Garlasco in Tv, la mamma di Alberto Stasi rompe il silenzio: "Ora ci credo, spero dal 2017". Nuzzi chiarisce sull'intervista a Marco Poggi
Gianluigi Nuzzi ha voluto fare chiarezza dopo l'intervista di Marco Poggi a Quarto Grado in merito al possibile cachet che lui avrebbe ricevuto secondo Fabrizio Corona

La puntata di "Quarto Grado" di venerdì 5 giugno 2026 è stata caratterizzata da un’importante esclusiva, l’intervista a Marco Poggi, fratello di Chiara, che non aveva fino ad adesso mai avuto modo di dire la sua sul terribile delitto avvenuto nel 2007. Nonostante da più di dieci anni ci sia in carcere Alberto Stasi, ora la situazione potrebbe cambiare grazie alla nuova inchiesta della Procura di Pavia, che vede come indagato Andrea Sempio, suo amico.
Questo ha permesso alla trasmissione di vincere negli ascolti rispetto a "Ore 14", anche se poche ore prima della messa in onda Fabrizio Corona aveva parlato di un compenso di 50 mila euro ricevuto dalla trasmissione, ora è Gianluigi Nuzzi a fare chiarezza e a spiegare come siano andate le cose.
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Entra nel canale WhatsAppGianluigi Nuzzi chiarisce sull’intervista a Marco Poggi a "Quarto Grado"
A pochi giorni dall’intervita a Marco Poggi, Gianluigi Nuzzi ha voluto fare chiarezza e replicare all’accusa lanciata da Fabrizio Corona al suo programma. "Ma, vorrei sapere, quella cifra da dove gli viene? – ha detto in un’intervista a ‘Libero’ -. Perché proprio 50mila e non 100mila a questo punto, o addirittura un milione? A Quarto grado il massimo che possiamo pagare è una pizza, mi creda. Forse un pernottamento o un volo aereo quando è necessario. Niente di più".
Il giornalista ha inoltre voluto parlare dei Poggi e del loro dolore, tutt’altro che scalfito, per il modo in cui lui li ha conosciuti: "Ci sono stato e ho salutato con rispetto i genitori di Chiara che hanno tolto le lancette ai loro orologi. In quella casa è rimasto tutto identico a due decenni fa, eccezion fatta per il tappetino del bagno. Fa parte di un’elaborazione del lutto che i coniugi Poggi hanno vissuto in maniera estremamente graduale perché, di fronte a una cosa così spaventosa, quale genitore riesce a tornare alla normalità?"-
Non poteva mancare un accenno all’inchiesta, di cui parla ogni settimana: "Questa storia ha due punti senza precedenti. Il primo è che c’è una procura che riconsidera radicalmente quanto già stabilito dalla Corte di Cassazione e cerca di scrivere una pagina nuova. Questo, francamente, in Italia non è consueto. In apparenza è un segno di salute per una magistratura che ha un senso di autocritica profondo. Tuttavia la speranza, adesso, è che non si replichino le sciatterie viste e patite sulla vita di Alberto Stasi. La prima volta non si è avuto nessun riguardo, e non si ha nessun riguardo, verso le vittime e i parenti delle vittime. Chiara è stata oggetto di qualsiasi tipo di aggressione mediatica, così come è successo a suo fratello e alla sua famiglia. Per me è inconcepibile che un genitore debba difendersi da accuse propalate da chi vive non di informazione ma passa il tempo a lanciare cose nella rete solo per avere indietro un briciolo di visibilità".
La testimonianza della mamma di Alberto Stasi
A sorpresa, a parlare è ora anche la mamma di Alberto Stasi, Elisabetta Ligabò, fino ad adesso rimasta in silenzio pur essendo convinta che il figlio avesse subito un’ingiustizia.
"Sempio? Sono elementi forti. Sì, a questo punto certo che ci credo – dice a La Repubblica – Spero fin dal 2007. Non potevo accettare quello che stava succedendo ad Alberto. L’ho sempre detto: se avessimo avuto il minimo sospetto che fosse stato lui, lo avrei preso e portato dai carabinieri personalmente. Dopo la condanna del 2014 la fiducia nella giustizia ha vacillato. Ma questa Procura ha lavorato in modo eccellente".
Ora sono in tanti ad averle manifestato vicinanza, cosa che non può che renderla felice: "Tre giorni fa, al Comune per il rinnovo della carta d’identità, una persona mai vista mi ha guardato e mi ha detto: "Forza, vedrà che questa volta ce la facciamo". Sono cose che aiutano ad andare avanti. Vorrei rispondere a ognuno di quelli che mi scrivono, che mi mandano pacchi a casa".
La donna ha voluto dire la sua sul rapporto con il figlio, che non ha mai subito alcun mutamento: "Ci siamo dati forza l’uno con l’altra. Forse Alberto ne ha data più a me, anche se non era fisicamente presente. Piano piano siamo arrivati ad oggi, con la possibilità di vederci e di tornare a frequentarci di più. Vuol dire molto". Non è mancato un ricordo di Chiara Poggi: "Veniva a casa nostra, anche se non spessissimo. Mi rimane il suo sorriso: sorrideva sempre. Ricordo l’ultima volta che venne a bussare, nel luglio 2007, quando Alberto era già partito per Londra. Aveva una gonnellina rossa e una maglietta bianca, era sorridente, felice di andare a trovarlo. Chiara è sempre nei miei pensieri e nelle mie preghiere. So che da lassù ci sta proteggendo".
Ora lei ha però un grande desiderio che vorrebbe realizzare: "La prima volta che Alberto ha avuto il permesso di muoversi, siamo andati sulla tomba di mio marito Nicola. Quando tornerà a casa, penso che andremo al cimitero da Chiara".