Garlasco in Tv, i tanti 'Non ricordo' di Cassese e del collega e gli effetti su Sempio. Taccia attacca: "Ma è il modo di fare le indagini?"

A Quarto Grado venerdì 17 luglio 2026 ampio spazio dedicato al caso Garlasco, con un occhio agli errori della vecchia indagine e gli effetti che questi hanno avuto su Sempio

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Pur essendo in piena estate, "Quarto Grado" è regolarmente in onda anche venerdì 17 luglio 2026, con il consueto lungo approfondimento dedicato al caso Garlasco. Il titolo della puntata è "Onda Anomala", Gianluigi Nuzzi sottolinea come la nuova inchiesta possa travolgere non solo Andrea Sempio, accusato di essere l’assassino di Chiara Poggi, ma anche altri personaggi, come gli inquirenti, a iniziare dal Colonnello Cassese, che si era occupato delle indagini all’epoca, e oggi indagato, presente in studio insieme al suo avvocato.

Garlasco, Quarto Grado puntata 17 luglio 2026: la deposizione degli inquirenti e i dubbi sullo scontrino

Si parte da un documento esclusivo, relativo al Carabiniere che aveva effettuato con Cassese gli interrogatori nel 2008 ad Andrea Sempio e agli amici Biasibetti , Freddi e Capra. "Questo è il verbale di Biasibetto Alessandro, questo di Capra Mattia, questo di Freddi Roberto e il verbale di Sempio Andrea del 4 ottobre 2008 – gli dice la PM -. Se lei legge gli orari di apertura e di chiusura si nota una sovrapposizione. I soggetti sono tutti escussi da lei e dal Capitano Cassese, ma il verbale di Sempio inizia alle 10.30 e finisce alle 14.30. Nello stesso momento, quindi alle 13.25 per esempio, risulta che voi sentite insieme anche Capra Mattia, così come Biasibetti, inizia alle 11.25, come spiega la sovrapposizione?". Lui risponde: "All’inizio c’è stato qualche errore di orari nella trascrizione, ma non lo so. Sicuramente sarà stato un errore di trascrizione".

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Anche Cassese dice la sua: "Anche al collega vengono contestate le stesse cose da quello che ho ascoltato e visto, l’unica differenza è che sembrerebbe, perchè poi bisognerebbe vederla per intero, che a lui hanno fatto vedere gli atti e poi fatto la domanda, a me prima hanno chiesto dei ricordi, poi mi hanno fatto vedere il verbale. E’ strategia".

Carmelo Abbate su invito di Gianluigi Nuzzi, che definisce questo filone come "Garlasco Bis" commenta: "Mi auguro scopriremo chi ha commesso tutti questi errori nella fase iniziale dell’indagine, ma soprattutto perché non si ammetta di averli fatti, mentre si continua a riparare e cercare di arrampicarsi sugli specchi difendendo l’indifendibile e prendendo gli altri quasi per incompetenti o guidati da una furia ideologica che non c’è. Ci sono errori che sono stati determinanti nella condanna, a mio avviso, di un ragazzo innocente".

Nuzzi evidenzia ancora come "diventino centrali i ‘Non Ricordo'". Prosegue l’interrogatorio del collega di Cassese. La PM sottolinea: "Lei ricorda le sommarie informazioni che ha assunto il 4 ottobre 2008 da Sempio Andrea, Biasibetti Alessandro, Capra Mattia e Freddi Roberto nell’indagine per l’omicidio di Chiara Poggi?". Lui è lapidario: "Non ricordo, è passato troppo tempo". La PM prosegue: "Andrea Sempio il 4 ottobre 2008 dichiara ‘Ricordo di avere parcheggiato la vettura in un parcheggio a pagamento che si trova prima della piazza Ducale. Faccio presente che ho conservato lo scontrino del parcheggio, che vi consegno". Questa la replica: "Se ce l’ha consegnato lo avremo fatto sicuramente, ma io non ricordo, è passato talmente tanto tempo che non ricordo". Il PM ribatte: "Dal verbale sembra che lui abbia tirato via lo scontrino dalla tasca e ve lo ha messo lì". Il carabiniere: "Mah, non me lo ricordo assolutamente, se ho scritto così. Io non ricordo veramente cosa sia accaduto, non mi ricordo. Non ho nulla da nascondere. Ripeto, è passato talmente tanto tempo, abbiamo fatto tante cose, ma non ricordo assolutamente quei particolari".

