Garlasco in Tv, il nuovo dato che può favorire Stasi. Sempio e le frasi sul forum: "Non è accettabile, basta"
Ampio spazio al caso Garlasco a Quarto Grado venerdì 11 settembre 2026, la difesa di Alberto Stasi lavora a indagini difensive per favorire la revisione

Venerdì è sinonimo di "Quarto Grado", in onda anche l’11 settembre 2026, pronto a dare aggiornamenti sul caso Garlasco, che continua a far discutere l’opinione pubblica e non solo. La fase attuale è decisamente particolare, a breve, il 26, si concluderanno le indagini, potremo quindi sapere se Andrea Sempio, accusato dalla Procura dell’omicidio di Chiara Poggi, sarà rinviato a giudizio. Nel frattempo, Alberto Stasi, condannato per lo stesso delitto, punta a chiedere la revisione.
Garlasco, Quarto Grado puntata 11 settembre 2026: le parole della mamma di Chiara Poggi
Lo spazio dedicato a Garlasco a "Quarto Grado" parte con le parole della mamma di Chiara Poggi, Rita Preda, tornata a parlare a distanza di mesi a un evento a Milano in cui sono intervenuti i parenti di alcune vittime di femminicidio. "Mi manca la sua allegria, la voce, aveva la voce un po’ come la mia. Mi mancano tante cose, quando torna la sera, quando sento il pullman che lei prendeva per tornare a casa fermars vicino a noi, a volte lo sento e lei non torna. Ha lasciato se stessa, io a casa la vedo, ma non c’è. Non la sento suonare alla porta, ma il pullman sì, ogni tanto lo sento fermarsi e penso a quando lo sentivo, dopo un momento lei arrivava e suonava il campanello. Mi manca la sera, quando ci si siede a tavola, preparo solo per tre anziché per quattro, all’inizio preparavo per quattro, poi dicevo: ‘Ma cosa ho fatto?’, purtroppo è così".
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Entra nel canale WhatsAppGianluigi Nuzzi chiede allo psichiatra Massimo Picozzi il motivo per cui un tempo la mamma tendeva a preparare un piatto in più a tavola, oltre alla scelta di avere lasciato la casa com’era: "E’ la dimostrazione di un lutto insuperabile. Cambiare la casa a loro farebbe pensare di fare un oltraggio alla figlia. La mamma parla della figlia al presente, poi si corregge, ma almeno un paio di volte le sfugge, paradossalmente è un lutto superato, ma insuperabile allo stesso momento. Si porta l’immagine con sé ovunque, vedere il caro mancato in mezzo alla folla è un’esperienza comune a tutti, non dopo 19 anni".
Alberto Stasi e la revisione: a che punto siamo
La difesa di Alberto Stasi sta nel frattempo facendo una serie di indagini difensive, che potrebbero essere utili per la revisione, con una particolare attenzione all’ora della morte di Chiara Poggi. I consulenti sarebbero partiti dalle risultanze medico-legali della dottoressa Cristina Cattaneo depositate nell’inchiesta contro Andrea Sempio, con un focus sul contenuto gastrico della vittima e le indicazioni che può dare sull’epoca del decesso, fissato tra le 9.15 e le 9.35 nella sentenza definitiva. L’anatomopatologa ha analizzato il contenuto gastrico che, a suo dire, segnala materiale ancora nello stomaco e parzialmente digerito, "indicando un periodo della morte tra i 30 minuti e le due ore circa dall’ingestione della colazione", si legge nella sua relazione.
Non ci sono evidentemente certezze sull’ora della colazione, la professoressa non si è troppo sbilanciata a riguardo, ma gli inquirenti, basandosi sul suo lavoro, hanno collocato la morte intorno alle 9.45, quando Alberto è già a casa, con il computer acceso da dieci minuti. Il medico legale Vittorio Fineschi, recentemente nominato consulente del condannato, mesi fa aveva sottolineato come fosse impossibile stabilire con certezza l’ora della colazione, per farlo serve una prova circostanziale, non scientifica. Questa si ottiene incrociando due dati, il registro dell’allarme di casa Poggi dei giorni precedenti, che dimostra come sia stato sempre disattivato tra le 8 e le 9.30, e la testimonianza della mamma della vittima, che ha parlato dell’abitudine della figlia di far uscire i gatti appena sveglia, quindi prima della colazione.
