Garlasco in Tv, Nuzzi: "Stasi innocente? Non me la sento di dirlo". I messaggi di Sempio e il suo rapporto con le donne

Quarto Grado ha dedicato interamente la puntata di venerdì 1° maggio 2026 ha Garlasco, con focus su quello che potrebbe accadere a Sempio e le ipotesi della Procura

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

"Quarto Grado" è regolarmente in onda come ogni venerdì anche il 1° maggio 2026, con una puntata davvero importante dedicata al caso Garlasco, a maggio ragione ora che la Procura ha convocato Andrea Sempio per un interrogatorio il prossimo 6 maggio, eliminando il concorso dal suo capo di imputazione, che è ora di omicidio volontario con le aggravanti. Ora lui dovrà presentarsi, ma potrà avvalersi, se lo vorrà, della facoltà di non rispondere.

Garlasco, Quarto Grado puntata 1 maggio 2026: cosa è successo

La puntata di "Quarto Grado" parte con la colonna sonora de "Il tempo delle mele" e ha come titolo "Il Complotto", Gianluigi Nuzzi spiega: "Un amore da tempo delle mele, un rifiuto o un complotto, potrebbe esserci questo dietro il delitto di Chiara Poggi e gli errori giudiziari che hanno portato alla condanna di Stasi. Oggi per la Procura Andrea Sempio è l’assassino, avrebbe ucciso con crudeltà, per un rifiuto sessuale".

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Si sottolinea la contestazione della crudeltà, che non era mai stata inserita nelle accuse a Stasi. "Alberto Stasi vittima di un complotto fatto di errori giudiziari, dall’altra parte Andrea Sempio come unico colpevole del delitto di Garlasco dopo un rifiuto a un approccio finito male, questa è la svolta della nuova indagine" – dice Nuzzi riepilogando quello che sta accadendo.

Non ci sono, almeno da quanto emerso finora , messaggi tra Sempio e Chiara, né sono stati notati strappi sul pigiama della ragazza, Nuzzi vuole quindi sapere da Carmelo Abbate da dove possa arrivare il movente sessuale: "Sicuramente non da scritti lasciati in giro, penso da qualche elemento chiaro e preciso. Non era necessario specificare il movente, l’atto è un messaggio chiaro della Procura a Sempio, gli sta dicendo: ‘Sei stato tu, sappiamo come lo hai fatto e perché lo hai fatto. Questo è il momento della verità, la prima volta ti hanno convocato e non ti sei presentato, poi hai fatto un tour televisivo, dove hai ribadito sempre le stesse cose, senza una sbavatura, dicendo di non vedere l’ora di raccontarlo ai magistrati. Ti hanno chiesto il DNA e non l’hai dato, ora ti dicono: ‘Vieni e racconta’, se hai detto la verità vai e ti fai ascoltare, se non lo fai hai qualcosa da nascondere".

La Procura nell’invito a comparire parla chiaro: "Sempio coltiva un odio per Chiara dopo il rifiuto", per Nuzzi "evidentemente il Procuratore deve avere in mano qualcosa". Questa l’opinione di Liborio Cataliotti, legale di Sempio: "Lo trovo contraddittorio, fantasmagorico perché attinge all’immaginifico, a ciò che può essere fantasioso, è scoppiettante come uno spettacolo pirotecnico. Questa imputazione io la considero incomprensibile, non ho mai visto, e purtroppo qualche centinaio di processi l’ho vissuto, che ci sia un’accusa di questo tipo, l’approccio sessuale, non l’invaghimento, degenerato in omicidio. Non ho mai visto che non sia accompagnato da atti sessuali, quindi da un tentativo di violenza sessuale, qui manca. Quella è la contradditorietà".

Si chiede un parere anche ad Angela Taccia, anche lei legale di Sempio: "Vedremo, non abbiamo gli atti. Non possono dimostrare qualcosa che non è mai avvenuto, noi non possiamo far altro che attendere e vedere cosa hanno raccolto. Andrea e Chiara non avevano rapporti, siamo stati i primi a chiedere l’incidente probatorio sui PC, quindi". E’ emerso però un forum in cui Sempio in un messaggio parla di un amore ossessivo tra i 18 e i 20 anni, il periodo dell’omicidio, questo il pensiero della legale: "Io sono tranquilla, ero nella compagnia, conosco la ragazza di cui lui si era invaghito, era addirittura più piccola di noi, lo so io e tutta la compagnia. Vedremo se chiamarla a testimoniare. Non era ossessionato, era innamorato, parla di one-itis, è uno slang americano, non è solo ossessione, l’amore adolescenziale è forte e intenso Non vuol dire niente, se dobbiamo appellarci o aggrapparci a queste pochezze, noi andiamo sui tecnicismi, le garantisco che nessuno nella nostra compagnia era invaghito di Chiara Poggi. Lei era una bellissima ragazza, intelligentissima, ma troppo grande per noi, non avevamo niente da spartire con lei, vite diverse".