La PM ribatte: "Sia Sempio Andrea sia i suoi genitori hanno dichiarato che lo scontrino non lo aveva lui con sé, ve lo ha riferito, quindi lui a quel punto avreste chiesto di andarlo a prendere a casa e riportarlo. Lui sarebbe andato insieme al padre a prendere lo scontrino a casa su vostra indicazione". Il Carabiniere: "Io confermo solamente quello che c’è scritto nel verbale, altro non ricordo". La PM: "Se i fatti sono andati in questo modo, dal verbale dovrebbe risultare una sospensione, ma qui è scritto che l’escussione è iniziata alle 1030 e finita alle 14.40 senza alcuna interruzione. Come è possibile?". Il Carabiniere: "Io non ricordo altro, a parte quello che c’è scritto nel verbale". La PM: "Risulta inoltre che Sempio quel giorno si sia sentito male, tanto da essere richiesto l’intervento del 118, nella documentazione risulta che dalle 11.19 alle 11.35 interviene l’automedica", ma lui: "Non ricordo, mi deve scusare, ma non ricordo, questo è".

Nuzzi stuzzica Cassese: "Come è possibile che non ricordiate nulla?", questa la risposta del Colonnello: "In merito all’intervento dell’automedica, vedendo gli atti è arrivata a ridosso dell’apertura del verbale di Biasibetti. La Compagnia si articolava su più piani, le persone che dovevano essere sentite erano al piano terra con il piantone, gli uffici sono al primo piano, noi eravamo quindi nella parte opposta della caserma con Biasibetti. Sicuramente mi hanno riferito dell’ambulanza essendo il Comandante, ma se non la ricordo dagli atti risulta quello. Io ho la mia dignità, di persona, uomo e militare, se non ricordo una cosa non la ricordo, avrei potuto aggiustare il tiro, ma non l’ho fatto. Non sono state sottovalutate le dichiarazioni di Sempio, abbiamo chiamato tutti e quattro perché volevamo capire meglio le telefonate che aveva riferito ad agosto".

La mamma aveva però spiegato in modo diverso la questione scontrino: "Quando lo abbiamo trovato io ho detto ad Andrea: ‘Visto che è successa una cosa così grave verrai chiamato e ti chiederanno dov’eri, teniamo questo scontrino’. E difatti l’abbiamo tenuto, l’ho preso io, sistemato in una busta di plastica, messo in un cassetto ed è stato più di un anno. Quando Andrea è stato sentito nel 2008, lui è andato dai Carabinieri la mattina, io sono andata a lavorare alle 13, lui e il papà non erano tornati, mi ha chiamato mio marito per dirmi che era ancora dentro, mi hanno chiamato dopo le 16 per chiedermi dove fosse lo scontrino perché i Carabinieri lo volevano vedere. Io gli ho spiegato dove fosse, loro lo hanno preso e riportato a Vigevano".

Nuzzi: "Gli orari non quadrano, la mamma dice di essere stata chiamata dopo le 16, ma il verbale viene chiuso alle 14.40". Cassese ribatte: "Per uscire da questo empasse, quindi dall’assenza della sospensione, si deve fare l’accertamnto sul registro per le persone che entrano ed escono, lì non si possono fare ipotesi".

Taccia dà la sua versione: "E’ andato lui con il papà a prendere lo scontrino, non si ricordano l’orario, quello che Sempio ha detto con approfondimenti giornalistici si è rivelato vero, ma secondo me la storia dello scontrino è esagerata, è troppo chiamarlo alibi. Lui ha detto cosa aveva fatto la mattina del 13 agosto quando gli hanno chiesto, e lo ha sempre detto, se avesse qualcosa che poteva dimostrarlo, ha accennato allo scontrino dicendo di poterlo andare a prendere. Lui ha detto di averlo consegnato al piano terra,un collega del Colonnello ha quindi detto: ‘Aggiungiamo nel verbale, che vi consegno’. Altre dodici persone hanno portato ticket, lo diciamo ma la cosa non passa".

Il ruolo del pompiere e l’alibi

Il pompiere, sentito due volte dai Carabinieri il 31 marzo e il 17 aprile 2025, ha affermato di non avere mai incontrato Daniela Ferrari a Vigevano, oltre ad avere escluso di poter uscire dalla caserma per un caffè. Intercettato il 1° maggio 2025, spiega al figlio che cosa ha raccontato: "Il caffè lo abbiamo sopra’, ho detto, non può uscire nessuno perché siamo contati, al massimo al rientro ci fermavamo a prendere il caffè". Il figlio suggerisce: "O al massimo si esce tutti insieme con la PS", lui precisa: "Sì, ma quello non l’ho detto". Il figlio aggiunge un dettaglio trascritto dagli inquirenti: "O se uno ha bisogno si esce tutti insieme con la PS", la parola pronunciata è però "APS", ovvero l’autopompa a serbatoio, usato da tutta la squadra in servizio. Anche due ex colleghi hanno confermato l’impossibilità di allontanarsi dalla caserma durante il turno.

