Garlasco, Nuzzi frena Lovati: "Non scherziamo su questo". Le interviste a Spoto e Sapone accendono i social: "Tante ca**ate"

Nella puntata del 3 ottobre 2025 tante novità sull'indagine su Andrea Sempio e le parole inedite di Giuseppe Spoto, l'ex maresciallo che si occupò delle intercettazioni

Rosanna Ilaria Donato

Rosanna Ilaria Donato

Web Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, mi dedico al mondo dell’intrattenimento da 10 anni. Ho lavorato come web content editor freelance per diverse testate.

Nella nuova puntata di Quarto Grado, condotta da Gianluigi Nuzzi in prima serata su Rete4 venerdì 3 ottobre 2025, non mancano novità clamorose, tra cui le interviste all’ex maresciallo dei carabinieri Giuseppe Spoto e all’ex responsabile della polizia giudiziaria di Pavia Silvio Sapone. Poi un secondo scontrino, sempre esclusiva del programma Mediaset, e infine le parole di Massimo Lovati, difensore di Andrea Sempio, sul silenzio stampa e il presunto litigio con la collega Angela Taccia per la nomina di Armando Palmegiani. Ecco cosa è successo nella puntata del 3 ottobre di Quarto Grado e le ultime novità sul delitto di Garlasco.

Garlasco a Quarto Grado, puntata 3 ottobre 2025: cosa è successo

La puntata di Quarto Grado parte col botto, perché inizia con un’esclusiva su un secondo scontrino di Andrea Sempio, dopo il primo che è stato stampato alle 10:18 del giorno del delitto di Chiara Poggi. Il secondo risale al giorno successivo, il 14 agosto del 2007 – la sosta risulta dalle 17:32 alle 18:32 -, consegnato alle autorità proprio dai Sempio che, colti di sorpresa da un inviato del programma, non si ricordavano che fine avesse fatto: "Ce l’avevo, mi sa che l’ho buttato" dice il padre Giuseppe, ma la moglie Daniela lo ferma: "No, quello che ci hanno mostrato ora è l’originale (era stato pinzato con quello presentato da Andrea il giorno dell’interrogatorio, ndr)!". Il secondo scontrino sarebbe la prova che per i Sempio non è "affatto inusuale conservare vecchi scontrini (viene detto nel servizio di Quarto Grado, ndr)". Ma chi si è recato a Vigevano anche il giorno successivo? Il padre Giuseppe dice di essere andato con Andrea alla Feltrinelli e che se lo ricorda perché lui odia i libri (la libreria era effettivamente aperta il 14 agosto, non ha fatto chiusura per ferie). Andrea invece dice di non ricordarsi nulla del giorno successivo all’omicidio di Chiara.

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In studio c’è l’avvocato di Sempio, Massimo Lovati, al quale Gianluigi Nuzzi dice che di questi scontrini ci sono due interpretazioni: "Da una parte i Sempio dicono che conservano e catalogano tutto con grande precisione, dall’altra parte gli inquirenti dicono: ‘Ma quando mai! Questi scontrini li avete messi da parte perché dovevano costituire un alibi’, o comunque potevano essere utili se fosse girato il vento, no?". Lovati risponde: "E’ vero che questa famiglia è abituata a conservare i bigliettini, i pizzini, come li chiamano loro… Di tutto tengono, tanto che la prova è quel pizzino che hanno trovato venerdì scorso. Poi, questo ritrovamento dimostra la verità del racconto di Andrea che ha sostenuto di essere andato nella libreria il giorno dell’omicidio e di averla trovata chiusa. Infatti il giorno dopo è tornato lì ed è rimasto un’ora per cercare quel libro".

Carmelo Abbate confessa di non credere a una sola parola di quello che dicono i genitori di Sempio: "Non dimostra nulla, rafforza il tentativo di fare di quello scontrino un presunto alibi. Ho sentito male o il padre in quell’intervista ascoltata diceva: ‘Siamo andati io e lui il giorno dopo a prenderlo? (Spoiler: sì, dice proprio questa frase)’". Ma Nuzzi sottolinea: "A prendere il libro, non lo scontrino, io l’ho letta così (anche noi, ndr)". E Abbate aggiunge: "Io vorrei vedere tanti altri scontrini, fino al 2018" e Lovati gli chiede: "Vuoi vederne uno?".

Mentre vediamo l’avvocato cercare qualcosa nel cellulare, il giornalista continua: "Ma questi genitori che sono abituati a tracciare ogni respiro della loro esistenza, che sentiti un anno dopo il 2007 dicono di ricordarsi che la mattina dell’omicidio lui era seduto sul divano con la gamba accavallata… tu vuoi dirmi che a fronte di 37mila euro usciti in contanti non mi sanno ricostruire nel dettaglio come hanno speso euro per euro di quella somma?". L’esperto poi sostiene che ricordare i dettagli di quanto accaduto 8 o 9 anni prima è sospetto: "Una precisione così assoluta è sempre un pochino sospetta (si riferisce al padre di Andrea, Giuseppe, ndr)".

