Garlasco, avvocata Taccia furiosa: "Sempio amareggiato per questo". E la verità sul Dna sulle unghie di Chiara: "Mai detto"
Nella puntata di Quarto Grado, Taccia rivela che Sempio è molto amareggiato per quanto accaduto nelle scorse ore e cosa le ha detto di preciso: cosa è successo

Nella nuova puntata di Quarto Grado, condotta da Gianluigi Nuzzi venerdì 28 novembre, in prima serata su Rete4, si parla del delitto di Garlasco puntando l’attenzione sulle novità riguardanti il Dna trovato sulle unghie di Chiara Poggi, che sarebbe compatibile con la linea maschile di Andrea Sempio. Ecco cosa è successo nella puntata del 28 novembre di Quarto grado.
Garlasco a Quarto Grado, puntata 28 novembre 2025: cosa è successo
La puntata di Quarto Grado inizia con una sigla particolare volta a omaggiare l’immensa Ornella Vanoni: si tratta di Tutto l’amore che ho dato, il brano scritto per lei da Francesco Gabbani. Gianluigi Nuzzi spiega: "Stasera abbiamo scelto la voce inconfondibile di Ornella Vanoni per rendere omaggio ai sorrisi delle vittime e anche alle emozioni e alle lacrime di chi veramente sta piangendo le vittime dei nostri gialli".
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Entra nel canale WhatsAppIl primo tema della puntata è il Dna trovato sulle unghie di Chiara Poggi che, secondo la dottoressa Denise Albani, sarebbe compatibile con la linea maschile della famiglia di Andrea Sempio, ma il conduttore precisa: "La dottoressa Albani, perita del giudice, non ha ancora depositato la sua relazione (lo farà entro il 5 dicembre, ndr). Non è che ha anticipato il contenuto, perché altrimenti il giudice l’avrebbe rimossa dall’incarico perché avrebbe fatto qualcosa contro Legge". Marina Baldi, consulente di Andrea Sempio, chiarisce cosa c’è scritto veramente nella email inviata dalla perita Albani ai consulenti il 27 novembre: "Non dice assolutamente nulla della risultanza, dice soltanto che si rifarà a quanto già dichiarato il 26 settembre scorso".
E sul possibile trasferimento indiretto del Dna, la Baldi dichiara: "Noi abbiamo fatto una riunione in cui abbiamo valutato tutta la scena del crimine, tutta la casa con Sempio. Abbiamo fatto una disamina stanza per stanza di dove lui è stato e ricordava di aver toccato qualcosa. Abbiamo mappato gli oggetti della casa e tirato fuori alcune ipotesi che il dottor Palmegiani ritiene che possano essere fonte di contaminazione. L’ipotesi del telecomando ci sembra la più logica, visto che la Tv è stata trovata accesa".
A cercare di fare chiarezza sul Dna sulle unghie di Chiara è il genetista Francesco De Stefano, colui che per primo ebbe l’incarico di esaminare quei reperti. "Sono troppo amareggiato dal fatto che ci sia chi continua ad aggredire quello che è stato il mio lavoro, quindi mi astengo da qualsiasi commento in questo momento. Mi scusi", dice alla giornalista Martina Maltagliati prima di parlare dei risultati in sé: "Credo stiano lavorando sui risultati che avevo ottenuto io a Genova nel 2014. Poi forse li hanno assemblati e valutati in maniera diversa. Il software usato mediamente è sempre lo stesso, quello di Roewer. Se io uso un algoritmo e poi resta sempre quello e ci metto dentro gli stessi miei risultati, alla fine ottengo gli stessi valori. Nei dati grezzi c’erano già degli aplotipi misti e degradati. C’era il Dna di più persone, noi abbiamo anche avuto tre risultati diversi in alcune situazioni. Loro dicono almeno due persone e va bene, saranno almeno due. Se quell’Y è un contatto con l’assassino? E’ molto improbabile. Il Dna è misto, quindi è evidente che ce n’è più d’uno, per questo parlo di contatto indiretto: si raccoglie da qualsiasi cosa, anche una maniglia, una porta, una superficie… Se è possibile che, avendo usato la stessa forbicina per tagliare tutte e 10 le unghie, il Dna sia stato trasportato da una sola unghia a un’altra? Su due piedi neanche questo potrebbe essere escluso".
