi senza giri di parole l’idea che lui sia l’assassino".
Paolo Reale evidenzia però come sia difficile avere certezze sull’oraio in cui la 26enne avrebbe fatto colazione, non è detto che quella mattina lei abbia fatto uscire i gatti e poi mangiato come faceva solitamente. "Noi abbiamo un dato, appurato processualmente, la presenza di una bicicletta davanti a casa alle 9.10. Qualcuno dovrà spiegare questa bicicletta, questo non spiega la disattivazione dell’allarme". Taccia prova a smorzare la cosa supportando il suo cliente: "Sempio non ha mai avuto una bici nera, non ce l’ha e non l’ha mai avuta, questa è la cosa che a me interessa".
Le intercettazioni di Sempio e le possibili implicazioni
Si passa alla questione intercettazione, Nuzzi rivela che la difesa Stasi ha deciso di farne analizzare alcune, a partire da quella del 9 febbraio 2017, dove Sempio sembra parlare di filmini porno. "Si sono filmati perché hanno visto dei filmati porno", dice. Abbate sostiene sia importante non sottovalutarlo: "Questo audio ha un peso molto importante, se la trascrizione completa dimostrasse che c’è stata una visione di immagini specifiche, quindi una corrispondenza tra quello che Sempio dice e le immagini sarebbe dirimente, dimostrerebbe che lui abbia visto i video. Ma se anche la trascrizione non arrivasse a tanto, ma semplicemente a una generica visione dei video porno la data 9 febbraio 2017, il giorno prima del suo interrogatorio, sarebbe determinante, all’epoca non si parlava dei video porno. Oggi per giustificare i soliloqui sui filmini si dice che lui stesse commentando podcast o trasmissioni social, all’epoca non c’erano, né si parlava dei video, a maggior ragione quell’elemento acquista forza".
Taccia dissente: "No, ammesso e non concesso che la trascrizione sia esatta, si devono ripulire gli audio e verificare, anche altre trascrizioni a noi risultano diverse, non c’è un atto di indagine che prova che Chiara e Alberto abbiano visto insieme dei filmati porno. Questo dimostra che Sempio non ne sapesse nulla, non c’è neanche evidenza dalla consulenza Dal Checco che Sempio abbia visto quei filmini. Oltretutto, non ci sono evidenze dei filmini porno, non c’è niente che provi che Andrea li abbia visti, sono solo suggestioni. Non è vero nemmeno che all’epoca non si parlasse dei video, di questo tema si è parlato dall’ottobre 2007, dalla SIT di Marco Poggi, oltre che da stampa e trasmissioni Tv". Effettivamente in un’intercettazione Sempio sembra descrivere un’azione ben precisa, che potrebbe essere davvero presente nei filmati fatti dai due fidanzati.
Le conseguenze per gli errori nelle vecchia indagini
L’attuale indagine della Procura di Pavia ha messo in evidenza enormi differenze rispetto al passato, non si può escludere quindi ci siano effetti per chi ha commesso errori. Nuzzi cita innanzitutto il perito De Stefano, che si era occupato delle analisi sul DNA, attaccato dal procuratore aggiunto Civardi. "
Nuzzi riassume quanto riferito nell’interrogatorio: "Civardi sottolinea che quando cambia l’indagato cambiano anche le considerazioni sul DNA". Arriva il commento di Abbate, che ieri aveva litigato su questo con Roberta Bruzzone: "Io avevo riportato fedelmente gli atti, nonostante Bruzzone avesse vaticinato querele dai legali di De Stefano. Agli atti c’è scritto che le imprecisioni, inesattezze e falsità del professor De Stefano sono state determinanti nell’archiviazione di Sempio nel 2017 e nella condanna di Alberto Stasi nel 2014. Dobbiamo partire dalla genesi, se hai un consulente di parte, Linarello, che riferisce di un errore da parte del perito del 2014, mettendo in evidenza un risultato diverso nell’analisi genetica. Io mi aspetto che la Procura chiami un consulente genetista per una verifica, e invece chiama Tizzoni, con cui vengono condivisi tutti gli atti di indagine, a quel punto il legale avrebbe consigliato di sentire De Stefano. Contestualmente Tizzoni, secondo quanto dice Lovati, avrebbe dato la perizia De Stefano consigliando di rivolgersi a Garofano. A quel punto De Stefano cambia versione, nel 2014 De Stefano parlava di DNA da contatto diretto, nel 2017 si inventa che era contatto diretto con un oggetto toccato dalla persona. Allo stesso modo Venditti, ed è scritto agli atti, nella richiesta di archiviazione fa riferimento alle dichiarazioni di De Stefano, che non è però vero, come dice la perita Albani, che ha fatto la perizia attualmente per la Procura".
Nuzzi interroga Taccia sulla considerazione che la difesa ha in merito al DNA, lei appare tranquilla: "Noi siamo molto solidi su questo".
L’intervento di Massimo Lovati e i dubbi sull’archiviazione di Sempio
Nella parte finale della trasmissione interviene Massimo Lovati, ex legale di Sempio. Nuzzi evidenzia l’intenzione di mettere fine al "giallo della consulenza Linarello", arrivata nelle mani dell’avvocato, che non avrebbe dovuto averla. Su questo stanno cercando di saperne di più anche gli inquirenti, che ne hanno chiesto conto nel suo interrogatorio: "La documentazione proveniva da un giornalista, è deceduto, Giangavino Sulas – dice -, lo stesso che qualche giorno dopo o una settimana dopo, o forse nei primi di febbraio, effettuò un’intervista sul settimanale ‘Oggi’ allo 007, cioè colui che aveva appreso, o diceva di avere appreso, quei reperti provenienti da Andrea Sempio, su cui poi si basò la consulenza. Questa era prima di Fabbri, che li descrisse, poi del dottor Linarello, che li sezionò per confezionare quella consulenza tecnica. Mi sembra me li abbia dati in un bar, forse alla stazione Centrale di Milano, io conosco parecchi giornalisti, l’ho chiamato e incontrato, ma lo conoscevo già. Quell’articolo per me non era falso, aveva intervistato quello giusto".
I magistrati sono apparsi però davvero poco convinti della versione del legale, che commenta: "Non so, più che dire la verità non posso fare. Bisogna puntualizzare che quei reperti sono stati prelevati il 18 novembre 2016, sono finiti sul tavolo del laboratorio di Fabbri il 1° dicembre, che strada abbiano fatto in quei giorni lo sa il Signore, non c’è stata catena di conservazione. Ho fatto investigazioni difensive preventive con le mie fonti, ho trovato la consulenza Linarello, tutto è lecito e legittimo".
Il conduttore appare però decisamente perplesso da questa versione, che ritiene poco credibile, oltre a trovare di cattivo gusto tirare in ballo un collega onesto, che ha sempre lavorato con professionalità, ma che è soprattutto scomparso da tempo. Lovati non fa comunque marcia indietro, sostiene che chiarirà tutto solo con i magistrati.