A questo punto Massimo Lovati mostra uno scontrino risalente al 3 marzo 2020 e il conduttore sottolinea: "Parliamo di 3 scontrini in 18 anni", e l’avvocato di Sempio ironizza: "Si vede che c’è stato un altro omicidio in quel giorno". Ma Nuzzi lo frena subito: "No, non scherziamo, perché è morta una ragazza". Poi, scoperto che durante la perquisizione non sono stati trovati altri scontrini, aggiunge: "Non voglio dare ragione ad Abbate, ma se uno è un accumulatore di pizzini e scontrini dei parcheggi, ne dovrebbero trovare una quantità importante, o no?". "La tendenza ad accumulare ce l’hanno solo nelle questioni che riguardano l’omicidio della povera Chiara" punge una giornalista in studio. In un secondo momento, scopriamo che le inviate del programma hanno parlato con Andrea Sempio: ha detto che non ha lo scontrino dell’acquisto del libro perché il giorno dopo, quando sono tornati a Vigevano, non l’hanno trovato in libreria e che non ricorda quale titolo stesse cercando.

Garlasco, l’intervista esclusiva all’ex maresciallo dei carabinieri Giuseppe Spoto

Si prosegue con le intercettazioni di Andrea Sempio e della sua famiglia in macchina: viene mandata in onda anche quella dove parlano di soldi e scopriamo dall’agenda dei loro avvocati che poco prima di quella conversazione i Sempio avevano un appuntamento proprio con questi ultimi. Di certo c’è che molte informazioni sono state omesse nelle trascrizioni degli audio. In studio c’è chi sostiene che è scandaloso e vergognoso mettere la dicitura ‘incomprensibile’ in frasi che in realtà negli ultimi giorni tutti abbiamo ascoltato e compreso benissimo. Gianluigi Nuzzi commenta: "Qui sembra un’operazione chirurgica (perché mancano proprio le parti più utili all’indagine, ndr)". "Sono trascrizioni che offendono l’intelligenza di chi le legge" commenta una giornalista in studio.

Dopodiché il conduttore manda in onda un’intervista esclusiva all’ex maresciallo Giuseppe Spoto, che si era occupato delle intercettazioni di Andrea Sempio, oltre a intrattenersi con l’indagato per la notifica un’ora e un quarto quando sarebbero bastati pochi minuti. L’intervistato racconta come si è sentito il giorno della perquisizione a casa, venerdì scorso: "Intanto non sono indagato e già per il momento è una buona notizia. E’ stato uno shock, perché vedere arrivare alle 7:00 del mattino 8 persone per fare una perquisizione per prendere un cellulare, due computer e un’agenda che avrei potuto tranquillamente consegnare a espressa richiesta".

Poi la ricostruzione del pomeriggio dell’8 febbraio 2017, quando ha chiamato sul cellulare Andrea Sempio: "La telefonata la feci per assicurarsi che Sempio rimanesse sul luogo di lavoro, a Montebello della Battaglia. Il mio approccio colloquiale ("Così facciamo due chiacchiere", dice nell’intercettazione, ndr) serviva per il motivo che ho già detto, evitare che lasciasse il suo posto il lavoro, quindi per me ‘fare due chiacchiere’ equivaleva a fargli la notifica. Non c’era nessun secondo fine nella mia azione. Era quello il mio obiettivo". Ma perché ha impiegato ben un’ora e un quarto per consegnare la notifica? Spoto spiega: "Noi l’8 febbraio avevamo il compito di installare la microspia sulla macchina di Andrea Sempio. il tecnico incaricato doveva raggiungere il parcheggio per aprire la vettura e installare la microspia. Ovviamente io ho dovuto traccheggiare e cercare di perdere più tempo possibile perché il signor Sempio non andasse fuori per raggiungere il veicolo".

E ancora, la telefonata col legale di Sempio, Soldani, che spiega così: "Sa, un legale cerca sempre di fare il suo lavoro, di ottenere qualche risposta che possa fargli capire come vanno le cose. ho glissato sul tentativo dell’avvocato. Non era certo mia intenzione ragguagliarlo su questioni relative alle indagini che tra l’altro non avrei potuto dirgli perché non le conoscevo". Sulle omissioni nelle trascrizioni delle intercettazioni dice: "Per quel che mi ricordo, ma ne sono abbastanza certo, l’audio nella macchina di Sempio non era così limpido, soprattutto quando l’auto transitava in percorsi sconnessi era davvero difficile capire. Ho sempre adottato questo metodo in tutta la mia carriera: se una frase non è completamente comprensibile, per me non va riportata".