Di questo si era già parlato nel processo di primo grado, senza avere grosse certezze a riguardo. Carmelo Abbate ha un punto di vista importante sul tema: "Non sono d’accordo quando si dice che il tema sia stato toccato nel processo di primo grado, nessuno prima d’oggi aveva fatto l’analisi del contenuto gastrico per analizzare e capire la durata del percorso digestivo, è stata fatta adesso ed è a tutti gli effetti una prova nuova. Nel 2007 era stato dato in carico al professor Groppi di fare un’analisi tossicologica, fatta sui capelli, era uscito fumo, sulle urine, alla ricerca di sostanze stupefacenti e barbiturici per capire se la vittima fosse stata drogata, ma non è uscito nulla, in questo anche un piccolo frammento del contenuto gastrico. Non c’era però stata l’analisi del contenuto gastrico per capire quanto fosse durato il percorso digestivo, ora viene fuori che può essere durato da mezz’ora a tre ore dopo la colazione. L’ipotesi di anticiparla non ha elementi. E’ un elemento perché è la mamma che dice che quella fosse l’attitudine di Chiara coincidendo con la disattivazione dell’allarme".
Paolo Reale, consulente della famiglia Poggi, ha un’idea diversa: "Il collegamento delle 9.12 va ripreso con la bicicletta vista dalla vicina alle 9.10, collegarla con i gatti è un’assunzione. L’altro dato, processualmente accertato, è la presenza di una bicicletta nera da donna a quell’ora. C’è un secondo elemento, le testimonianze di Alberto Stasi ci dicono che quando lui dormiva lì si svegliava più tardi, trovava quindi Chiara che aveva già fatto colazione. Ancorare le cose su un allarme è così".
Gianluigi Nuzzi interpella Liborio Cataliotti, legale di Andrea Sempio, per capire se la difesa stia ancorando un eventuale alibi per quella mattina: "Io e il nostro medico legale consulente abbiamo un’opinione diversa da quella dei presenti, anche se non funzionale alla difesa di Sempio. Si vuole ancorare il tempo dell’omicidio a quello della colazione, giusto, ma non abbiamo elementi per collocare sul piano cronologico la colazione. Fare riferimento alle abitudini ordinarie è un errore, quella è stata non ordinaria perché c’è stato l’omicidio, non è pensabile che nei minuti precedenti non ci sia stato qualche elemento anomalo che ha scardinato le consuetudini".
Arrivano aggiornamenti importanti dall’inviato Gianmarco Menga, che si trova davanti alla Procura di Milano: "Abbiamo fatto delle verifiche, in questa settimana c’è stato un incontro tra il Procuratore Generale di Milano, la dottoressa Francesca Nanni, e l’avvocato Generale, la decisione sulla revisione di Stasi non arriverà prima del 28 settembre, quando è prevista la chiusura delle indagini. La decisione potrebbe arrivare in autunno inoltrato, non prima della metà di ottobre. La difesa di Stasi sta preparando autonomamente la richiesta di revisione, verranno depositate a breve una consulenza genetica e una sulle impronte di scarpe sulla scena del crimine, oltre a un lavoro di ascolto delle intercettazioni di Andrea Sempio del 2017, poi consegnate in Procura a Pavia".
Il nodo della bicicletta
Si torna a parlare dell’ormai nota bicicletta nera da donna, che era fuori casa Poggi la mattina del delitto, vista anche da una vicina. La donna l’aveva descritta con estrema precisione dopo averla notata alle 9.10, mentre era scomparsa alle 10.20. La sentenza di condanna di Stasi aveva ritenuto fosse dell’assassino, cosa sancita anche dalle sentenze che lo avevano assolto. Nella nuova indagine, che vede Sempio accusato dell’omicidio, la bicicletta è invece scomparsa.