Massimo Picozzi interviene per fare un commento sulla notifica della Procura: "No, chi ha steso questo atto ha sbagliato termine, la reazione che si innesca dopo una frustrazione e l’umiliazione è la rabbia, non l’odio. La rabbia è qualcosa di impulsivo, l’odio è un sentimento, qualcosa che si coltiva a lungo, si costruisce, lascia sempre tracce. L’odio può confluire in un episodio di frustrazione, che genera e scatena la rabbia, ma giustificare una scena del crimine così cruenta deve essere una rabbia intensa, non l’odio. E dell’odio devi trovare traccia nei contatti precedenti. A me è capitato un caso simile, la ricostruzione della Procura è plausibile, manca la dimostrazione, in casi simili può esserci il timore che la vittima possa raccontare cosa è successo".

Si passa alla crudeltà. che invece non era stata contestata a Stasi, su questo interviene Bruzzone: "il concetto di crudeltà è scivolosissimo come aggravante, io mi sono occupata del caso di Melania Rea, in quel caso i colpi furono 35, di cui 2 mortali, all’inizio è stata contestata per poi non essere riconosciuta dalla Cassazione, che ha rinviato a un nuovo processo di appello bis per Parolisi, perché la crudeltà non è stata considerata tale. Il numero di colpi non è un elemento che porta all’efferatezza e alla contestazione della crudeltà. Per averla servono una serie di condotte indipendenti dall’evento morte, che cagionano una quota di sofferenza non necessaria per uccidere mirate a soddisfare un bisogno psicologico dell’assassino, a far soffrire la vittima di più rispetto a quello che servirebbe per ucciderla".

Nuzzi chiede a Cataliotti cosa farà Sempio il giorno dell’interrogatorio: "Ci andremo, la legge lo impone, non abbiamo deciso cosa fare, la scelta sarà dei difensori che se ne prenderanno la responsabilità".

Il conduttore interpella Paolo Reale, consulente informatico e cugino di Chiara, per sapere la famiglia possa decidere di costituirsi parte civile se dovesse esserci un processo contro Sempio: "Parlare prima di conoscere le carte credo sia sbagliato a prescindere, noi vogliamo comprendere ogni verità, aspettare la Discovery, analizzare e prendere posizione. Quello che è uscito finora non porta nella direzione di Sempio, vedremo gli atti. Non riusciamo a cogliere gli elementi che facciano pensare ad odio, rifiuto e crudeltà. Questo capo di imputazione dovrebbe spazzare via dallo scenario mediatico le narrazioni tossiche che vedono la partecipazione di tante persone sulla scena del crimine".

Importante è l’intervento del genetista Marzio Capra, consulente dei Poggi, in merito al DNA sulle unghie della vittima. Questi erano due, uno riferibile alla linea maschile di Sempio e un altro di ignoto, questo farebbe pensare a una doppia contaminazione? Questa la sua risposta: "Ci sono studi in letteratura che riportano che la permanenza di materiale biologico sotto i margini ungueali possa durare per giorni. Non possiamo sapere quando sia avvenuto il contatto, abbiamo due profili genetici più chiari, ma altrettanti che sono una mistura. Sono tutti infinitesimali". Questa l’opinione del genetista Giorgio Portera: "Una colluttazione può portare a un trasferimento di DNA, ma la quantità è minima, è degradato, ce ne sono di più, sembra un DNA da passaggio precedente, ma nessuno lo potrà dire".