In seguito, dichiara che la frase sui soldi (quella dove si sente dire ‘quei signori lì’, ndr), in realtà terminava con la risposta della madre di Andrea che diceva "agli avvocati" e di non essere mai stato pagato dalla famiglia Sempio. "Ho fatto solo il mio lavoro, ho la coscienza cristallina. Ho fatto 40 anni nell’Arma, sono figlio di carabinieri, sono stato educato in un certo modo. Non avrei mai venduto il mio onore e la mia divisa per niente al mondo", conclude Spoto.

Pare però che ci siano punti di criticità nelle sue parole e a rivelarli è l’inviato di Quarto Grado: "Prima di tutto ci si chiede perché l’attività di installare la cimice nella macchina sia stata contestuale alla giornata in cui doveva avvenire questa notifica, un atto per cui in genere ci si impiega poco tempo. E poi ci si domanda cosa si siano realmente detti i due in quei 40 minuti in cui Spoto deve intrattenere Sempio. C’è un dettaglio importante dai brogliacci perché nella notte dell’8 febbraio, alle 01:30, ci sono le prove tecniche di questa cimice, la cui durata è molto particolare: oltre 15 ore in cui rimane accesa. In ultimo, la frase in cui dice di aver sentito la parola ‘avvocati’ nell’intercettazione: secondo gli investigatori non sarebbe chiaro il riferimento ai legali e ci sarebbero degli altri passaggi, lunghi file che si stanno esaminando e trascrivendo, dove non si parla di avvocati ma di altre persone non ancora identificate".

Subito dopo Nuzzi sottolinea che per mettere una cimice, a detta degli esperti, ci vogliono solo dagli 8 ai 12 minuti in una qualunque utilitaria. C’è chi in studio fa notare che gli orari delle prove tecniche e delle prime intercettazioni corrispondono perfettamente a una ricostruzione affidabile: "Alle 16:47 l’operazione ha avuto successo e Spoto era lì dalle 16:30 per intrattenere Sempio. E alle 17:13 c’è già la prima registrazione effettiva della conversazione, quindi l’indagato è già andato via. Forse non sono nemmeno 40 minuti, sono 20-25 minuti. Perfettamente in linea con i tempi e con le modalità che si attuano in questi casi".

L’intervista a Silvio Sapone e la telefonata sospetta di 5 minuti ad Andrea Sempio

Subito dopo Silvio Sapone, responsabile della polizia giudiziaria di Pavia nel 2017, viene intervistato dall’inviato di Quarto Grado sulle chiamate senza risposta effettuate il 21 gennaio (molto prima dell’interrogatorio) al cellulare di Andrea Sempio, il quale poi lo ha richiamato due volte il giorno dopo (una telefonata dura ben 5 minuti). Sapone spiega: "Non ricordo con precisione il contenuto di queste chiamate, ma loro avevano tanti telefoni e volevamo capire se utilizzasse quel numero. Che parole ci siamo detti? Nulla di che, ma non le ricordo". Quando il conduttore chiede all’ex PM Carmen Pugliese, presente in studio, se sia così che di solito si agisce in questi casi, quest’ultima afferma di sentirsi in forte imbarazzo "perché certe situazioni in cui si vede del losco sono perfettamente possibili". E aggiunge: "Nel fatto che il carabiniere intrattenga mentre viene messa la microspia io non ci trovo niente di scandaloso. Che si intrattenga e cerchi di avere più informazioni possibili dall’indagato rientra nella normalità".

Tornando all’intervista di Sapone, quest’ultimo ripete che non conosceva la famiglia Sempio e di aver visto Andrea solo una volta in Tribunale in Procura a Pavia e in un’altra occasione nel corso di un pedinamento: "Nessun tipo di contatto oltre quelle telefonate". Ma dice di conoscere il carabiniere Scoppetta, arrestato nell’indagine Clean 2 della Procura di Brescia e condannato a 4 anni e mezzo di carcere: l’uomo faceva parte della sua sezione quando era il responsabile della polizia giudiziaria a Pavia. Carmelo Abbate interviene per fare una domanda diretta a Sapone, chiedendogli perché stare al telefono oltre 5 minuti con Sempio se doveva solo verificare l’utenza e il carabiniere ribatte: "Per capire la psiche del soggetto, ma non ci siamo detti niente di che (oltre le due chiamate di Sempio, risulta anche un messaggio inviatogli da Andrea, ndr)". L’ex PM Carmen Pugliese dichiara che è assolutamente normale fare domande all’indagato per comprendere il tipo di persona con la quale si ha a che fare.

