Garlasco in Tv, il ruolo dell'impronta 33 nell'accusa a Sempio: "Non era utile, ecco cos'è cambiato oggi". L'ora della morte resta un mistero
A Quarto Grado venerdì 18 settembre 2026 consueto spazio dedicato al caso Garlasco, con focus su alcuni degli indizi contro Andrea Sempio, che a breve saprà il suo destino

"Quarto Grado" dedica da tempo ampio spazio al caso Garlasco, non ha mancato di farlo anche nella puntata di venerdì 18 settembre 2026. L’appuntamento ha permesso innanzitutto di ascoltare Mario Venditti, procuratore a Pavia nel 2017 quando Andrea Sempio era stato accusato per la prima volta del delitto di Chiara Poggi, oggi archiviato dopo essere stato accusato di corruzione. L’analisi ha però riguardato anche alcuni degli indizi che la Procura ha raccolto contro l’indagato per formulare il suo quadro accusatorio.
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Si torna a parlare dell’epoca della morte di Chiara Poggi, tema che è al centro dell’inchiesta odierna ai danni di Andrea Sempio, ma che potrebbe essere decisivo anche per modificare la posizione di Alberto Stasi. L’allora fidanzato della giovane, infatti, è stato ritenuto colpevole sulla base del poco tempo in cui era in assenza di un alibi, collocando il decesso tra le 9.12 (orario di disattivazione dell’allarme di casa della vittima) e le 9.35, visto che un minuto dopo lui era al PC a lavorare alla tesi. Basterebbe quindi avere la certezza anche solo di una dinamica più lunga per renderlo estraneo ai fatti.
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Entra nel canale WhatsAppLa Procura di Pavia oggi ha spostato questo elemento in avanti, sulla base di quanto emerso nella consulenza Cattaneo, che stabilisce che "può essere fissato dai 30 minuti alle due ore rispetto all’ingestione della colazione". Questo introduce quindi un concetto che non era stato preso in considerazione in passato, quello del contenuto gastrico, che l’anatomopatologa ha studiato in prima persona. A parlare di questo a "Quarto Grado" è il medico legale Giuseppe Fortuni, che ha espresso la sua opinione a riguardo, anche in merito all’idea di considerare questa come una prova nuova, utile quindi alla revisione a cui sta lavorando la difesa dell’unico condannato (oltre alla Procura Generale di Milano.
"Il materiale repertato in autopsia è stato periziato da subito da un operatore del consulente del pubblico ministero nel tossicologico. Nella relazione Cattaneo compare questo materiale dopo anni in cui spero sia stato conservato a regola. Prima era in un congelatore, poi viene scongelato, una parte di questo viene analizzato. Mi chiedo a che titolo venga manipolato in assenza di consulenti delle parti. Scongelarlo e ricongelarlo crea delle modifiche, non viene detto nemmeno la quantità e quanto ne rimanga".
Spazio poi a un altro elemento contestato a Sempio, anche questo in grado di semplificare la posizione di Stasi, l’impronta 33, presente sul muro delle scale in cui era presente il corpo della 26enne. La Procura a riguardo non ha dubbi, appartiene al palmo destro di Sempio per 15 minuzie, la difesa è di parere opposto, ne ravvisa solo cinque, mentre per il consulente della famiglia Poggi non c’è alcun tratto riconducibile a lui.
Alessandra Viero interpella sul tema il biologo Giorgio Portera, ex ufficiale dei RIS di Parma quando è avvenuto il delitto, a cui chiede se all’epoca non potesse essere analizzata almeno andando per esclusione. Se si fosse agito in questo modo s sarebbe potuto escludere Alberto Stasi, in quel caso oggi le cose sarebbero state forse differenti. "No, questa impronta è stata ritenuta non utile durante il sopralluogo, quando è così non è utile, né per escludere, né per dare una compatibilità – sottolinea -. Non bastano 6-7 punti che non trovo in un’impronta per escluderla, l’analisi deve essere più pulita. Si deve innanzitutto vedere se sia utilizzabile, se lo è può dare sia uma compatibilità che un’esclusione. Questa però non è stata presa in considerazione perché 19 anni fa è stata ritenuta non utilizzabile, non aveva i minimi parametri per essere confrontata".
Inevitabile quindi chiedersi cosa sia cambiato oggi, visto che la visione è stata ribaltata: "La dattiloscopia non è una scienza con numeri misurabili come può essere la genetica, la biologia, la medicina, c’è piùun asoggettività dell’operatore. Negli ultimi anni c’è stata un’evoluzione, invece di valutare solo il numero delle minuzie, si valuta anche la qualità, quindi queste 15 minuzie probabilmente hanno particolarità tali da superare la mancanza dei 16 punti".