I rapporti di Sempio con le donne

E’ stato però trovato anche un altro messaggio di Sempio in un forum per la seduzione: "Ho quasi 22 anni e con le donne sono arrivato al massimo a qualche bacio. Credo che il mio ostacolo principale sia il contatto fisico. Non ho l’abitudine di toccare le persone, ad esempio non abbraccio/bacio le mie amiche". Nuzzi pone una domanda importante a Bruzzone: "Questa può essere la miccia di un odio verso le donne?". La criminologa dice la sua: "Più che altro mi sembra un aspetto legato a problematiche relazionali serie. L’evitamento del contatto fisico si collega a profili timidi, con scarsa autostima, incapaci di focalizzarsi sulla capacità di godere di una relazione, non c’entra l’odio per le donne. Alcuni disturbi di personalità hanno un enorme difficoltà a entrare in contatto con gli altri, anche fisicamente, lo spazio è percepito come una minaccia, hanno contatti fisici ridotti. Questo mi sembra una sorpresa per un aggressore sessuale che compie un omicidio con questa brutalità, in un contesto così improvviso e unico, va esaminato anche il resto della vita di Sempio. Mi sarei attesa nei successivi 18-19 anni qualche altro elemento disfunzionale in approcci con le donne, ma non mi sembra ci sia mai stato".

Presente in studio anche il colonnello Cassese, che si era occupato dell’indagine all’epoca e che non ha mai avuto dubbi sulla colpevolezza di Stasi, questo ilsuo parere sulla situazione attuale: "Non mi ricredo, mi riporto a quello che nasce in dibattimento, a una condanna passata in giudicato, ora dobbiamo aspettare la Discovery e vedere gli elementi oggettivi che sostengono quel capo di imputazione". Manca effettivamente poco alla chiusura delle indagini, a quel punto l’imputato avrà contezza di quanto è a suo carico, la difesa ha 20 giorni per chiedere un interrogatorio, presentare memoria, il PM ha quindi due strade: chiedere l’archiviazione o fare la richiesta di rinvio a giudizio, per poi arrivare all’udienza preliminare. Se si arrivasse a questo punto si può decidere per il rito abbreviato, ora non è possibile per l’omicidio ma essendo un reato del 2007 è consentito, in alternativa si può discutere l’udienza filtro, con possibilità di non luogo a procedere (si ferma tutto) o si apre un processo vero e proprio.

Nuzzi chiede quindi a Cassese come sia possibile che non si sia accorto che Sempio fosse colpevole, lui dice: "Devo contestualizzare al 2007, io ho avuto contatto con lui solo a ottobre 2008, quando l’ho sentito su nostra richiesta per chiedergli cosa avesse fatto il 13. Le sue dichiarazioni sono state verificate, abbiamo scritto alla Procura, secondo lui non c’era alcun elemento a suo carico e il discorso si è chiuso".

Tutt’altro che banale l’intervento di Carmelo Abbate: "Sempio non è stato mai attenzionato davvero in passato. Ora io chiedo un sussulto di dignità, Stasi è scomparso, Cedrangolo, Procuratore Generale della Cassazione, dopo due sentenze di assoluzione davanti ai giudici dice: "Signori, non ci sono le prove, fermatevi’ (rappresentava l’accusa, ndr). I giudici non si fermano, ora arriva la Procura di Pavia e dice che Stasi è estraneo, vuoi prendere atto che c’è stato un errore giudiziario?". Nuzzi decide di rispondere a livello personale: "Dopo che quaranta magistrati hanno pronunciato e hanno messo in fila determinate cose io non me la sento di escludere oggi e dire ‘Amici e amiche a casa, Stasi è sicuramente innocente’. Lo so molti di voi adesso mi scriveranno ‘sei TeleSempio’ e tutte le cavolate che avete detto, alcuni di voi, una minoranza rumorosa che io rispetto ma credo che nel rispetto della Giustizia italiana bisogna dare le cose alo proprio tempo".

Il DNA e gli errori nell’indagine

Spazio al DNA di Chiara trovato sui pedali della bicicletta di Stasi, con la stessa quantità di quello presente sul cucchiaino che lei ha usato per mangiare, è stato un complotto? I dati erano noti dal 2007, mai contestati, ma oggi ci sono sospetti. E’ possibile che qualcuno abbia usato la saliva della ragazza per far apparire il suo DNA sui pedali? Un errore o uno scambio di provette? I test sono stati eseguiti ne settembre 2007 presso i RIS di Parma alla presenza dei consulenti della famiglia Poggi e della difesa di Stasi, in modo particolare del genetista Matteo Fabbri. Allora si è pensato che la coincidenza fosse un caso, quello sul cucchiaino è puro, mentre quello sui pedali è ottenuto in più passaggi perché composto da materiali diversi, come due oli di tipo diverso. Non si esclude una contaminazione, un incidente non voluto. Capra è scettico: "Le contaminazioni vanno dimostrate, le due provette erano diverse, questo allontana quell’ipotesi".