Nell’informativa finale i Carabinieri sottolineano che il 13 agosto 2007 "il pompiere era in servizio di reperibilità 8-20", era quindi a disposizione ma fuori dalla caserma? I turni di reperibilità, come individuato da "Quarto Grado", esistono in casi eccezionali e non hanno orari ben definiti, i turni classici invece prevedono 12 ore, nelle fasce 8-20 e 20-8. Come evidenziato in un documento, il 13 agosto l’amico faceva un turno effettivo dalle 8 alle 20.

E’ importante però capire da Cassese se lui ritenga di avere sottovalutato l’audizione dell’epoca di Sempio, su questo non cambia idea: "Voi continuate a parlarmi dell’autoambulanza e della mancata sospensione, ma tolte questi due aspetti il verbale a mio avviso è stato fatto tenendo in piedi i dubbi per cui avevamo deciso di sentirlo. Se l’avessimo sottovalutato, avremmo chiuso il verbale e basta, ma abbiamo sentito le persone, la Feltrinelli, abbiamo sviluppato tutto quello che serviva. Le dichiarazioni sono state oggetto di riscontro". Abbate non ci sta: "Non prendiamoci in giro, il riscontro minimo avrebbe portato a chiedere il giorno dopo i tabulati di Sempio e Marco Poggi, se lo aveste fatto forse oggi non saremmo qui, magari avreste dimostrato che le telefonate erano come da lui detto". A riguardo si esprime il legale Cataliotti: "Il pompiere non può avere incontrato la mamma quella mattina, chiunque dica il contrario porti le prove".

Nuzzi chiede a Valter Biscotti, legale di Cassese, se a suo dire si possa arrivare alla revisione per Stasi: "La revisione è un istituto eccezionale, a oggi a mio giudizio vedo un’onda anomala nell’atteggiamento della Procura dopo che forse ha perso quello che poteva essere l’indagato più importante. La revisione è una cosa seria, ci vogliono prove nuove, da quello che ho visto e sentito non ne vedo, ma soprattutto mi sorprende che un Procuratore si reca dal Procuratore Generale dicendo di fare al suo posto la revisione. La Procura della Repubblica è stata zitta per un anno e mezzo, guarda caso si immette a parlare quando va dal Procuratore Generale a chiedere la revisione. Non c’è bisogno di avvertire la stampa per farlo. Si prende tutto il tempo per decidere, lo farà? Non ci credo".

Sempio ha un’ossessione per le donne e il sesso?

E’ importante capire se Sempio davvero avesse un modo di vivere la sessualità ossessivo, al punto tale da non renderlo capace di accettare un no, come sostiene la Procura. A dare la sua versione è la sua ex fidanzata in una deposizione: "Io non lo sento da almeno tre anni, io l’ho conosciuto quando ero una ragazzina nel 2015, la relazione è andata avanti circa tre ann. Non ci sono stati episodi particolari che mi hanno fatto riflettere, non conoscevo i suoi, ma non era niente di che, anche perché ci siamo lasciati per quel motivo. Quando ci siamo frequentati la prima volta lui mi ha detto: ‘Guarda, non voglio prendermi troppe responsabilità seriamente’, io volevo un tipo di relazione diversa, quindi ci siamo lasciati. Poi ci siamo continuati a sentire perché è una persona che conosco e con cui mi sono trovata bene. Il rapporto con il sesso era normale, è anche per quello che avevamo un’ottima intesa. Mai avuto timori, non so quando lui abbia capito che io avessi paura di incontrarlo, forse è stato nelle ultime volte in cui ci siamo visti. Io gli ho detto: ‘Mi sto sentendo con un’altra persona, quindi lasciamo stare’. Lui non ha mai fatto niente di violento nei miei confronti, io ero un po’ preoccupata, lui mi ha chiesto se ci fosse qualcosa che non andava, non volevo dirglielo perchè semplicemente io stavo frequentando un’altra persona, è solo per quello. Quell’episodio è successo dopo che avevamo già parlato, la prima volta che ci siamo visti lui ha provato a baciarmi e io gli ho detto di no, lì gli ho detto dell’altra persona, quindi mi ha detto: ‘Ok’. Non ci sono state altre situazioni, non mi ha mai forzato in niente".

Taccia smentisce l’idea che lui abbia preso di nascosto immagini intime di alcune colleghe: "Era concordato. Noi abbiamo nomi e cognomi, mediaticamente vedo presunzione di colpevolezza, questo è molto grave". Nuzzi precisa: "I Carabinieri parlano di sottrazione di immagini a due persone, lo indicano come elemento indiziario del suo carattere". Taccia non ci sta: "I Carabinieri pensano di sapere tutto, ma non hanno chiamato le persone coinvolte, se c’è un dubbio si va a confermare o smentire, questo è il modo di fare le indagini?".

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