"Già prima della presente indagine era pacifico che la bicicletta vista dalla vicina Bermani era del tutto differente da quella nera da donna callidamente sottaciuta da Alberto Stasi in risposta alle domande sulle biciclette in sua disponibilità", si legge nell’informativa attuale. Solo i genitori avevano riferito di avere anche una bicicletta nera da donna, trovata nell’officina del papà, ma l’ex maresciallo Marchetto il 14 agosto aveva deciso di non sequestrare né fotografare perché ritenuta diversa. Nel 2014 la bicicletta era ricomparsa, in aula, sembrava avere caratteristiche simili a quelle indicate dalla testimone, a eccezione della presenza di un cestino in vimini, anche se sembrava quasi del tutto nuova. La famiglia aveva anche un’altra bicicletta, nera e grigia, mai più ritrovata, una simile viene fotografata nella casa di Spotorno, anche se i vicini dicono di non averla mai vista in uso agli Stasi. Nel 2014 viene poi scoperta la presenza sui pedali di un’altra bici, la Umbert Dei, materiale genetico altamente cellulato, sangue secondo i RIS, con il DNA di Chiara Poggi. Quei pedali non corrispondevano però a quelli originali, di una fattura mediocre rispetto a quella bicicletta, l’accusa sostiene che siano stati lavati e tolti dalla bicicletta usata per il delitto, per poi essere montati su quella bordeaux da uomo. I carabinieri di Milano e la Procura di Pavia ritengono invece quei pedali incompatibili, il materiale sarebbe invece riconducibile a un utilizzo della bicicletta da parte della vittima insieme al fidanzato.
Andrea Sempio dal 4 ottobre 2008 ha sempre riferito di non avere una bicicletta simile.
Abbate si esprime sul tema arrivando a infervorarsi: "La bicicletta nera è il grande imbroglio. La bici nera, il DNA sui pedali, lo scambio dei pedali è il grande imbroglio, ci sarebbe da vergognarsi se fossi un giudice della Cassazione, il grande imbroglio è arrivato in sentenza. Ditemi perché diventa un elemento, come entra nel processo. La vicina fa una descrizione precisa, quella del papà di Alberto Stasi non corrisponde, tanto è vero che a processo le chiederanno mai: ‘Signora, è questa che ha visto, sì o no?’. Non lo faranno mai, lo faranno i giornalisti e lei dirà no. Nella sentenza c’è scritto che ‘la bicicletta nera della famiglia Stasi corrisponde alla macro descrizione che ne fa la Bermani, vi dovreste ribellare".
La consulenza psichiatrica e la personalità di Andrea Sempio
L’attenzione della trasmissione si sposta poi alla consulenza psichiatrica, richiesta dalla Procura per Andrea Sempio da parte del professor Roberto Catanesi, ma a cui lui ha rifiutato di sottoporsi. Gli esperti del RACIS già un anno fa avevano redatto un suo profilo sulla base di interviste, intercettazioni, scritti e post social, era emerso il ritratto di "un uomo controllato in pubblico, che confida la sua inquietudine e il suo malessere solo alle pagine dei diari". Lui arrivava ad affrontare le sofferenze attraverso strategie imparate da ragazzino e consolidate da adulto, come "la capacità di dissimulare la realtà inventandosi storie di fantasia per affascinare i compagni e le maestre". Lui viene inoltre descritto come un soggetto capace di celare le sue emozioni davanti a una telecamera, arrivando a ripetere un copione preparato. Solo in un’intervista, indica il RACIS, quella del 21 marzo 2025 fatta da Martina Maltagliati per "Quarto Grado", appare meno sicuro, al punto tale da lasciarsi sfuggire qualche ghigno. In quell’occasione lui era arrivato ad ammettere di "indossare una maschera, far vedere che non sei toccato e andare avanti. Non una maschera per nascondere l’omicidio, ma per sopravvivere emotivamente a questo turbine mediatico".