Angela Taccia: "Siamo molto amareggiati nell’aver constatato che ancora una volta le principali testate nazionali di stampa abbiano pubblicato delle notizie che io considero false, però, se vogliamo essere cauti, hanno pubblicato notizie prive di ogni fondamento, perché mai è stato detto o scritto dalla perita Albani che quel Dna è completamente compatibile con quello di Andrea Sempio. E’ un dato fondato su un risultato non consolidato che ad oggi non ha alcun valore probatorio, quindi, dopo tutti i discorsi fatti in questi mesi, ci aspettavamo maggior cautela. Anche Andrea Sempio è molto amareggiato e si chiede se alcuni giornalisti non capiscano e quindi siano semplicemente ignoranti, o se lo facciano in malafede, il che è peggio. Non l’ha presa molto bene, ovviamente".
Garlasco, lo scontrino di Andrea Sempio accende il dibattito a Quarto Grado tra gli avvocati Taccia e Gallo
Per quanto riguarda invece lo scontrino, argomento trattato subito dopo il Dna, l’avvocata Angela Taccia ribadisce: "Questo scontrino è vero: è stato preso da Sempio ma ad oggi non ha alcun valore. E continuerò a dirlo fino alla morte: non si può parlare di alibi finché non ci sono indizi e fino a quando non mi collocate Andrea Sempio sulla scena del crimine". Fabrizio Gallo, avvocato di Massimo Lovati, ex difensore di Sempio, spiega: "Il problema dello scontrino me lo sono posto ancora prima di difendere l’avvocato Lovati e ne ho fatto un problema tecnico: se si presenta uno scontrino in quel dato momento, è un alibi, perché altrimenti mi devi spiegare il perché lo hai depositato". La Taccia ricorda: "Perché gliel’hanno chiesto!", ma Gallo ribatte: "Non c’entra nulla!".
A interrompere il breve confronto è il conduttore: "Mi perdoni, non voglio entrare a gamba tesa, ma se io vengo interrogato dall’autorità giudiziaria su cosa è successo quel giorno, dico di aver trovato in macchina uno scontrino e loro mi chiedono se sia disposto a darglielo, è un po’ diverso rispetto a una persona che va lì perché stanno indagando e porta direttamente la prova che dimostra la sua estraneità". L’avvocato Gallo risponde: "Quando tu lo presenti, ha un valore in quel momento. In una trasmissione in cui non ero l’avvocato di Lovati, mi scontro con lui e gli dico: ‘Scusi, perché questo scontrino?’, e Lovati mi dice subito: ‘Lo scontrino vale 0. Io sono d’accordo con lei, per me è una curiosità, quello scontrino non doveva essere neanche considerato’. Oggi non lo consideriamo, ma il problema è che al tempo quello scontrino tecnicamente era un alibi… io non sono contro Sempio, faccio un discorso tecnico". La Taccia ei batte: "Gliel’hanno chiesto, come a tante altre persone. Leggiamole le SIT prima di parlare!".
A proposito dello scontrino ritenuto falso dall’avvocato Fabrizio Gallo, un esperto in studio, Michele Vitiello, dice che già nel 2007/2008 esistevano stampanti in grado di replicare scontrini grazie alla carta termica, che però aveva la tendenza ad annerirsi e quindi, probabilmente, si sarebbe notato se fosse stato ricreato tramite questo tipo di stampante. Restando in tema, l’avvocato Massimo Lovati, nel corso di un’intervista, spiega che lo scontrino non è un falso, ma dice anche che non serve a niente: "E’ del tutto irrilevante, non è un alibi né un indizio, è solo un pezzo di carta. Forse Gallo ha frainteso, quando ho detto che era carta straccia, lui ha capito che era un falso".