La nomina di Armando Palmegiani e il presunto litigio tra Lovati e Taccia

Infine, sentiamo Armando Palmegiani parlare via collegamento video della nomina a consulente della famiglia Sempio. Non può quindi mancare una domanda sul famoso video in cui Palmegiani dice che il Dna sotto le unghie di Chiara apparterrebbe all’indagato, ma l’uomo spiega: "La traccia 33 non è identificabile, io non avevo le carte. Quelle parole facevano parte di un discorso molto ampio. Se andiamo a estrapolare dai 40 minuti di video 7 secondi soltanto, forse non è stato espresso il mio pensiero completamente".

A questo punto il conduttore chiede a Lovati se abbia litigato con Angela Taccia – è stata l’avvocata a nominare Palmegiani -, e il legale di Sempio risponde: "No, io sono stato colto di sorpresa, perché, durante Mattino 5 di ieri, è apparso questo video dove il dottor Palmegiani diceva con certezza che sulle unghie di Chiara c’era il Dna di Sempio. Lì ho chiesto il silenzio stampa perché volevo parlargli e capire. Uno rimane anche inibito da una roba così. Ora il dottore ha chiarito la situazione molto bene: prima di tutto ha detto che non è un genetista, per cui quello che aveva detto a giugno è acqua fresca. In secondo luogo ha chiarito che non aveva ancora le carte, che il video durava di più, quindi…".

Le polemiche sui social

Tanti gli argomenti trattati nel corso della puntata di Quarto Grado del 3 ottobre 2025, molti dei quali finiscono nel mirino dei social, in particolare le parole di Silvio Sapone sul motivo delle telefonate ad Andrea Sempio e da quelle di Giuseppe Spoto: "Questi devono seguire Scoppetta e Pappalardo sapete dove… (arrestati nell’inchiesta Clean, ndr)", "Qui tra Sapone e Saponi sembra di stare da Tigotà", "Mai sentite tante ca**ate in così pochi minuti. Stasera Record!!", "Comunque il livello medio di polizia e carabinieri in questo Paese è allucinante! Vanno bene giusto per l’ordine pubblico!", "Vorrei capire perché non hanno usato questo trattamento tanto amichevole anche con Stasi visto che è consuetudine farlo…", "Arrampicate e "non ricordo" sono come il nero, stanno bene sempre".

E ancora: "Chiedere i tabulati telefonici di tutti i numeri di #Sempio per capire quale utilizza no?", "A me non sembra normale che si chiami per capire se un’utenza è in uso quando basta sentire il gestore telefonico e verificare", "Sapone coinvolto nell’inchiesta Clean?", "Ma tutti questi ex carabinieri non sono indagati ma hanno tutti gli avvocati…".

Sui social si discutono anche le parole dell’ex PM Carmen Pugliese, che reputa normale che un maresciallo cerchi di instaurare un buon rapporto con l’indagato: "Pugliese dice che un carabiniere chiama l’indagato per costruire un buon rapporto per i futuri collaborazioni, indagini… ma è seria?!", "Scusate ma si vuole far passare come normale il contatto intercettato-intercettante ?e magari concordano pure cosa intercettare?", "‘Instaurare un buon rapporto’. Ho sentito bene?", "Su ‘INSTAURARE UN BUON RAPPORTO’ abbasso le braccia e getto la spugna", "Instaurare un buon rapporto?? Con un indagato?? Perché mai?".

Infine, le reazioni sui social (con polemica) alla nomina di Palmegiani e al presunto litigio tra Massimo Lovati e Angela Taccia: "Lo sentite quell’acuto stridore d’unghie sui vetri? È il nuovo consulente Palmegiani che tenta di giustificare la sua precedente asserzione sul DNA di Sempio", "Spiegatemi il senso di scegliere un consulente che ha sempre dubitato di Sempio perché poi carte alla mano avrebbe poi capito che in realtà di dubbi non ce ne erano… Esempio lampante di come le consulenze siano totalmente manipolabili ed inaffidabili", "Quindi prima da non genetista diceva che il Dna era di Sempio e oggi sempre da non genetista dice che ha dei dubbi, con quale certezza lo afferma?", "Consulente credibilità pari a ZERO", "Consulenti che cambiano idea e convinzioni pur di avere l’incarico che li porti in TV…", "Ieri in TV "non ho ancora letto le carte", ora le carte sono la giustifica del perché ha cambiato idea".

E sulla mancanza di comunicazione tra Lovati e Taccia: "Comunque questa non comunicazione tra i due difensori di Sempio è preoccupante", "Lovati e Taccia le comiche prossimamente nei peggiori cinema del mondo", "Quindi ora parte anche il catfight tra Taccia e Lovati, io sono imbarazzato da questa linea difensiva", "La difesa di Sempio appare alquanto confusa…", "Se non fosse un dramma sarebbe comico", "Che imbarazzo non sapere neanche chi avete preso nel pool difensivo"


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