Giada Bocellari a ‘Ignoto X’ su La7 non ha escluso di poter arrivare a chi ha commesso errori contro il suo assistito, ma questo lascia tranquillo Cassese: "Finché non vedrò qualcosa di oggettivo su una responsabilità dolosa da parte mia o dell’arma sono a posto".

Cataliotti, ha concluso dicendo quale sia stata la reazione del suo assistito "Sempio già non accettava di essere associato a un omicidio così efferato, ora è trasecolato sul movente".

Gli audio oggetto dell’esposto in Procura

Il programma si chiude con la presenza in studio di Chiara Ingrosso, giornalista ex inviata di "Far West", che ha depositato un esposto in Procura comprendente alcune registrazioni volte a dimostrare una manipolazione nelle indagini. A essere nel mirino sono soprattutto l’inviato de "Le Iene" Alessandro De Giuseppe e l’avvocato di Stasi Antonio De Rensis, che secondo lei si sarebbero resi protagonisti di atteggiamenti anomali e sospetti. Il legale è considerato un "uomo che cerca di condizionare il racconto mediatico", al punto tale da segnalarle alcuni articoli di Rita Cavallaro ritenuti interessanti perché relativi ad alcune piste alternative.

Non manca uno screenshot di un messaggio di De Rensis, che avrebbe invitato a "tirare in ballo Marco Poggi perché avrebbe una storia con Sempio". La giornalista riferisce inoltre di avere fatto una cena a Milano con l’avvocato quando lei stava cercando di ottenere un’intervista. In quell’occasione l’avvocato avrebbe ricevuto diverse chiamate da giornalisti e autori Tv.

Nuzzi le chiede innanzitutto perché abbia registrato gli audio, questa la sua risposta: "A contrario di quanto detto in questa settimana, non ho operato per sabotare il programma o i colleghi per cui lavoravo, non ho registrato nessun collega. Le registrazioni sono all’interno della mia indagine s Garlasco, io indagavo seguendo il filone della Procura, ma si apriva anche il filone mediatico, dei dibattiti in studio, per questo ho notato anomalie, soprattutto nelle affermazioni dell’avvocato De Rensis. Lui non è una parte in causa nel procedimento contro Sempio, non è legato a questa indagine, eppure in tutti i salotti televisivi, prima come telespettatrice poi come giornalista mi è saltato all’occhio di come si ponga sempre come un anticipatore, conoscente delle mosse della Procura. Lui dice: ‘Faccio fede alle indagini tradizionali’, queste sono testimoniali, se i testimoni sono quelli con cui ho parlato io abbiamo un problema enorme. Io ho esposto i miei sospetti circa la costruzione consapevole del falso, ho ricevuto queste informazioni. Ho fatto una cena con lui per avere un po’ di dialogo, se non si è innocentista è difficile parlare con la difesa di Stasi. Se io gli dico di essere in procinto di ascoltare due testimoni che hanno sentito solo ‘Le Iene’ trovo anomalo che il giorno dopo si preoccupi di come condurrò l’intervista. Non mi sarei giocata la carriera se non fosse stata una cosa seria".

Abbate però non ci sta: "Francamente non trovo nessuna correlazione di questa storia con le indagini di Moscova, della Procura di Pavia e quant’altro"
Nuzzi interviene: "De Rensis ha parlato di testa del serpente". Non manca la presa di posizione di Bruzzone: "E’ stato fatto intendere in chiave diffamatoria che sarei io la testa del serpente, lo trovo del tutto surreale, credo che vada cercato altrove, io non ho commissionato nulla ma se qualcuno mi vuole cercare, sa dove trovarmi, potrebbe non essere piacevole".
Ingrosso prosegue: "In questa settimana ho subito di tutto, la prima arma di distrazione di massa l’hanno messa in atto l’avvocato Bocellari e De Rensis andando a scavare nella vita di Chiara Poggi che da morta non si può difendere"
Abbate replica: "Questo non lo puoi dire, soprattutto per l’avvocato Bocellari, è inammissibile". Ingrosso però è sicura: "Me ne assumo le responsabilità"
Nuzzi chiude: "No no, questo non te lo consento anche perchè questa gente non è presente".


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