Addirittura è arrivato a descrivere con una serie di formule matematiche le relazioni con le donne, come indicato in uno dei suoi scritti. A questi si aggiungono gli oltre 3 mlila post sul forum dei seduttori, dove parlava di stupro, per l’accusa sono un elemento contro di lui, mentre per la difesa le sue parole sono state decontestualizzate per costruire un mostro. Emblematica era però una frase: "In natura più che gentilezza e fiori vedresti: ‘Mi metto in mostra, ci sta? Bene! Non ci sta? Stupro!’. Non partiamo con inviti allo stupro, non siamo animali, si è citata la natura e non è politically correct".
Nuzzi sottolinea come "di fronte a queste frasi non avere la pelle d’oca sia un po’ difficile", per questo non può che essere importante il commento di Cataliotti: "Lei ha detto: ‘Sempio pare avere più maschere’, io condivido l’affermazione, ma al rovescio. Quando si sentono espressioni come quelle del forum, ovviamente disapprovabili, si tratta di ragionare sulla maschera che ha indossato, è la maschera volta a compiacere gli interlocutori del forum? A me viene da dire di sì, non è la maschera rappresentata dalle colleghe o dalle fidanzate, che parlano di un uomo pacifico, cordiale, sereno, normale nell’affettività e nel relazionarsi con l’altro sesso. Indossa una maschera sui forum o nei suoi scritti, destinati non alla sua coscienza ma chissà nella sua prospettiva a chi. In televisione lei è diverso rispetto a quando è a casa o è con gli amici".
Il giornalista però ribatte: "Io avrò delle maschere, possiamo ragionale se parliamo dello stupro come un’espressione dell’essere animale, ma dell’essere umano mi fa strano". Il legale prosegue: "Sono disapprovabili, espresse in un contesto che consente di dare ad essere il peso che meritano, inferiore nel diritto penale, che è dedicato ai fatti. Per ciò che si pensa non si deve essere puniti, contano i fatti, nei suoi 38 anni c’è un giornalista che ha scoperto del suo investimento involontario di un gatto, è successo, per il resto tutti lo descrivono come una persona tranquilla".
Interviene la giornalista Tiziana Maiolo: "Il materiale processualmente è inutilizzabile, come donna e femminista ne sono indifferente, lo ero stata anche nel processo Stasi. Scusami se te lo dico, lo dico a te da donna a uomo (rivolgendosi a Giuseppe Brindisi, ndr). Se noi acquistiamo il cellulare di tutti i maschi italiani, sinceramente ne troveremmo di tutti i colori. Non fate le verginelle. Le fantasie di violenza di tanti maschi italiani, per favore, nella vita non significano che siano stupratori o assassini".
Giuseppe Brindisi non ci sta: "In un Paese in cui viene ammazzata una donna al giorno, io questa cosa da una donna non posso accettarla, Tiziana. Contestualizzare le parole sullo stupro non è accettabile. Basta. Basta", la donna però ribatte: "Non sopporto il maschio politicamente corretto".
Nuzzi si dissocia: "Qui non è corretto o scorretto, è un maschio che ha delle fantasie criminali o si confronta con tutte le declinazioni, le fantasie sessuali, le parafilie. Ma dire che è diffusissimo il pensiero dell’uomo che nel cellulare ha la pulsione dello stupro a me sembra too much". Maiolo continua: "Anche quella cosa che dice Sempio dice delle donne non è così inusuale".
La giornalista Candida Morvillo si esprime con durezza: "Questa sera c’è stata una fiaccolata per una ragazza lanciata viva da un cavalcavia, non vorrei passasse il messaggio che sia normale che nei cellulari degli uomini ci siano messaggi che inneggiano allo stupro". Maiolo non cambia idea: "Non ho detto di inneggiare lo stupro, ho parlato di fantasie, i vostri discorsi sono abbastanza ipocriti".
